Subsonica - Lequile (LE) + Cosenza, 21-03-2000 Intervista

16/04/2000 di Roberta Accettulli

Reduci dal Festival di Sanremo, i Subsonica hanno ripreso la loro vita 'on the road', e con il loro tour sono tornati per l'ennesima volta in Puglia, nel Salento a cui sono tanto affezionati.

Ho incontrato Max Casacci subito dopo il soundckeck, prima dell'inizio del concerto. L'ultima volta che ci siamo visti eravamo al mare, al Festival di Neapolis. Anche adesso siamo vicini al mare, con un clima un pò più freddino.

Due giorni prima, sempre Max, in compagnia di Samuel, era stato intervistato a Cosenza in occasione della terza edizione di S. Giuseppe Rock.

Ecco allora un'intervista doppia!!!




Questa è l'intervista di Lequile (LE) del 21/03/2000, fatta da Roby

Rockit: L'ultima volta che ci siamo incontrati doveva ancora uscire 'Microchip Emozionale. Ora è uscito, è passato un pò di tempo, ci sono stati un pò di concerti. Come sono andati questi 8 mesi dopo l'uscita del disco?

SUBSONICA: Allora, fammi ricapitolare... E' uscito il disco, ed ha subito mostrato di saper penetrare in due ambienti completamente opposti: da una parte nel pubblico un pò meno 'settoriale' c'è stata attenzione, nonostante il primo singolo fosse 'Colpo di pistola', un pezzo sicuramente non molto morbido, e non esattamente un singolo radiofonico; e poi ho notato che ha convinto molto di più anche negli ambienti invece diametralmente opposti, quelli un pò più hardcore come attitudine. Questa è stata una delle prime soddisfazioni. Delle buonissime recensioni, un'attenzione molto più ampliata, frutto anche dei due anni di lavoro precedenti fatti con il primo disco, e po un risultato anche di vendite subito buono, non tanto per la remunerazione quanto per il termometro, ha raggiunto in due mesi le stesse quote che erano state vendute se si citano i risultati di vendita del disco precedente che, per avere i quali però aveva impiegato un anno e mezzo, se non due.

Dopo di che un'affluenza sempre maggiore ai concerti, com'era successo anche in passato. E' partita la stagione del live, i locali si sono mostrati da subito abbastanza pieni, e poi man mano che si andava avanti, che uscivano i nuovi video, abbiamo iniziato a riempire per bene.

Rockit: E poi...

SUBSONICA: E poi, ad un certo punto di questo percorso, quando ormai avevamo già impostato tutto quanto sino all'ottobre successivo, arriva questa proposta di partecipazione alle selezioni di Sanremo, che noi immediatamente rifiutiamo, proprio epidermicamente, una, due, tre volte. Fra la seconda e la terza, ci viene specificato, casomai non l'avessimo capito, che ci selezionavano tra i 'big', e noi, non guardando Sanremo, non capivamo neanche il valore da attribuire a questo tipo di cosa.

In realtà poi però, dopo un pò di discussione abbiam preso in considerazione questa cosa qua, ed abbiamo capito che, fondamentalmente, un disco come 'Microchip Emozionale', nato nella libertà creativa più totale, senza vincoli di alcun genere, poteva avere la vita breve, nel senso che poteva fermarsi lì. Non si poteva aumentare un pò l'attenzione, per il fatto che per passare dal pubblico più attento - che è il pubblico che noi abbiamo più nel cuore ovviamente - a quello invece che non ha il tempo di seguire la musica sulle riviste specializzate, che non ha magari dei riferimenti radiofonici, che non ha dei riferimenti anche culturali di background ecc., ma che sarebbe pronto a seguire dei suoni nuovi, ci voleva un budget tipo promozione telvisiva. Per la nostra etichetta discografica, la Mescal, era assolutamente un discorso insostenibile. E neanche noi ci saremmo mai sognati di chiederlo uno sforzo così grande.

Sanremo, per assurdo, colmava questo gap. Ci veniva proposta gratuitamente la soluzione di tutti i problemi, ed anche la possibilità di alzare un pò il tono della sfida. In 'Microchip Emizionale' noi stavamo molto credendo, credevamo innanzi tutto che fosse un disco di musica italiana, laddove la musica italiana può permettersi anche di sperimentare, e non cercare di replicare sempre se stessa per accondiscendere poi ai canoni di vendita e di mercato, e come tale doveva riuscire in qualche modo ad avere la possibilità di confronto con la musica invece di mercato. Per tutta questa serie di motivazioni, ed anche per altre, abbiamo deciso di accettare la sfida.

Rockit: La famosa 'Operazone R.E.M.O.' di cui parlavate anche sul vostro sito Internet?

SUBSONICA: Esattamente...

Rockit: Voi siete forse l'unica band che ha apertamente dichiarato di andare a partecipare al Festival di Sanremo esclusivamente per fare promozione, proprio per i motivi di cui hai parlato prima. Ma, alla fine dei conti, come è andata la 'vacanza in Riviera'?

SUBSONICA: E' andata che ci piaceva poter dire qualcosa di leggero nelle interviste, quindi sostenevamo di essere in vacanza, ma invece non lo eravamo assolutamente... Comunque è stato molto faticoso. Chiaramente una volta che sei lì ci sono tutte le redazioni presenti, ci sono tutte le televisioni, piccole e grandi, tutte le radio, le riviste oltre che i quotidiani, le principali trasmissioni televisive, anche quelle nazionali... Ti svegli e vieni buttato giù dal letto dal tuo ufficio stampa la mattina e per 12 ore rispondi alle domande che ti fanno tutti. Il che è già abbastanza stancante di per sè, è chiaro che non mi sogno neanche di lamentarmi per questa condizione privilegiata, di avere una esposizione così grande.

Il punto è che diventa ancora più faticoso nel momento in cui non puoi unirti al coro uniforme di lodi nei confronti della manifestazione, perchè sarebbe facile... E invece per ogni situazione devi correggere un pò l'assetto per comunque cercare di far capire - oltretutto a persone che non ti conoscono - qual è la tua posizione nei confronti del Festival, senza risultare troppo detestabile. Nella maggior parte dei casi ci siamo riusciti, ovviamente c'era una tensione un pochettino diversa da quando vai a fare un'intervista in cui puoi dare tutta una serie di cose per scontate, come adesso...

In più ci siamo inventati anche questo ruolo di cronisti, forse per capire un pò di più il nostro ruolo all'interno del Festival, e continuamente ci siamo messi a redigere alcune pagine di diario, vissute un pò con l'occhio delle nostre emozioni. Questa cosa qui ha ulteriormente aggravato la situazione già stancante di per sè, perchè comunque nei pochi minuti liberi ci attaccavamo al portatile, scrivevamo e battevamo, in corsa fra un taxi e l'altro in giro per Sanremo. Quindi posso dirti che è stata molto stancante, che siamo molto contenti di averla fatta, perchè i risultati sono stati addirittura superati, e soprattutto la cosa che non mi aspettavo era di capire che Sanremo comunque è un'esperienza comunque che dura 9 giorni, che può far risuonare moltissimo una band, ma può anche frantumarla. Ci sono stati in passato dei casi - adesso non mi metto a citare i Jalisse che non esistono e non esisteranno mai - dei gruppi che invece avevano già una loro dignità ed un loro passato, che a Sanremo si sono completamente persi. E capisco anche perchè: perchè comunque devi avere veramente una motivazione forte, un carattere forte, un assetto bello solido, perchè quella realtà lì è veramente disorientante. Dopo qualche giorno hai già il lavaggio del cervello.

Rockit: Chi ha curato gli arrangiamenti degli archi di 'Tutti i miei sbagli'?

SUBSONICA: E' stato fatto un lavoro misto fra noi, Boosta ed io, ed il direttore d'orchestra, Fabio Gurian, che già nel primo album dei Subsonica aveva suonato il sax in 'Non Identificato'. Lui fa studi di composizione, di armonie, arrangiamenti, avevo già lavorato precedentemente con lui in alcuni lavoretti abbastanza piccoli, e quindi abbiamo unito le nostre esperienze. Noi abbiam dato più o meno l'idea di che carattere questa cosa dovesse avere, abbiamo dato alcune tracce melodiche, gli archi della strofa, e lui ci ha lavorato sopra, ha reso tutto quanto possibile, perchè noi non essendo arrangiatori d'orchestra, non sappiamo neanche esattamente cosa fare... L'intenzione era comunque di utilizzarlal'orchestra, perchè era una bella occasione, e poi anche solo l'esperienza di avere 40 musicisti che ti suonano alle spalle è bella, e chiaramente non avremmo mai avuto il budget per poterlo fare. E quindi abbiamo messo l'orchestra più in evidenza possibile.

Rockit: Adesso, archiviato Sanremo, siete nuovamente on the road. Il tour si protrarrà sino alla fine dell'estate, o contate di fermarvi per prendere un attimo di pausa? Quali sono i vostri programmi futuri?

SUBSONICA: Ci sarà una piccola pausa a maggio, che in realtà è il mese in cui fa troppo caldo per suonare nei locali, ed è ancora un pò troppo a richio la stagione dei concerti all'aperto. Però è una cosa di un paio di settimane, perchè abbiamo intenzione di portare aventi questo tour fino a fine ottobre, dopo di che cercheremo di mettere insieme il materiale per l'album successivo. Cerchiamo a questo punto, per evitare gli errori del passato, di lavorare parallelamente - anche se i giorni passati a casa sono veramente pochi - alla scrittura dei pezzi, in modo da non ritrovarci come con 'Microchip Emozionale', in cui abbiam dovuto scrivere tutto da capo, da zero,ed è stata veramente un'impresa. Grosso modo i progetti sono questi. Ci sarebbe un altro progetto, che è la realizzazione di un video compatibile per i noin udenti, che vedrebbe coinvolto anche Morgan dei Bluvertigo, in quanto si tratta del video di 'Disco Labirinto. Stiamo cercando delle sovvenzioni per poterlo fare, perchè comunque è una cosa costosa, una cosa sperimentale che adesso non riuscirei a spiegare in due parole. Però ci piacerebbe moltissimo riuscire a realizzarlo...

E questa è l'intervista realizzata per la della terza edizione di S. Giuseppe Rock a Cosenza il 19 marzo da Eliseno.

Rockit: 'Tutti I Miei Sbagli' è una outtake di 'Microchip Emozionale, oppure è stata composta in funzione del Festival di Sanremo?

SAMUEL: E' stata una canzone che è scritta e pensata per Sanremo, in quanto noi avevamo già iniziato la tournée, avevamo già fatto il disco, prima ancora che ci proponessero di andare a Sanremo.

Rockit: Perché non un brano sulla falsariga di 'Preso blu', forse più adatto allo stile del festival?

SAMUEL: Ma noi volevamo comunque dare un forte stimolo, volevamo far vedere che i Subsonica sono un gruppo che ama la dance, il mondo del movimento fisico. Anche 'Preso blu' è una canzone che ti fa muovere. ha uno stile che lavora su dei parametri prettamente reggae e forse proporre una cosa del genere sarebbe stato troppo limitante.

I Subsonica forse sono qualcosa di più, cioè noi tentiamo di andare un po' oltre il fatto del genere in sé, tentiamo di sfruttare proprio le nostre potenzialità compositive, mescolandole tutte insieme, far venire fuori, qualcosa di diverso dal resto. 'Preso blu' era un troppo caratterizzante, da quel punto di vista, secondo me, 'Tutti I Miei Sbagli' ha una forte melodia, un buon testo, una grossa capacità di spinta fisica, quindi abbiamo optato per quella; e poi c'è anche la possibilità di utilizzare l'orchestra in maniera molto "Jamesbondiana", abbastanza telefilmica, come piace a noi. M- Presentare un brano troppo melodico non avrebbe evidenziato la differenza che esiste tra il nostro suono e l'ambiente sonoro del festival e che noi volevamo rimarcare.

Rockit: Quanto ha contato secondo voi, il fatto che la nella giuria di qualità, fossero presenti Luca De Gennaro, Paola Maugeri, Mario Pezzola, personaggi che vi conoscevano da anni?

MAX: A dire il vero noi siamo stati comunque disinteressati all'aspetto competitivo del festival, guardando ad esso come un veicolo promozionale che completava un percorso che si avvale di tutt'altri canali. Mentre per la maggior parti degli artisti presenti, Sanremo rappresentava l'obiettivo di tutto il lavoro di un anno. Si, la presenza dei nomi che hai citato ci ha favoriti, comunque era divertente constatare come fossimo ultimi nelle preferenze della giuria popolare e contemporaneamente i primi in quella che si esprimeva attraverso Internet.

Rockit: Recensendo 'Microchip Emozionale, sono arrivato ad una conclusione: mi pare che voi siete riusciti a fare quello che a nessun gruppo rock italiano è riuscito negli anni, creare un ponte: rivestire di modernità la canzone italiana. Non so se ti trovi d'accordo su di un'affermazione come questa. Il vostro è un disco che segna un punto di svolta epocale.

SAMUEL: Questa è una cosa che a noi fa molto piacere, perché quando il disco viene interpretato in questi termini è comunque sempre un buon risultato per il gruppo. Noi, l'abbiamo realizzato secondo quelli che sono i nostri parametri. Noi scriviamo canzoni, amiamo curare tutto quanto alla stessa maniera. La melodia, il testo, l'arrangiamento, il sound, sono cose che per noi stanno tutte allo stesso livello. E forse questo tipo di attitudine , non tanto il disco in sé, ma proprio l'attitudine con la quale ti approcci, al fare musica che ha fatto sì che 'Microchip' diventasse un progetto di questo genere.

Rockit: Quanta Torino c'è all'interno di questo disco?

MAX: La nostra è oramai una città post industriale, vi si respira comunque un'aria tecnologica. C' è molto "rumore tecnologico", una sorta di sinfonia sospesa che finisce per riempire gli interstizi di cui è fatta la nostra musica. Il rumore si inserisce fra melodia ed armonia, ed il ritmo diventa una sorta di disturbo tecnologico. E anche il lavoro di Coccoluto sul remix ha fatto cadere un altro tabù. Il rock ed il mondo della tecno-dance, si sono incontrati contaminando un po' tutto "Microchip Emozionale".

SAMUEL: Con Claudio abbiamo scritto il pezzo assieme, poi lui ha fatto un remix tutto suo. Però il pezzo è stato scritto a 8 mani.

MAX:Noi abbiamo cercato di guardarci intorno e fare un disco più italiano, meno legato alle influenze d'importazione. E se tu fai come noi, scopri che gran parte della dance di qualità si produce in Italia. E questo movimento ha oramai una storia consolidata, una sua dignità. Noi abbiamo cercato un contatto con questa realtà ed il tutto questo si è poi tradotto in una fattiva collaborazione con Coccoluto.

Rockit: Dopo Sanremo niente cambia, siete sempre in giro a fare concerti, allo stesso cachet di prima.

MAX: Facciamo solo il quadruplo delle interviste. La differenza fondamentale è quella. Le nostre cose sono più seguite, soprattutto dalla stampa. Non parlo di quella specializzata, ma dell'altra, quella che si accorge della musica solo quando passa in televisione. Per questo abbiamo accettato di partecipare al festival.

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