Tiromancino - L'essenziale per Federico Zampaglione, 10-12-2010 Intervista

10/12/2010 di

Un breve chiacchierata con Federico Zampaglione per l'ultimo "L'essenziale": risponde conciso, non si dilunga o lascia parentesi aperte. Solo quando si cita Califano e le dichiarazioni di un mese fa inizia a scaldarsi. Il Paese di sta abbruttendo, ci dice. Per il resto, famiglia e lavoro, tutto bene. L'intervista di Fausto Murizzi.



Parliamo innanzitutto dell'aspetto discografico: perché la Deriva produzioni da un certo momento in poi?
Federico Zampaglione: Mah, perchè le cose sono andate così. I rapporti iniziano e finiscono, quindi la Deriva rappresenta per me un nuovo inizio.

Intitolare un disco con la formula "L'essenziale" potrebbe far pensare a un best of, mentre credo che il tuo sia un riferimento alla quotidianità. Cosa ti ha spinto a sottolineare questo concetto?
Federico Zampaglione: Mi ha spinto il desiderio di fare un punto della situazione guardandomi intorno e fare proprio una selezione di cose che veramente servono per vivere bene e di cose che invece ti riempiono solamente la testa di inutili pensieri.

Il disco si apre con "Mondo imperfetto": hai perso la fede in Dio o è solo rinnovata consapevolezza del tuo ateismo?
Federico Zampaglione: No, diciamo che a volte Dio è un interlocutore con cui non ci si può sempre confrontare in modo semplice. Ogni tanto ci si pone domande più complesse sul perchè accadono certe cose e dov'è, dov'è Dio mentre succedono? Ma non è una forma di ateismo, anzi è un'apertura ad un dialogo e ad un confronto.

Personalmente, il brano più riuscito mi sembra essere "Migrantes", quello più lontano dal tuo stile odierno, che ribalta quasi le carte in tavola sia musicalmente che a livello di liriche. Insomma: come mai questa "botta di vita"?
Federico Zampaglione: Questo è un tuo punto di vista. Dal mio punto di vista "Migrantes" non è il più riuscito, è il brano più rock. E se uno fa particolare attenzione anche ai dischi del passato di brani di questo tipo ne trova tanti, da "È necessario" a "Il peggio non è tranquillo". È solo una delle mie possibili dimensioni.

La scelta di andare anche oltre oceano per realizzare questo disco è stata occasionale oppure avevi pianificato tutto per puntare al risultato che ti eri prefissato?
Federico Zampaglione: È stato un mix di cose. Io cerco di lavorare sempre sull'onda dell'entusiasmo e dell'ispirazione quindi lascio sempre un margine d'imprevisto che permetta alle cose di accadere o di non accadere. Comunque è stata sicuramente una bellissima esperienza.

Sei già titolare di due pellicole cinematografiche e probabilmente starai lavorando già alla terza. Come riesci a conciliare i due diversi tipi di ispirazione? Si è mai verificata una sorta di corto circuito tra i due mondi?
Federico Zampaglione: In realtà si. Nel senso che più che nella mia testa il corto circuito l'ho visto succedere da fuori, per cui chiaramente da una parte abbiamo un musicista che lavora in un ambito di atmosfere piuttosto riflessive e intimiste, dall'altra ci sono degli sprazzi visivi apparentemente in antitesi. Quindi mi rendo conto che a volte il pubblico è un po' spiazzato. Ma meglio spiazzare che annoiare ed essere troppo prevedibili.

Escluso l'ultimo disco, quale altro capitolo della discografia Tiromancino ritieni essere irripetibile per contingenze, situazioni, coincidenze verificatesi a loro tempo?
Federico Zampaglione: Ogni episodio è irripetibile, come ogni giorno della vita. Tutto quello che succede è successo. Però sicuramente ricordo con particolare affetto ed emozione il disco "La descrizione di un attimo". Perchè fu un nuovo inizio e un punto sicuramente di grande svolta.

La Deriva produzioni é stata pensata anche per realtà diverse dai Tiromancino? Intendo dire: hai in mente di dare spazio ad altri nomi, magari di realtà esordienti? Stai seguendo qualche artista/band in particolare?
Federico Zampaglione: Sì, sto seguendo un artista che però non appartiene alla musica, ma è un artista visivo, che è Dario Albertini. Gli ho prodotto adesso un cortometraggio e ci sto investendo molto perchè secondo me è un artista molto talentuoso dal punto di vista visivo. Ha fatto anche gli ultimi due video dei Tiromancino. Ha una grandissima semplicità però massima efficacia, ci sto puntando molto. Nel box blu-ray di "Shadow" c'è questo cortometraggio che si chiama "Voce nella notte", un noir che gli ho prodotto io. Diciamo che questo è l'artista sul quale in questo momento sto puntando.

Qual è la tua posizione sui meccanismi di diffusione della musica? Ti rincresce ancora sapere che qualcuno sta scaricando una tua canzone oppure sei stato sempre consapevole che si tratta di un processo inarrestabile dal quale poter trarre profitto battendo altre strade?
Federico Zampaglione: Mi rendo conto che quello che sta accadendo è il segno dei tempi. Ho solo paura che se non si trova un modo di regolamentare tutto ciò piano piano gli artisti, soprattutto emergenti, faranno una gran fatica ad andare avanti. Dall'altra parte, nel momento in cui tutto ciò fosse anche minimamente regolamentato, garantendo a chi fa musica di poterci continuare a vivere e al pubblico di accedere in maniera più veloce ed economica ai dischi, credo che potenzialmente possa essere il sistema perfetto.

Partendo dalle recenti dichiarazioni di Califano, mi pare evidente – anche se in pochi lo hanno sottolineato – che difficilmente un musicista potrà mai essere considerato "Cavaliere del lavoro". Mi dai un tuo parere, in base anche alle esperienze da te vissute, sul rapporto problematico che questo paese ha con la cultura in generale?
Federico Zampaglione: Innanzi tutto credo che le cose che Franco ha detto siano finite un po' in pasto al solito circo mediatico che ha ingigantito e portato tutto agli estremi. Franco è sicuramente un tipo eccessivo e a volte, come dire, pensa a voce alta. Detto questo, io sono abbastanza basito per come siamo finiti culturalmente in questo paese. Nel senso che l'Italia agli occhi di tutto il mondo è sempre stato un paese che dimostrava una sua vivacità culturale, una sua espressione. E uno dei punti di forza di questo paese è sempre stata la cultura, in generale. Quello che sta succedendo è veramente un imbarbarimento e un abbruttimento al fine di trasformare l'Italia in un paese di nani e ballerine senza più dignità. Io sono addolorato per questo e spero che la situazione culturale in Italia subisca un drastico cambio di registro perchè così non si va più da nessuna parte. E lo dico rafforzando la cosa con il fatto che negli ultimi due anni sono stato tantissimo in giro per il mondo e quello che si sente dire sul nostro conto è senz'altro avvilente. Nessuno capisce perchè ci siamo ridotti così, perchè un paese accetti determinati diktat e subisca un simile imbarbarimento. Da fuori trovare una spiegazione è difficile.

Infine: cosa é divertente oggi per Federico Zampaglione? Cioé, cosa ti fa stare bene oltre la dimensione prettamente lavorativa?
Federico Zampaglione: Ma guarda, la cosa che mi fa stare bene sicuramente è la mia famiglia, che è comunque un punto fermo nella mia vita, un punto di grande energia, solarità, qualcosa senza la quale non avrebbe neanche più senso esprimermi come artista.

Commenti (39)

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  • franz goria 05/01/2011 ore 03:30 @franzgoria

    "é che alcune delle "battaglie" che proponi vanno esattamente contro il modello al quale, volenti o nolenti, ci siamo adattati per fruire la musica."

    molto felice di essere un disattato.

  • ildissonante dissonante 07/01/2011 ore 14:33 @ildissonante

    spero che tu sia moooolto ironico in questi post, altrimenti sono veramente dispiaciuto per te.
    ma tanto.

  • Faustiko Murizzi 07/01/2011 ore 15:41 @faustiko

    Quindi il punto é che dichiarandoti disadattato si inverte il corso degli eventi?

  • Marco Scarpa 25/01/2011 ore 23:31 @marcoscarpa

    franzgoria regna, secondo me ha ragione, non vuol dire che adattarsi a un metodo non sia sbagliato e in un mondo dove la coerenza è del tutto secondaria, non vedo perchè non si possa sognare una realtà un minimo, solo un minimo un po' più decente.

  • ago 28/01/2011 ore 18:17 @babbai

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