Foto profilo: Livia Ferri, ascolta la nuova "Hound Dog" Intervista

Livia FerriLivia Ferri
13/10/2015 di Chiara Longo e Nur Al Habash

Livia Ferri è una cantautrice che seguiamo da tempo, ed era anche nella nostra lista delle cantautrici da tenere d'occhio. Negli ultimi mesi ha pubblicato, una traccia alla volta, il suo nuovo disco "A Path Made By Walking", dal quale oggi vi facciamo ascoltare una nuova traccia, la penultima: "Hound Dog".
Abbiamo fatto quattro chiacchiere con Livia per saperne di più.

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Il tuo disco si intitola “A Path Made By Walking” e hai scelto di pubblicarlo una canzone al mese, come fossero briciole e tu una novella pollicina. Questo lascia trasparire un modo di pensare e di vivere particolare: che rapporto c'è tra il tempo, lo spazio attorno a te, e la tua musica?
Il tempo è sempre stato un elemento che ho amato e allo stesso tempo combattuto. Sono una perditempo. Una pigra. Sono anche malinconica. Mi ricordo ancora che da piccola, durante un viaggio, ho cominciato a sentire questa nostalgia legata al tempo, agli attimi che non avrei più rivissuto. Al fatto che ogni emozione, sensazione vissuta sarebbe passata e non avrei potuto più provarla allo stesso identico modo. Questo è un pensiero che mi strugge e mi consola, allo stesso tempo. Lo spazio intorno a me l’ho sempre percepito molto relativamente… ma del tempo parlo molto e molto spesso nelle mie canzoni, proprio per queste riflessioni che mi suscita. L’idea di pubblicare il disco brano per brano, con lentezza, nasce proprio dall’esigenza di ritrovare i nostri tempi, i tempi umani che non sono quelli che possiamo vivere in una città, di questi tempi. Il tempo di ascoltare un disco intero. Il tempo di raggiungere una meta a piedi. È una mia esigenza prendermi il tempo e riuscire a starci dentro, a viverlo con piena coscienza, ed è anche un invito che, attraverso questo modo di promuovere i brani, volgo a chi mi ascolterà.


Hai utilizzato la tecnica del 1line per la copertina e il ritratto all'intero, come hai scoperto questa tecnica di disegno e come si collega ai tuoi pezzi quest'idea di continuità?
Non ricordo dove la vidi la prima volta. Ad ogni modo, qualche anno fa notai un disegno che ritraeva una mia amica ed era stato fatto con questa tecnica che mi affascina molto. Lo aveva realizzato Martha Ter Horst, che conoscevo, e quando ho cominciato a pensare alla copertina del disco… be', non ho pensato a lungo: quella era la scelta giusta. Volevo che il messaggio grafico fosse quello di omogeneità, di continuità e di evoluzione che rappresentasse il susseguirsi dei brani e dei temi, dei momenti che stavo descrivendo.


Scegliere di registrare un live nel 2015 è una scelta non proprio comune.
Il disco è semplicemente registrato live, la scelta è stata abbastanza normale :) La cosa un po’ diversa che abbiamo fatto e che facciamo sin dal primo disco (“Taking Care”) è registrare in home recording e non in uno studio. Lo studio non fa per me, è troppo asettico, sei legato troppo al tempo, ai soldi, è troppo pulito. Volevo atmosfere più ariose, pur se cupe, piene di ambiente e uno studio questo non te lo dà (almeno gli studi alla mia portata!).


"L’eredità è un desiderio di chi non c’è più, non necessariamente di chi eredita." Ci spieghi questa frase (bellissima)?
L’eredità è un dono che lasciamo a chi rimane, sapendo che non ci saremo più. Quando facciamo un regalo non è detto che chi lo riceve lo apprezzi o ci si affezioni. Quello che è certo è che il regalo, dal momento in cui lo consegnamo, diventa di quella persona, quella persona possiede quel regalo. E perciò può disporne come meglio crede. Il guaio è che l’eredità a volte viene con delle condizioni. Quindi è come se io regalassi un bicchiere e dicessi “questo bicchiere è tuo, ma potrai averlo solo se lo userai per bere birra. Non puoi farci nient’altro.” E questo per me non so se ha molto senso. Se si decide di donare qualcosa bisogna far pace con l’idea che poi questa cosa non è più tua. Se hai bisogno di dare condizioni forse non ti fidi della persona a cui vuoi donare. E allora, forse, non è il caso di donare a quella persona.


La tua campagna crowdfunding è stata un assoluto successo, e sei arrivata a raccogliere molto più di quello che avevi chiesto ai tuoi fan. Perché secondo te?
Non ne ho idea ed ero sorpresa già a metà della campagna. Non mi sono ancora ripresa da questa fiducia e questo amore che le persone mi e ci hanno dimostrato attraverso il crowdfunding. Sono felice ed ancora una volta colgo l’occasione per ringraziare tutti quelli che hanno partecipato, ogni luogo e momento è adatto a questo scopo quindi… grazie infinite!!

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