In The Loop dell'amore

Dopo il live a X-Factor e le rivisitazioni dei grandi del cantautorato italiano, il duo elettronico (formato dal polistrumentista Alessandro Galdieri e la cantante Valentina Schiavo) è pronto a farci ascoltare la sua musica. Tra sperimentazione e tradizione, qui il racconto di chi sono

Valentina Schiavo e Alessandro Galdieri, sono gli In The Loop
Valentina Schiavo e Alessandro Galdieri, sono gli In The Loop

In The Loop è nasce dalla fusione tra il polistrumentista Alessandro Galdieri e la cantante Valentina Schiavo. Entrambi del Cilentano, sono molto legati alla loro terra: "Stiamo facendo tutto il possibile per poter lavorare nel mondo della musica restando al Sud, nonostante le mille difficoltà e le poche opportunità che queste parti, seppur così belle, hanno da offrire", dicono all'inizio di quest'intervista. E continuano: "Abbiamo tuttavia un nostro studio dove arrangiamo e scriviamo anche per altri artisti. Negli anni ci siamo avvicinati anche al mondo videloudico, realizzando video musicali e corti".

Duo elettronico, la voce di Valentina e i sintetizzatori di Alessandro sono il risultato di un'interessante ricerca sonora e di una spiccata affinità tra i due. "Tutto quello che pubblichiamo sotto il marchio 'In The Loop' è interamente realizzato da noi: dalle registrazioni alle foto, passando dai video alle grafiche per i vari social ecc. Alessandro, poi, da un paio di anni lavora nel mondo dei videogames e realizza colonne sonore", dice Valentina. Incontriamo la coppia per conoscere meglio il loro progetto.

 

 In The Loop - foto stampa
In The Loop - foto stampa

Come vi siete formati?

Entrambi abbiamo intrapreso diversi studi per la nostra formazione. Alessandro arriva dal mondo classico, avendo la fortuna di nascere in una famiglia di artisti (il nonno era solista del S.Carlo, ndr). Successivamente laureato in chitarra jazz e rock presso l’accademia Percento Musica di Roma, dove anche Valentina ha studiato per diversi anni.

Quando avete cominciato a fare musica assieme?

La nostra è una realtà ricca di persone che fanno musica; primi fra tutti A Toys Orchestra. Essendo un piccolo territorio, bene o male ci conosciamo un po’ tutti. Nel 2015, grazie a un’amicizia in comune, ci siamo ritrovati in diversi occasioni a parlare e a suonare insieme nei locali della zona. Abbiamo capito fin da subito che tra noi due c’era affinità e una certa sensibilità verso le cose che facevamo. Da qui poi nasce l’idea di evolvere il progetto in qualcosa di più importante.

Perché "In The Loop"?

Ci piacerebbe poter rispondere a questa domanda con qualcosa di figo o di interessante (ridono, ndr), ma in realtà il nome nasce dalla prima impostazione che aveva il nostro progetto: sostanzialmente un set acustico che prevedeva l’utilizzo di una loop station – un pedalino che ti da l’opportunità di registrare dal vivo tutto quello che viene eseguito e poi mandarlo in loop, appunto. Da qui il nostro nome!

 In The Loop
In The Loop

Come definireste la vostra musica? 

Negli anni siamo stati contaminati da così tanta musica e da così tanti generi diversi, che è davvero diventato difficile poter catalogare quello che facciamo. Attualmente il nostro sound è caratterizzato sicuramente da una forte componente di elettronica, ma non troppo come genere, tanto più come ricerca del suono. Modulari, sintetizzatori: tutto si fonde con strumenti più classici come le chitarre o il piano o l’utilizzo di archi. Il che ci avvicina sicuramente a un modo di concepire e scrivere la musica che richiama la musica del passato. Entrambi abbiamo un background musicale caratterizzato dalla tradizionale italiana; quelle canzoni scritte e interpretate da mostri sacri come Modugno, Dalla, Mango, ecc.

Quali sono i vostri ascolti?

Entrambi ascoltiamo davvero di tutto. Non ci piace imporci dei limiti e dei paletti. C’è sempre del bello da ascoltare e da cui poter imparare, catturare qualcosa di nuovo, in ogni genere musicale. Passiamo davvero dalla musica classica di Rachmaninov all’elettronica di James Blake, dal pop di Beyoncé al cantautorato di Paolo Benvegnù ed Edda.

Significato complessivo del vostro ultimo singolo, Estate?

Estate, scritta ben 62 anni fa da Bruno Martino, è forse una delle nostre migliori rivisitazioni. Il brano è ricordato soprattutto per una frase: "Odio l’estate". Ci siamo resi conto che un po’ tutti, per un motivo o per un altro, abbiamo pronunciato queste parole. Così, un po’ per gioco un po' come provocazione, abbiamo fortificato ancor di più questo "concetto" rendendolo un vero e proprio slogan all’interno della canzone.

Ricordi del vostro live più bello?

Sicuramente l’esperienza live più importante e significativa è stata la nostra partecipazione all’edizione 2018 di X-Factor Italia. Poter far ascoltare il proprio progetto a così tanta gente in un contesto televisivo di quella portata, non è cosa di tutti i giorni. Per quanto possa essere stata un esperienza difficile (e magari fuori dai nostri contesti abituali) ci siamo molto diverti. Abbiamo conosciuti amici, musicisti e artisti straordinari. È stata una delle esperienze più stimolanti e adrenaliniche che abbiamo mai vissuto.

video frame placeholder

Progetti futuri?

A parte In My Name (canzone scritta per il videogames Daymare 1998), tutte le nostre pubblicazioni sono state rivisitazioni di brani già conosciuti. Lo step successivo dopo Estate sarà quello di far ascoltare i nostri inediti. Da poco abbiamo terminato le registrazione e a breve inizieremo a lavorare sul concept visivo dei brani. Stiamo già lavorando allo spettacolo live, che speriamo di poter portare presto in giro per l’Italia.

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L'articolo In The Loop dell'amore di Redazione è apparso su Rockit.it il 2022-09-15 15:00:00

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