Ascolta in esclusiva "A Real Thing" dei Love the Unicorn e leggi l'intervista Intervista

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15/01/2016 di

Il loro ultimo ep "Sports" del 2013 ci era piaciuto un bel po', e per questo oggi siamo molto felici di presentarvi finalmente il loro disco d'esordio: "A Real Thing" uscirà il prossimo 22 Gennaio su etichetta We Were Never Being Boring, e promette di aggiungere un nuovo interessante tassello alle atmosfere dreamy e leggere dei Love The Unicorn. Ne abbiamo parlato con la stessa band: potete leggere l'intervista ascoltando il nuovo album qui sotto. 

"A Real Thing" arriva a due anni e mezzo di distanza dal vostro ultimo EP "Sports". Cosa è successo in questo lasso di tempo?
Francesco:
Forse la cosa più importante è stato il cambio di formazione. Emiliano ha lasciato il gruppo e abbiamo impiegato un po' di tempo per rimetterci in ordine. Alla fine l'ordine è arrivato con Lorenzo, che suona synth ed organo, e il passaggio di Marco alla chitarra.
Marco: Molte delle canzoni di questo disco erano già state scritte molto tempo fa, quando giravamo con "Sports" per intenderci. I cambi di formazione sono sempre piuttosto lunghi come potrai immaginare. Nel nostro caso non abbiamo sostituito un membro (mio fratello, tra l'altro) con un altro, ma anche il mio passaggio alla chitarra richiedeva del tempo, sia per i suoni sia per immagine. Detto questo c'è anche da dire che il disco è pronto da settembre e con We Were Neve Being Boring abbiamo deciso di farlo uscire nel 2016.

Se "Sports" era "un inno all'età giovane, alla voglia di perdersi, alla voglia di uscire, andare fuori" come definireste invece "A Real Thing"?
F: personalmente vedo "A Real Thing" come un passo verso la consapevolezza. Lavorando a "Sports" c'era stato un approccio molto più leggero, magari anche ingenuo, mentre qui abbiamo voluto fare le cose nel miglior modo possibile, partendo dalla scelta di non registrarlo a Roma. Tornando alla prima domanda, è anche giusto dire che con il tempo sono cambiati anche gli ascolti e le influenze. Quindi, come diceva Marco, nonostante diversi pezzi fossero stati scritti durante il tour di "Sports", alla fine sono maturati insieme a noi.

A proposito di cambiamento di ascolti e influenze... da dove vengono queste atmosfere fatte di riverberi e suoni quasi eterei?
M: Diciamo che abbiamo vissuto l'ondata indie rock americana degli anni '10 nel nostro momento migliore, quindi c'è un richiamo verso quelle atmosfere tipiche di band che amiamo, i Girls ad esempio. Per questo disco abbiamo ascoltato un sacco di roba del passato però. Dal power pop alle band indie pop della Cherry Red Records.
F: Forse le atmosfere riverberate ce le portavamo dietro anche da "Sports". Adesso siamo diventati solo molto più bravi a farle!

A livello musicale sembrate cambiati e allo stesso tempo siete rimasti ancora voi. In questo disco c'è un avvicinamento verso un sound più dream pop, con qualche leggera sfumatura shoegaze; però pezzi come "Weekend", ad esempio, potrebbero essere quasi considerati come un prolungamento del vostro ep.
F: Come dicevamo prima, alcuni pezzi sono stati scritti un po' di tempo fa, e si portano dietro ancora l'imprinting di "Sports". Poi ecco, un pezzo come "Weekend", tre anni fa, sarebbe stato molto più twee di com'è adesso.
M: In realtà un cambio di direzione c'è stato, sia per il cambio di formazione sia per le influenze citate prima. Anche live siamo cambiati molto. Il fatto che tu veda un prolungamento dell'ep però credo sia una cosa molto positiva, vuol dire che abbiamo un'identità e vuol dire che chi ascolta questo disco non è come se ci ascoltasse per la prima volta.

Di che cosa parla "A Real Thing"?
M: Se in "Sports" abbiamo voluto raccontare un po' di noi, della nostra quotidianità, di ciò che ci piace e ciò che odiamo, in "A Real Thing" ho preferito dare molta meno importanza ai testi. A parte un paio di brani che raccontano episodi molto personali ("Homeless" ad esempio), i testi delle altre canzoni sono stati scritti di getto con gli accordi, tutto quello che mi passava in quel momento è stato registrato con un iPhone e poi presentato agli altri al box. E devo dire che nonostante questo, mi piacciono di più"

Ora che il vostro disco è uscito, che programmi avete?
F: Direi che il nostro obiettivo rimane sempre quello di girare il più possibile, di far girare il nome e la musica.
M: Sì vorremmo portare questo disco in più posti possibili. E vogliamo divertirci. Questi sono i due obiettivi principali. A breve usciranno delle prime date e speriamo ci portino anche per quei festival e quei palchi che ci sono mancati con il primo ep, tipo il vostro MI AMI, l'Handmade Festival etc. Per l'estate vorremmo riuscire a fare qualche data in Europa; vedremo come andranno le cose quest'inverno.

Tag: nuovo album

Commenti (1)

  • indienick 17/01/2016 ore 18:04 @indienick

    il sound già mi piace

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