L'uomo con più dischi nel pc che tempo per pubblicarli

Paolo Ferraguti sulla carta non è un musicista professionista, ma il suo enorme archivio di ricerca sonora dimostrerebbe il contrario. Merito di un approccio precocissimo a Logic - tanto da anticipare i Subsonica - e di una curiosità senza pari. Ecco la sua storia

Paolo Nicolò Ferraguti, aka VGU39
Paolo Nicolò Ferraguti, aka VGU39
26/10/2026 - 10:23 Scritto da Redazione

Non abbiamo problemi a dirlo: in redazione abbiamo degli assidui lettori della newsletter Letterina, che ogni giorno concentra in una singola mail una quantità di storie, stimoli e spunti abbastanza impressionante. E quindi, quando capita che tra i suoi link ci sia qualcosa da ascoltare, un orecchio lo tendiamo sempre. È così che siamo incappati nel progetto musicale di Paolo Nicolò Ferraguti, uno che nella vita si occupa di tutt'altro, ma che ha anche una produzione artistica non indifferente sia per mole che per qualità. Il suo moniker è una bizzarra sigla, VGU39: "È l'acronimo del mio indirizzo di casa", ci rivelerà quando riusciamo a intercettarlo per farci raccontare la sua storia.

Paolo, che proprio all'interno di Letterina collabora condividendo pensieri e curando la rubrica Special People, dove riporta vite di personaggi mirabili di ogni epoca storica, in un numero di qualche tempo fa aveva sfruttato lo spazio in newsletter per concedersi un minimo di autopromozione. In maniera molto discreta, va detto: la sola frase "Musica per le vostre orecchie", a cui era linkata la sua più recente fatica discografica, Mezzi insoliti.

Mezzi insoliti tiene fede al suo titolo per la bizzarria compositiva che si nasconde al suo interno. Si tratta di sette brani di circa venti minuti l'uno, molto diversi tra loro, seppur siano tutti vedano come unico strumento il piano Rhodes. Nello specifico un piano Rhodes il cui suono è stato prima registrato in studio, poi convertito in midi e quindi fatto passare all'interno di un software, per creare così esperimenti diversi di musica "autogenerativa": non si tratta semplicemente di chiedere a un programma di creare un brano, ma di mettere a punto sistemi capaci di produrre musica seguendo regole, sequenze e processi definiti in precedenza. È un campo nel quale la componente tecnica e quella creativa si sovrappongono continuamente, e nel quale l’autore può scegliere di intervenire direttamente sul risultato oppure di costruire le condizioni perché il suono si sviluppi autonomamente.

Così, a partire da un input compositivo "umano" e da una serie di regole decise a priori, il sistema crea una performance musicale irripetibile, dettata proprio dall'unicità e dell'aleatorietà che incide su ciascun brano. In questo caso, Paolo voleva "...creare della musica come quella che già mi piaceva, con in mente il minimalismo di Philip Glass e Terry Riley", come ci ha raccontato. Per fare queste cose basta essere sufficientemente smanettoni, senza tirare in ballo l'intelligenza artificiale. "L’AI non comprende molto la musica autogenerativa", spiega Paolo. "Se gli dai un prompt molto raffinato qualcosa viene fuori, ma anche senza si possono creare dei software che fanno dell'ottima musica". 

Ma questo è solo l'ultimo punto di una carriera musicale dove si trova di tutto un po', dal disco di ricerca sulle campane tibetane Impulsiall'elettroacustica quasi fantascientifica di When Disarmony Finds Quiet Activity. Grande ascoltatore prima ancora che musicista, Paolo è da anni che nel tempo libero si dedica a ricerche di questo tipo, sperimentando con gli strumenti e con la tecnologia fin da quando il rapporto tra computer e produzione musicale era ancora una faccenda per pochi appassionati. Non ha mai imparato a leggere la musica, ma questo non gli ha impedito di passare decenni a studiarne il funzionamento, smontarne i meccanismi e immaginare altri modi per produrla.

video frame placeholder

A sedici anni si era già comprato un organo Hammond. Poi, a metà degli anni Novanta, è arrivato il computer: "Mio padre mi regalò un Mac, da lì mi misi abbastanza rapidamente a mettere le mani su Logic prima ancora che fosse stato acquistato dalla Apple". Qualcosa di abbastanza pionieristico, soprattutto per un dettaglio che ci riporta lui: "Facevo della musica uguale a quella che avrebbero fatto i Subsonica con 5/6 anni d'anticipo: infatti, io e Boosta avevamo lo stesso insegnante di Logic".

Ma qua siamo soltanto all’inizio. Paolo, in quanto appassionato particolarmente creativo, non ha mai smesso di comporre, tanto da avere una quantità enorme di materiale accumulato negli anni. Il materiale accumulato in tutti questi anni è enorme. "Potrei pubblicare due album al mese", sostiene Paolo in riferimento all'archivio che nasconde sul suo pc.

video frame placeholder

La sua ricerca, del resto, non rimane confinata dentro il computer. Accanto alle tastiere e agli strumenti elettronici, Paolo ha un buon arsenale di microfoni con cui registrare suoni e rumori, colleziona synth di ogni tipo e costruisce oggetti che stanno a metà tra strumenti musicali e dispositivi di sperimentazione elettroacustica. Uno, in particolare, nasce dall’idea di tradurre in una forma fisica una sequenza matematica: quella di Fibonacci. "Sono andato in gita in Val di Fiemme, dove ci sono gli abeti rossi con cui si fanno i pianoforti", racconta. "Mi sono fatto dare un mattone di legno, ci ho messo una base di ottone per renderlo pesante e ci ho montato sopra delle bacchette di ottone di varia lunghezza che vibrano al tocco".

Oltre a una produzione musicale così ampia e particolare, Paolo si occupa di cultura anche attraverso lo spazio Settantaventidue, a Milano, che da circa due anni condivide con quattro amici. Una realtà a metà tra galleria d’arte e luogo di incontro, in cui possono convivere pratiche differenti e linguaggi che non hanno bisogno di rientrare in categorie rigide. Intanto il suo archivio continua ad allargarsi, grazie una curiosità così profonda da non preoccuparsi di mangiarsi tutto il tempo libero a sua disposizione. E che, ogni tanto, finisce pure per sconfinare nelle newsletter degli altri.

---
L'articolo L'uomo con più dischi nel pc che tempo per pubblicarli di Redazione è apparso su Rockit.it il 2026-10-26 10:23:00

COMMENTI

Aggiungi un commento Cita l'autoreavvisami se ci sono nuovi messaggi in questa discussioneInvia