Luxardo, il finto cantautore italiano degli anni '80 Intervista

LuxardoLuxardo
21/04/2016 di

Simon Hanes è un ragazzo americano di 25 anni innamorato della musica italiana. Qualche anno fa ha dato vita al progetto Tredici Bacci, una sorta di orchestra che sonorizza fittizi film italiani e risuona alcuni classici minori della nostra library music. Da quell'esperienza ha preso adesso vita Luxardo, suo alter-ego musicale attraverso cui si veste da dimenticato cantautore italiano degli anni '80 e tira fuori brani che stupiscono per sensibilità pop e gusto per gli arrangiamenti. Vi presentiamo in anteprima il suo album d'esordio, "Ogni Giorno Eccitazione (1978)", accompagnato da un'intervista a lui e a Körper/Leib, virtuosa etichetta con base a Napoli, che ha scovato dal nulla questo italiano d'America.

Quando è stato il tuo primo incontro con la musica italiana?
Luxardo: 
Mi sono innamorato della musica italiana ascoltando la colonna sonora di Ennio Morricone per "Giornata Nera Per L'Ariete", un film del 1971. Da allora sono entrato nel trip, e ho iniziato ad ascoltare e collezionare tutti i suoi lavori, dagli anni '60 agli '80, scoprendo col tempo altri compositori incredibili, come Trovajoli, Piccioni, Nicolai e Rota. Sono sempre a caccia di nuova musica e spesso guardo i film italiani solo per ascoltare la colonna sonora. Ad esempio da poco ho visto "Io La Conoscevo Bene" e mi sono innamorato di questa canzone. Di recente ho anche scoperto i lavori di Maurizio Graf e posso dire che mi ha cambiato la vita.

"Ogni Giorno Eccitazione (1978)" potrebbe tranquillamente trovarsi a suo agio nella discografia di più di un artista italiano di culto degli anni '80, penso a Garbo, Gino Eliso o anche certe cose di Faust'O e Battiato. Con quale idea hai iniziato a scrivere queste canzoni?
L: 
Perchè io vorrei essere un artista italiano di culto degli anni '70, '80 e Luxardo e il mio modo per cercare di trasformare questo sogno in realtà. Ogni canzone che scrivo per Luxardo aiuta a consolidare la sua identità e la sua storia passata - per esempio "Americano Boscaiolo" è la sua prima hit, del 1978. A partire da quella, le altre canzoni raccontano la sua carriera ventennale. La musica è il modo che utilizzo per esplorare alcuni elementi pop che ritengo interessanti - progressioni di accordi, ganci melodici - e per creare orchestrazioni interessanti utilizzando solo chitarra, tastiera, basso, batteria e voce.

Quali sono i tre artisti e/o dischi italiani che preferisci e che consideri di vitale importanza nel tuo percorso?
L: 
Senza ombra di dubbio ti dico: "Studio Uno '66" di Mina, "Juke Box" di Franco Battiato e qualsiasi cosa della discografia di Adriano Celentano. Anche se la mia preferita rimane ovviamente "Prisencolinensinainciusol".

Mi racconti l'esperienza della tua orchestra Tredici Bacci?
L: Tredici Bacci
è la maniera che utilizzo per esprimere al mondo la mia storia d'amore con le colonne sonore italiane degli anni '60 e '70. E proprio per questo sarà sempre una gioia nella mia vita, anche quando è difficile da organizzare. Tredici Bacci simboleggia tutto quello che io associo alla cultura pop italiana del dopoguerra, quel sentimento così particolare che racchiude romanticismo, umorismo e sensualità e che cerco costantemente di prendere ad esempio per la mia vita quotidiana. Qualcuno per favore ci porti in Italia!

Come hai conosciuto il lavoro di Simon?
Aaron (Körper/Leib):
Seguo Simon, sebbene al tempo non lo conoscessi ancora personalmente e nè tantomeno la sua figura, dai tempi dei Guerilla Toss. Il contagio vero e proprio è arrivato tramite Tredici Bacci. Era un periodo nel quale io stesso ero alla riscoperta di parecchia library music italiana, da ciò che è stato già storicizzato ed archiviato (Macchi, Tommasi, Alessandroni) a momenti decisamente più fugaci ma non per questo minori (Remigio Ducros, Alex Serra). Dunque volevo a tutti i costi una cassetta dei Tredici Bacci in catalogo. Mi resi quindi conto che Simon conoscesse Matt, con il quale ormai scambiavo cassette da più di un anno. Una volta esaurite le prime chiacchiere, capita la reciproca sintonia e formazione, Simon mi ha fatto ascoltare questo pugno di brani, che in origine erano quattro. Fui folgorato; se i Tredici Bacci mi avevano impressionato per la loro capacità di assorbimento ed aderenza al modello, Luxardo mi ha totalmente scosso lo stomaco, aggiungendo a quelle doti una sensibilità pop e degli arrangiamenti estrosi.

Da ascoltatore nato in Italia, e quindi con una dimestichezza anche inconscia con certe melodie, cosa ti ha colpito di più del progetto?
A:
 Al di là dell'utilizzo dell'italiano, di per sé già attrattivo, il fatto che abbia saputo rubare veramente tutto ad una certa tradizione armonica italiana, ma filtrata da questa lente un po' deformante dovuta al non essere un nativo. In un certo senso questo gli riesce senza esagerazioni grottesche; è una farsa, ma ben imbevuta nel reale. Curiosamente il cantautore di riferimento è Serge Gainsbourg, che italiano non lo è affatto, né tantomeno attingeva dalla nostra scuola. Uniformare e rendere coerenti queste polarità forse è il risultato più notevole, considerata anche l'età di Simon (classe 1991). "Ricordo l'estate ed il thè Nespresso freddo", ad esempio, è uno spaccato geograficamente adeguatissimo.

È la prima uscita in italiano del catalogo Körper/Leib. Qual è la vostra identità come label?
A: 
Sì, è la prima uscita cantata in italiano, curiosamente da un ragazzo del Western Massachussetts. Questo la dice lunga su quanto l'elemento linguistico non sia per me parte determinante di ciò che produco, è un orpello fonetico che mi piace pensare vada usato con lo stesso interesse timbrico che generalmente si applica agli strumenti. Posto così, c'è spazio per il genio: scrivere una melodia sensata non è cosa semplice. Mi piace pensare che l'identità di K/L sia piuttosto mutevole, nella misura in cui lo è il mio approccio alla musica, come ascoltatore in primo luogo. La serialità grafica risponde anche a quest'esigenza: in tempi attuali come questi, dove il rapporto tra immagine e contenuto è sbilanciato a favore della prima, laddove questa informa il contenuto e non viceversa (prendi tutto quello che gira intorno PC Music), mi sembrava interessante non pre-determinare il modo in cui il prodotto viene compreso. Insieme a Luxardo è in uscita un'altra cassetta dal West Mass, di Neil Young Cloaca, ovvero Bromp Treb, batterista dei Fat Worm Of Error, con il quale partiremo per un pugno di date in Italia. Seguirà, ancora dal West Mass, ultima di tre uscite della "West Mass Batch", una cassetta dei Curse Purse, band noise-rock irregolare e fantasmatica composta dal mio amico Matt, ex Speedy Ortiz, del quale parlavo qualche riga più su, nonchè da Ted Lee, owner di Feeding Tube, etichetta, negozio di dischi e luogo di scambio a Boston ed Olivia Kennett, anch'essa attiva nell'underground di quell'area. C'è anche un'altra uscita in programma, prima dell'estate, ma se ne parlerà a tempo debito. Anticipo intanto che sarà un disco di guitar solo, tra fingerpicking ed american primitivism.

Tag: nuovo album

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