Chi è Lyves, la cantautrice italo-australiana che apre il tour europeo dei Coldplay Intervista

30/06/2017 di

Francesca Bergami, in arte Lyves, è la promessa del soul internazionale su cui i Coldplay hanno deciso di puntare per aprire le date del loro tour europeo. È nata in Australia e ha vissuto in giro per il mondo, ma quando ha dovuto scegliere un posto dove scrivere il suo nuovo ep, "Like water", ha scelto Ostra, nelle Marche, dove sua nonna vive ancora. L'abbiamo intervistata. (English version)




Ciao Francesca, vorrei subito chiederti delle tue origini italiane.
Be', sono per metà italiana e per metà australiana. Mio padre è italiano, viene da Senigallia, nelle Marche. Mia nonna vive lì e sono tornata in Italia ogni anno da quando sono nata. Mi sento molto vicina all'Italia. Ho vissuto a Milano dai 3 mesi ai 6 anni e ho scritto il mio ep qui, in un piccolo paesino vicino Senigallia, Ostra, dove vivono mio padre e mia nonna.

A questo proposito, pensi che l'Italia ti abbia dato delle "vibrazioni" diverse? Hai notato qualche differenza nel modo in cui ti arrivava l'isprazione mentre scrivevi musica in Italia?
Sicuramente! Io sento di appartenere all'Italia, d'altronde è il mio retaggio. Ho visitato Ostra sin da quando ero bambina e ho tanti ricordi lì, un grande senso di appartenenza. Ho viaggiato molto con la mia famiglia e ho vissuto in Portogallo per molti anni, ma in Italia mi sono sempre sentita a casa. Mi sento connessa con la parte più profonda di me quando sono qui.



Come hai trascorso le tue giornate a Ostra mentre lavoravi al disco?
Ho scritto per 5 mesi quasi ogni giorno. Mi alzavo e andavo a prendere un caffè al bar in paese (credo che pensassero che fossi un po' strana perché chiedevo di portarlo via - ride, ndr), poi passeggiavo col cane di mio padre o facevo una corsa in collina o andavo nell'attico in cui avevo sistemato il mio studio. Poi facevo una pausa per pranzo e andavo a trovare mia nonna e mia zia per poi tornare a scrivere. A volte fino a tarda notte.              

A proposito di tua nonna, è la tipica nonna italiana? Di quelle che ti fanno mangiare fino a scoppiare?
(Ride) Sì! Mia nonna è molto anziana ormai, ha quasi 98 anni. Non cucina più ma quando vado da lei a pranzo si assicura che mangi tutto. Era la migliore cuoca di tutti. Mi ha insegnato a cucinare il ragù e la lasagna. In realtà so cucinare solo italiano.

Parliamo di "Like Water": ho letto che l'hai scritto dopo un periodo difficile. Scrivere per te è un percorso catartico?
Sì. Molto. Ero davvero a pezzi, e scriverlo mi ha fatto sentire meglio, pezzo dopo pezzo. Mi ricordo di essermi sentita davvero sollevata dal poter mettere le mie emozioni in musica e parole, perché è stato come trasformare il dolore in qualcosa da ascoltare e condividere con gli altri. Mi sono sentita più forte, come se potessi respirare di nuovo.

"Like Water" è un po' oscuro, ma la tua voce sembra una luce in mezzo a tutta questa oscurità. Quando scrivi qual è il tuo metodo di lavoro?
Grazie, è una cosa molto carina. Il processo, per ora, funziona che parto sedendomi alla tastiera e suono qualche accordo o melodia. Gli accordi di solito evocano il mood e cerco di individuare quelli che possono corrispondere ai miei sentimenti. Una volta trovati gli accordi giusti, ci canto sopra ma non cambio molto i testi dopo questa prima stesura. Penso che le parole che arrivano per prime provengano dal mio subconscio e voglio che restino così, sincere. È un metodo basato sull'intuizione, non sempre facile però.

Cosa ascolti di solito? Ti piace la musica italiana?
In questo periodo sto ascolto molto Sampha, il suo album "Process" mi manda fuori di testa! Ho anche iniziato a riascoltare alcuni dei primi dischi dei Verve. La voce e la scrittura di Richard Ashcroft sono davvero eccitanti. Per quanto riguarda la musica italiana, vorrei ascoltarne di più! Mandami qualcosa!

Lo farò, il mio primo consiglio è di ascoltare Birthh, secondo me ti piacerà. Invece a proposito dei Coldplay, possiamo solo immaginare quanto debba essere eccitante suonare per loro. Ci hai parlato? Perché hanno voluto te?
È incredibilmente eccitante! È un sogno che si avvera! È l'unico modo che ho per descriverlo. Ho ascoltato i Coldplay da quando ero ragazzina. Ho cantato le loro bellissime canzoni nella mia cameretta. La loro musica ha sempre toccato la mia anima e aprire per il loro tour europeo è incredibile! Hanno ascoltato alcune delle mie canzoni e mi hanno chiesto di esserci.

Lo stadio di San Siro è una specie di tempio per gli italiani, è la sede di due delle squadre di calcio più importanti del paese e apre solo per i concerti davvero grandi. I Coldplay ti hanno dato qualche consiglio su come affrontare quel palco e 50mila persone?   
Lo so!! È uno stadio assurdo. Sono davvero contenta di suonare lì. L'ultima volta che ci sono stata ero una bambina, ho visto una partita con mio padre. Il consiglio che mi hanno dato è di parlare col pubblico, connettere con loro. È la cosa più importante no? Le persone vogliono sentirsi unite. Questo è il bello della musica credo. 

Sì, lo penso anch'io, specialmente adesso che c'è molta attenzione su questi eventi a causa della paura del terrorismo. È una cosa che ti preoccupa?
Naturalmente è una paura reale per le persone ma io credo che dobbiamo fare del nostro meglio per rimanere forti e uniti e continuare a suonare dal vivo per spargere speranza e amore nelle vite delle persone. Sono rimasta molto colpita dal coraggio e dall'unità mostrata a One Love Manchester.

Eri lì?
No, l'ho guardato in streaming, è stato bellissimo.

Passerai dell'altro tempo in Italia dopo il tour con i Coldplay? Magari un tour da solista?
Mi piacerebbe! Spero di fare un tour italiano il prossimo in autunno o il prossimo anno, quando pubblicherò delle canzoni nuove.

Tag: intervista

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