Bandabardo' - Madone (BG), 18-03-2000 Intervista

24/03/2000 di Luca Birattari

Dopo un concerto splendido e tiratissimo incontriamo Orla, chitarra tranquilla e cori della Bandabardò, nel camerino del Motion. Da tempo, causa registrazione ed uscita del nuovo cd "Mojito football club", la Bandabardò non aveva modo di esibirsi dal vivo e a Madone dimostra, con una grinta unica, come l'ambiente live le sia mancato e rappresenti il modo di esprimersi a lei più congeniale. Anche il pubblico reagisce con entusiasmo e ad inizio intervista non si capisce chi tra noi è più a pezzi…



Rockit: Fare questa intervista e fine concerto è un delirio

Orla: Io sono parecchio rincoglionito, ho anche un po' di febbre ma va tutto bene

Rockit: A parte qualche incontro informale, non ci si vede per un'intervista dal 1998 a MilanoSuona. E' passato parecchio tempo, cosa è cambiato nella Bandabardò

Orla: Nella Bandabardò non è cambiato nulla, nel senso che come hai visto siamo sempre noi, tranquilli e beati, cosa è cambiato… ci hanno detto che qualcosa è cambiato musicalmente con il disco nuovo ma sinceramente non ce n'eravamo accorti così chiaramente quando abbiamo fatto il disco. Comunque qualsiasi cambiamento che ci può essere stato a livello musicale è stato assolutamente spontaneo, non cercato, non voluto. E' stato spontaneo come tutto quello che abbiamo sempre fatto, nel senso che se nei primi due dischi abbiamo suonato determinate cose, lo abbiamo fatto perché pensavamo che ci venissero bene e perché ci piacevano, allo stesso modo se in questo nuovo disco abbiamo fatto qualcosa di diverso è perché ci sembrava di farlo bene e ci piaceva; così adesso c'è qualche chitarra distorta in più, qualche loop nuovo e qualche effetto sulla voce ma non è stata un'operazione studiata, anche perché non siamo in grado di fare cose studiate diverse da quello che ci viene spontaneo. Non ci sentiamo molto cambiati, forse un pochino più bravi si, siamo contenti di come è venuto fuori il disco perché per la prima volta abbiamo fatto un cd nel vero senso della parola. Siamo entrati in sala di registrazione senza cercare di riprodurre un concerto in studio, cosa più o meno improponibile, ma con un produttore artistico vero abbiamo lavorato sui nuovi pezzi.

Rockit: Infatti abbiamo notato che siete tornati ad avere, dopo una parentesi di autoproduzione, un produttore esterno al gruppo come nel primo cd, è un modo per confrontarvi con altri gusti?

Orla: Ci siamo resi conto di avere bisogno di una persona esterna al gruppo che ci facesse suonare al massimo delle nostre possibilità e che ci facesse realizzare il disco nel migliore dei modi. Forse, con il senno di poi, questo non è successo completamente con "iniziali bì-bì" mentre con Gianni (N.d.R. Gianni Maroccolo), anche perché siamo amici da un decennio, ci siamo riusciti; c'è stato ovviamente un ottimo rapporto umano oltre che musicale e il disco è venuto da solo. Molto raramente ci ha detto di fare così o cosà, ci diceva fate e se non andava bene ci diceva rifate; si metteva li e ci diceva andate e poi… no, non mi avete smosso un cazzo rifate… ok mi avete smosso, punto. (risate)

Rockit: Anche il nuovo cd continua ad avere come etichetta la Ricordi. Siete soddisfatti di come gestiscono la vostra immagine?

Orla: Il rapporto con la Ricordi è, tutto sommato, quello che forse ogni gruppo, ogni artista come noi si deve aspettare in partenza dalla propria etichetta discografica, probabilmente non ti puoi aspettare un lancio promozionale alla Britney Spears.

Rockit: E' comunque una etichetta importante, voi non avete mai pensato di appoggiarvi ad una etichetta indipendente, meno ricca ma più adatta alla vostra immagine fricchettona?

Orla: In realtà lo abbiamo fatto ad inizio carriera, poi abbiamo cercato di crescere da questo punto di vista. Comunque con una major hai dei canali preferenziali che una etichetta piccola non può avere; la cosa comunque fondamentale, che è sempre stata rispettata, è che la Ricordi ha sempre sentito il prodotto finito perché si fida ciecamente di noi come noi di loro. Dopo questo primo salto ne abbiamo fatto un altro perché si è inserita anche la Mescal, che fa da tramite tra noi e la Ricordi sgravandoci di un po' di lavoro dal punto di vista dei rapporti con la casa discografica; del resto stare al telefono non spetta a noi e ci serviva qualcuno che lo facesse. Comunque credo che la Ricordi stia facendo quello che può fare per un gruppo come la Bandabardò, ovviamente è importante che ci sia sempre qualcosa di più, è importante cercare di migliorare.

Rockit: Senti non ti offendi se guardo le domande che mi ero preparato, sono troppo cotto… (risate)

Orla: Perbacco, se vuoi ti do una mano io a leggerle…

Rockit: Il grafico non è più Alessandro Capellaro che aveva firmato alla grande i primi cd. Vi piace il nuovo libretto e avete seguito direttamente questo aspetto del lavoro perché volevate rappresentare qualcosa di preciso?

Orla: Si è cambiato, ma non chiedetemi il motivo perché non lo so. Il lavoro è stato seguito direttamente da Paolino e a me il risultato piace molto. Siamo molto contenti e questa cosa semi-calcistica a buona parte di noi piace un sacco e sembra adatta al lavoro. C'è in realtà un motivo per cui c'è stato un cambiamento in questo senso: i primi due dischi erano episodi dello stesso programma, questo no, quindi c'è stata una piccola svolta anche nella grafica. Non chiedetemi però chi è la ragazza in copertina perché non lo so (risate)

Rockit: Mannaggia, era la domanda 2 con comma: richiesta di numero di telefono!! (risate)

Orla: Mi informerò

Rockit: Nel nuovo lavoro non ci sono testi in francese, proprio in un momento in cui grazie a Manu Chao e agli Zebda si sta inserendo anche in Italia la cultura musicale francofona, come mai questa scelta?

Orla: Anche questa in realtà non è stata una scelta, è stato più o meno un caso nel senso che c'era un pezzo in francese pronto per il disco ma, d'accordo con Gianni, abbiamo deciso che forse non era avanti come gli altri, non era all'altezza e, per non fare il disco più lungo per forza, lo abbiamo sacrificato.

Rockit: Rimane nel cassetto. Però anche questa sera dal vivo avete fatto un solo pezzo in francese, quello di chiusura se non sbaglio.

Orla: Per quanto riguarda i concerti in realtà si decide una scaletta senza pensare italiano-francese / francese-italiano, butti giù una scaletta in base a quello che pensi che funzioni e vai, siamo molto free in questo senso.

Rockit: Com'è nata la collaborazione con Manu Chao?

Orla: E' nata che una troupe di TMC2 di amici nostri, che frequentiamo da anni, ha chiesto ad Enrico di aiutarli con la lingua francese per fare un'intervista di promozione a Manu Chao a Milano. Il secondo giorno che eravamo in studio sono andati su Finaz ed Enrico per l'intervista e alla fine, con il massimo rispetto per l'artista, gli hanno chiesto se gli andava di cantare qualcosa alla telecamera; lui ha cantato un pezzettino e poi ci ha detto di fare quello che ci piaceva. Avevamo messo un prologo strumentale a questa cosa che lui aveva cantato e l'avevamo messa sul disco. Poi però ci ha chiamato dicendoci che era un periodo in cui tutti gli chiedevano collaborazioni e stava dicendo no a tutti, così non abbiamo messo il pezzo sul disco ed è rimasto solo il parlato alla fine di "vento in faccia #2".

Rockit: E la traccia nascosta successiva in cui sembrate chiaramente ubriachi?

Orla: (risate) E' una cosa singolare perché nonostante la confusione è uno solo, Finaz. Stavamo facendo i provini del coro di questo pezzo ma non si sentiva bene, lui doveva fare la voce alta sopra Enrico e gli è uscita come gli è venuta. Riascoltando le registrazioni ci siamo detti cosa cazzo era quella roba, abbiamo provato tutte le piste una per una e, ascoltato quel suo delirio, gli è preso una crisi isterica di riso; a quel punto ci siamo detti questa va così com'è sul disco. E' stato molto apprezzato dalla critica, giuro.

Rockit: E' il 13/09/1999, la luna con la base Alpha si stacca irrimediabilmente dall'orbita terrestre; e poi "navi in fiamme a largo di Orione…" da Blade Runner, come mai queste citazioni?

Orla: Senti per Blade Runner non so come cazzo gli è venuta ad Enrico, invece Spazio 1999 è un mito di tutti noi, ci siamo cresciuti, ogni volta ci sono le repliche agli orari più improbabili la notte.

Rockit: Adesso fa tenerezza rivederli, le astronavi che volano come gli aeroplanini in mano ai bambini…

Orla: Per quello li si riguarda, le Aquile con le piastrelle (risate). E' un omaggio all'infanzia nostra, i miti; Spazio è leggendario, la gente di frequente parlava di un eventuale invasione aliena e allora gli abbiamo dedicato una canzone, un colpo di genio e follia.

[Fuori campo Obi-wan Nutini, batterista del gruppo, dice "comunque i Clash erano un gran gruppo", tutti annuiscono ed Orla sentenzia "indubbiamente"]

Rockit: Com'è andato il periodo in sala di registrazione e cosa significa adesso per voi riconfrontarvi con il pubblico.

Orla: Risuonare dal vivo rappresenta tanto perché siamo rimasti fermi 5 mesi e adesso siamo molto carichi, una serata come questa fa un gran bene. La fase di registrazione è andata molto bene, eravamo noi tutti insieme con il produttore, tutti in armonia. Poi ci siamo trovati da dio all'Esagono di Rubiera, studio stupendo, studio fantastico. Siamo stati li 12 giorni alla grande. Il momento un po' drammatico è quello tra la fine del disco e il momento in cui devi ricominciare a suonare; sei li e dici si va, si va e non vai, è pesantissimo.

Rockit: Siete stati a Sanremo ma ben lontani dal festival. Com'è stata l'esperienza del premio Tenco e cosa pensi invece del festival.

Orla: Bellino anche il Tenco perché il fatto di suonare all'Ariston ti da un po' l'idea di arrivare li e di trovare tutti seri, invece no, proprio scazzona l'atmosfera. Abbiamo suonato ad un'ora infame, tipo l'una di notte passata, però carino lo stesso; poi sei li con Battiato, Guccini, te ne può fregare poco però lo noti. Per quanto riguarda il Festival sono rimasto all'82, davvero, ci sono una serie di cosa che non mi piacciono: un anno ci metti i Subsonica, un anno i Pittura Freska, il tutto per dare un contentino alle case discografiche. Lascia stare, fai Sanremo per quello che è ed è sempre stato e basta. A me non piace, se i Subsonica vanno tanto di cappello, mi piacevano prima mi piacciono anche dopo, non è un problema se vanno, ma a me non interessa.

Rockit: Cosa ti piace ascoltare attualmente sulla scena musicale italiana e straniera?

Orla: Afterhours e Rolling Stones

Rockit: I Rolling Stones in effetti promettono bene, li hai messi anche nei ringraziamenti (risate)

Orla: Si, io ringrazio sempre solo loro perché includono il 60% della musica

Rockit: Come vanno le partite del "Mojito football club" e quali sono le regole da rispettare per avere l'onore di potervi sfidare come Team Rockit?

Orla: Le partite vanno da dio, due partite e due vittorie. Portate tutto ciò che vi piace e sicuramente piacerà anche a noi, vi proponete e sfida sarà; come viene viene, gioco maschio o ubriaco che sia, dipende dalle condizioni, ci sta anche che uno invece di giocare rotola… l'importante è lo spirito giusto, il calcio vero (risate).

luca e paolo

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