Maggio / intervista

Come sopravvivere col fiato corto: Maggio racconta il suo primo EP

"Non riesco a chiudere le cose senza un nuovo punto di partenza". Maggio è uscito allo scoperto: ascolta il primo disco e leggi l'intervista con cui si è presentato.
08/05/2019 09:30

Chi ci segue sa bene chi è maggio. All'anagrafe si chiama Roberto He: è un giovane rapper romano e milanese, con gli occhi a mandorla e una passione per l'emopunk, ma soprattutto è uno dei nostri nuovi artisti di punta per quest'anno. Ci abbiamo scommesso appena lo abbiamo conosciuto, e per primi ve lo abbiamo raccontato. Chiaramente lo vedremo anche al MI AMI Festival, dove il 24 Maggio farà il suo esordio assoluto dal vivo. La novità è che ieri è finalmente uscito il suo primo EP "ufficiale", con tutti i beat inediti firmati da zteph, si intitola "Manuale di sopravvivenza per fiati corti". Insomma, i tempi sono maturi, il primo passo è fatto. In occasione di questa primissima uscita, abbiamo lasciato che fosse lui stesso a presentarsi a chi ancora non lo conoscesse.

 

Carta d'identità

Fotografia di Vittoria Elena Simone

Da dove viene maggio?
Sono nato a Roma, ma i primi cinque anni li ho passati a Bracciano per poi tornare in città.
Mi sono spartito nel quadrante nord ovest tra Ottavia/Casal del Marmo/Casalotti e Boccea. Dopo la laurea mi sono trasferito a Milano nel 2016.

Cosa fa maggio?
Scrivo dal 2012 circa ma rappo da quando mi sono trasferito a Milano, quindi circa tre anni. Più o meno sarei laureato in grafica e ogni tanto mi fanno le foto con i vestiti costosi ma rappare con gli amici è più bello. Tutto questo grazie a Ngawa che mi ha spinto a provarci così avremmo fatto freestyle insieme per cazzeggiare.

Dove va maggio?
Io e zteph stiamo lavorando al disco, per cui vado in studio con lui e faccio le prove per i primi live dato che l’ultima volta che ho fatto qualcosa su un palco avevo tipo 9 anni ed ero Virgilio in un crossover sulla Divina Commedia per una recita scolastica. Questo EP ci ha fatto capire dove volevamo andare. Abbiamo deciso di iniziare a fare pezzi insieme dopo un live di Ketama/Generic Animal/Quentin40 in Porta Venezia, il 15 settembre 2018 (ndr: quella serata bomba, tra l'altro, era organizzata da noi di Rockit). Poi da lì abbiamo fatto avanti e indietro tra il salone di casa mia a nord e la sua cameretta a sud di Milano.

 

La crew, il MI AMI

Zteph, Ratematica, maggio e Ngawa: illustrazione di Ratematica

Cos'è Klen Sheet?
klen sheet è nato qualche anno fa quando di ritorno da un giro a Milano ho saputo che avevano portato il mio cane (klen) al pronto soccorso. Con la sua morte io e Ngawa ci siamo detti che nel nostro piccolo dovevamo rivalutare tante cose e tanti modi di fare e prendere in mano un tot di situazioni che ci stavano sfuggendo di mano o che in mano non avevamo mai preso. Io avrei fatto le grafiche e dei video con mezzi di sopravvivenza e lui avrebbe rappato. Poi c’è anche P Lo Bro che è un batterista, mio amico dai tempi del liceo che deve ancora collaborare ai pezzi ma non si ha fretta; tutti possono fare quello che vogliono, si è amici più che colleghi.
Pochi mesi dopo mi sono trasferito e ho iniziato a rappare da solo in camera registrandomi con le cuffie del cellulare e ho conosciuto Ratematica che ogni tanto passava da Brescia a Milano. Ora è il mio coinquilino. Zteph l’ho conosciuto a febbraio 2018 perché la sua ragazza, nonché regista del video di Montella, voleva fotografarmi. Dopo qualche mese a mixare le mie voci su beat a caso di Youtube abbiamo fatto l’EP. Prima però dovevamo fare amicizia.

Il 24 Maggio suonerai al MI AMI, tu invece chi andrai a sentire?
Un sacco di gente. Massimo Pericolo, Speranza, Ketama, Gomma, Tropea, Giorgio Canali, Franco126, FASK, Ginevra. Tutti bellissimi bravissimi.

 

"Manuale di sopravvivenza per fiati corti"

Zteph e Maggio: fotografia di Giorgio Monoriti

Ti va di percorrere il tuo primo EP? Come è nata ogni traccia, cosa racconta?

Orientarsi con le stelle. Raymond Carver, Nada Surf, Cowboy Bebop. Tre elementi per raccontare l’inizio dell’EP e della mia vita a Milano dopo il lavoro fisso. Tutto con un beat fatto da zteph campionando i Do Nascimiento dopo che glieli avevo fatti sentire per la prima volta. La strofa l’ho riscritta due volte perché nella prima facevo cagare. La seconda volta dopo un viaggione nel mio cervello ha tutto avuto un senso. Tutti i pezzi li scrivo per me, ma questo più degli altri.

Sconto. Strofa scritta a febbraio 2018 in 20 minuti la prima volta che sono andato a casa di zteph. Avevo appena lasciato il lavoro da grafico e volevo riprendermi mentalmente dal cambio di routine dove avevo finalmente tanto tempo ma pochi soldi (come ora) per fare le mie cose. Quasi in tutti i pezzi cito qualcosa di Uomini di mare, anche qui.

Cancello. Il beat lo ascoltai prima di scendere a lavorare da mia madre quest’estate. Dopo l’estate ci ho scritto un pezzo su, partendo dal titolo datomi dalla mia ragazza mentre eravamo seduti davanti ad un ATM. Mi suonava bene la parola e tutto tornava, per cui dopo vari scleri sono riuscito a trovare la quadra di come volevo rapparci sopra. A volte scrivo la strofa e poi improvviso le metriche e i flow anche senza che zteph mi abbia passato il beat. Qui è stata una via di mezzo.

Montella. Durante due settimane di scleri e con un beat molto più cupo rispetto agli altri sono riuscito a tirare fuori dei lati che ancora erano in fila per uscire. L’ho presa un po’ come una sfida perché un brano più rap e meno melodico volevo farlo da sempre proprio per non chiudermi troppo su un certo modo di fare rap. È il pezzo preferito di zteph. Volevo scrivere un pezzo citando Vincenzo Montella già un anno e mezzo prima e alla fine ce l’abbiamo fatta, anche perché qualche anno fa avevo già scritto una poesia che si chiamava Montella e volevo riprendere la sua esultanza come culmine di uno stato emotivo.

Piano rialzato. Non riesco a chiudere le cose senza un nuovo punto di partenza, per cui volevo contrapporre Montella a un pezzo che alleggerisse il tutto. Parlo di tutte le cose belle che mi pesano e di tutte quelle che devo ancora affrontare. E "zteph ha fatto un beat pazzesco", per noi è uno dei nostri inni. Ci sono tante persone, tante situazioni vissute e tanta malinconia, ma volevo solo vedere il lato positivo dell’averle vissute e di averne ancóra un sacco da vivere, perché sennò che cazzo ci stiamo a fare? 

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L'articolo Come sopravvivere col fiato corto: Maggio racconta il suo primo EP di Pietro Raimondi è apparso su Rockit.it il 08/05/2019 09:30

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