Bikini The Cat - Mail, 04-01-2008 Intervista

07/02/2008 di

(I Bikini The Cat - Foto di Luca Bertoli)

Il loro "Me, you and the Superheroes" è stato uno dei primi dischi di questo 2008. I Bikini The Cat ci hanno stupito con un album dal suono ben riconoscibile - quello degli anni '90 - pur dimostrando di avere una forte personalità. Mario Panzeri li ha intervistati: tra ricette e previsioni sul futuro, il trio si racconta.



“Me, You and The Superheroes” è un album che mette decisamente di buon umore: ritmo fresco, ritornelli intriganti, e il tutto suona naturale e “poco costruito”. Mi pare che vi siate divertiti molto nel registrarlo… Com’è nato e come siete arrivati ai Dischi de La Valigetta?
Leila: Forse è presto per dirlo ma direi che abbiamo vinto la scommessa, quella di comporre un album dove ogni cosa fosse voluta e non lasciata al caso o al dubbio… questo percorso ha reso tutto più naturale e fresco perché sincero, siamo andati a fondo e per fare questo c’è voluto tempo. Il tema del supereroe ha scandito anche l’approccio: una missione da compiere, delle idee da difendere, un prezzo da pagare ed una vita che inevitabilmente si ritrova ad essere doppia. Una volta fissati i giorni di registrazione abbiamo ricontattato i ragazzi de “La Valigetta” e abbiamo deciso di far uscire il disco per l’etichetta con il logo più bello d’Italia.

Il modo di cantare di Leila sembra più scanzonato e personale rispetto al passato. A mio parere va tutto a vantaggio dello slancio dei pezzi. Confermate o smentite?
L: Come non posso confermare! Si va avanti, la voce si scopre pian piano e la prossima volta probabilmente ci sarà qualcosa di nuovo. A differenza del primo disco tutti i cori sono stati fatti da Giorgio e questo ha cambiato il colore della mia voce in alcuni punti, sono due voci molto diverse ma che si mescolano benissimo.

Com'è nata e di cosa parla la dolce "Real Mirage", romantico spartiacque posto strategicamente al centro del disco?
L: Le canzoni nascono sempre voce e chitarra, a volte le vestiamo con colori dinamici, rumorosi o aggressivi ma questa volta "Real Mirage" si è ribellata a tutto questo ed ha voluto rimanere nuda e nuda è rimasta al centro del disco.

Continua la miscela linguistica nei vostri testi, con più di un riferimento al tedesco: qualche trascorso di vita berlinese per voi o semplice e giocosa licenza poetica?
L: Vista dai miei occhi Berlino è stratificata, distrutta e ricostruita e gli spazi architettonici liberi e discordanti li sento simili alla nostra poetica in cui gli stili si mescolano mantenendo sempre una rigorosa linearità. In generale nei testi ci siamo limitati a correggere gli errori grammaticali mentre per quanto riguarda la pronuncia, la scelta lessicale e le licenze poetiche abbiamo deciso di scegliere i suoni che più ci piacevano senza pensare al senso. Capisci cosa voglio dire se ti dico che voglio passare una serata "Pornoromantik" con te? O se ti chiedo "Where’s the kino"? Si aprono nuove finestre, è divertente, parecchio!

A posteriori come giudicate la vostra notevole esposizione seguita a “Cold Water, Hot Water, Very Hot Water”? E cosa si impara a trovarsi improvvisamente su palchi importanti davanti a tanta gente che non vi ha mai sentito prima?
L: Ci si ritrova ciclicamente in acque dove non si tocca e ci si diverte sempre di più a escogitare nuove tecniche di galleggiamento!

Nel video del “making of” di “Superheroes” vi scappa un “W gli anni Novanta!” sintomatico: ora che sono arrivati questi “cazzo di anni zero”, quale è il vostro più bel ricordo di quegli anni ruggenti? Cosa vi ha marchiato indelebilmente? E quale promessa non è stata mantenuta?
Giorgio: La prima metà degli anni novanta è stata fantastica perchè la musica era più bella e agli Mtv Music Awards suonavano la stessa sera Red Hot Chili Peppers, Pearl Jam, Nirvana e magari ci faceva un salto pure Sting in duetto con Sinead O'Connor! Dal grunge all'esplosione del fenomeno Brit pop è stata un inafferabile corsa al pezzo più bello, una gara affascinante tra gruppi incredibili che oggi te li raccomando! Tutto questo è finito nel 1997 quando ho smesso di andare al liceo! Fai un po' tu... L'adolescenza rende tutto più bello ed interessante, poi il divertimento te lo devi guadagnare. Come promessa non mantenuta metterei il Millenium Bug, che delusione...

Raccontatemi il vostro modello di business per sopravvivere al calo delle vendite dei Cd (David Byrne ne ha indicati almeno sei in una recente intervista... hey, non dite che non state pensando al futuro).
G: Mi accontenterei tranquillamente del calo delle vendite di David Byrne!!! Scherzi a parte, è il nostro hobby!

L: Al supermercato faccio la spesa con il laser, non mi stupisco se le cose cambiano. E’ tanto tempo che si parla di questa dissoluzione delle case discografiche e dei distributori, lascerei andare le cose in modo naturale, noi amiamo scrivere canzoni e suonarle live, per ora sembra che la gente abbia bisogno di concerti…

Quanta speranza abbiamo di ascoltare un album in italiano, sempre per il futuro…
G: Non vi piacerebbero affatto i Bikini the Cat che cantano in italiano, a meno che non lo facciano con pronuncia inglese, tipo gruppo beat ’60?! Poco probabile direi...

Domanda obbligata: cosa bolle di interessante nel pentolone veneto?
L: Risposta obbligata: pasta e fasoi. Ingredienti: 200 gr di pasta corta, 300 gr di fagioli freschi, 100 gr di cotiche, 150 gr di cipolla, 80 gr di carota, 50 gr di sedano, 1 spicchio d’aglio, 1 rametto di rosmarino legato, formaggio grana grattuggiato, 100 gr di olio extravergine d’oliva, sale, pepe. Preparazione: Tritate la cipolla, la carota, il sedano e l’aglio. Fate scaldare 50 gr di olio extravergine d’oliva in una pentola molto capiente, vi consigliamo di usarne una di coccio, aggiungete ora il trito di verdure e fate soffriggere a fuoco basso. A questo punto prendete i fagioli freschi, le cotiche precedentemente pulite e scottate e mettetele in acqua bollente. Aggiungete 2,5 L di acqua fredda e portate ad ebollizione a fuoco vivo, a metà cottura aggiungete una presa di sale, abbassate la fiamma e fate sobbollire per almeno tre ore. A fine cotture togliete le cotiche dalla zuppa, affettatele sottilmente e mettetele da parte. Prendete ora metà dei fagioli e passateli al settaccio, dopo di ché rimetteteli nella zuppa. Controllate se va bene di sale e ora mettete in infusione il rametto di rosmarino per almeno 20 minuti, avendo cura di tenere la pentola coperta con il coperchio. Passato questo tempo togliete il rosmarino aggiungete la pasta corta e fate cuocere al dente. Servite la zuppa ben calda in ciotole di coccio, insaporite con pepe e un filo di olio d’oliva crudo. Servitela accompagnando con le cotiche calde e grana grattugiato (e il prossimo numero di Rock Eat è bello che servito, NdA).

L’indie è morto: un vostro epitaffio a riguardo.
G: Ma Indie non stava per musica indipendente!?

Vi aspettano parecchie date in giro durante l’inverno: c'è qualche concerto che aspettate con più impazienza degli altri? Come si articolerà lo spettacolo del vivo?
G: Stiamo andando in escandescenza, ci mancano parecchio i palchi! Il tour lo vivremo con Gianni, il nostro nuovo batterista, anche questo ci mette un sacco di energia. Per il resto abbiamo un signor tour che ci aspetta!

Commenti

    Aggiungi un commento:


    ACCEDI CON:
    facebook - oppure - fai login - oppure - registrati