I Cosi - Mail, 07-09-2007 Intervista

21/09/2007 di

(I Cosi - Foto di Tommaso Mei)

Lo ribadiremo sempre: li abbiamo buttati sul palco Pertini - al MI AMI del 2006 - quando non avevano nemmeno un disco pubblicato e nessuno li conosceva ancora. Adesso sono usciti su major, suonano al Festivalbar e con buone probabilità diventeranno molto famosi. Stefano 'Acty' Rocco scambia qualche battuta veloce con Stefano Aquino de I Cosi. Un romanticismo retrò, malinconie sixties e un futuro tutto da scoprire.



Avevano rotto i coglioni a Rockit perchè "ma chi sono questi Cosi che non hanno fatto nemmeno un dischetto e suonano al MI AMI come fossero un headliner". Adesso il disco c'è ed è anche importante. State bene?
Con un disco in uscita non potremmo stare meglio.

Un disco con tanta voglia di cantare e con un sapore di ottimismo anche nei momenti più malinconici. Un disco d'amore con sentimenti d'altri tempi ma che fin dal titolo guarda al futuro.
Per guardare al futuro bisogna sapere bene da dove si proviene.

Musica Beat, anni settanta, parole d'amore, Milano e Celentano. Qualcuno non potrebbe accusarvi del fatto che è fuori moda tutto questo?
E’ sempre un gran complimento essere considerati fuori moda, certa musica è senza tempo.

Nonostante un'intensità rock'n'roll, le vostre canzoni assumono forti connotazioni cantautoriali in cui appaiono evidenti riferimenti a Luigi Tenco ed Umberto Bindi. Ho fatto i nomi giusti?
Citi sicuramente due tra i più grandi cantautori italiani, ma non dimentichiamo Modugno, Paoli e molti autori come Giorgio Calabrese.

Chi sono gli ascoltatori de I Cosi? Adulti di trenta e quaranta anni che cercano l'Italia di ieri nei tempi moderni o giovani innamorati che scoprono elementi contemporanei nella tradizione della musica italiana?
La nostra musica è scritta per chiunque abbia ancora voglia di emozionarsi sentendo una bella canzone.

Non vi sembra curioso che un disco così italiano come il vostro sia spesso visto come un disco anomalo ed imprevisto?
Nonostante le nostre ispirazioni provengano soprattutto dagli anni 60, e’ il modo in cui suoniamo che veste di “nuovo” le nostre canzoni. L’italianità del nostro disco emerge dai testi e dalle melodie, ma il nostro sound e’ decisamente più grezzo ed essenziale anche perchè siamo solo in tre.

Videoclip su MTV, schitarrate al Festivalbar e tutto il resto. Come si sta dall'altra parte?
Finche’ abbiamo la possibiltà di esibirci dal vivo, si sta molto bene, per il resto si fa quel che si può. In questo momento siamo molto inpegnati nella realizzazione del nostro secondo video clip; ci stiamo divertendo un casino.

Il signor Marco Castoldi dobbiamo almeno nominarlo. Quanta colpa ha Morgan nelle cose dei Cosi (se ce l'ha)?
Abbiamo ascoltato molti dischi a casa sua ai tempi de ”l’appartemento” (il disco di Morgan pubblicato nel 2003, NdR) quelle lunghe serate devono esserci state fatali...

Suonate da molti anni, ma forse siete arrivati un po' tardi all'esordio discografico. L'incontro con Alberto Motta, vostro manager e produttore artistico, quanto ha influito?
Non siamo mai stati grandi manager di noi stessi, abbiamo sempre pensato a suonare. La fortuna è stata quella di incontrare Alberto e con lui le cose si sono concretizzate in maniera spontanea e naturale. E’ il nostro Don King.

Inutile girarci intorno: dal vivo siete strepitosi. Ed avete il grande pregio di pensare alla gente senza suonarvi addosso. Spero che continuerete a dare importanza ai concerti.
Ci piace suonare per la gente e vederla coinvolta quanto noi. Abbiamo una lunga esperienza live, che ci permette di essere parecchio disinvolti sul palco.

Sia artisticamente, sia fisicamente, il vostro percorso è stato lontano dagli scenari indie. Apprezzate comunque qualche realtà del panorama indipendente italiano?
Le sale di via Lombroso da cui proveniamo offrono molte bands interessanti: i Giobia, i Lombroso e Gianni Resta. Anche se non e’ più indie e non è di via Lombroso ci piace molto Diego Mancino.

Avrei voluto chiudere l'intervista con una domanda prevedibile: "voi che lo sapete, mi dite cosa... Accadrà?". Ma forse preferisco non saperlo.
Si deve ascoltare il disco per saperlo.

Commenti (5)

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  • Elisa Orlandotti 21/09/2007 ore 14:27 @elisa

    intervista splendida... risposte aridissime...

  • Stefano "Acty" Rocco 21/09/2007 ore 18:41 @acty

    mmm... "paraculati" a trenta anni e dopo centinaia di concerti per i cazzi loro? ammazza...

  • Stefano "Acty" Rocco 21/09/2007 ore 19:18 @acty

    ...se vuoi puoi metterci anche "40 o 50 anni" o anche "80 o 90 anni"

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