Il Genio - Mail, 09-05-2008 Intervista

15/05/2008 di

(Alessandra e Gianluca - Foto da internet)

Sono stati un piccolo colpo di fulmine. Il Genio sono Alessandra Contini e Gianluca De Rubertis (già negli Studiodavoli), il loro primo disco omonimo è un gioiellino pop: atmosfere Nouvelle Vague, sonorità easy listening, un erotismo soffuso. L'intervista di Nur Al Habash.



Allora, parlateci un po' del progetto Il Genio. Come è nato, come vi siete incontrati...
Ci conosciamo da anni. E' un genio che è cresciuto con il tempo, determinismo psicologico. Ma a dispetto dell'odioso determinismo, ora si è soltanto "manifestato".

Altra domanda di rito e inevitabile. Perché avete scelto questo nome così particolare?
Ti pare che a chiamarsi l'imbecille si faccia una bella figura? La parola "genio" non è per niente particolare, "gente" (ossia quella cosina di cui l'umanità è stracolma) deriva dalla stessa radice....

Ascoltando il vostro disco è impossibile non farsi contagiare dal beat e non farsi venire in mente certe atmosfere dei sessanta francesi: il pop di France Gall e le mossette di Françoise Hardy, per non parlare del grande Gainsbourg. Ascoltate molta musica francese di quegli anni?
Sicuramente ne abbiamo ascoltata molta. E' un ascolto comune. C'è poi anche dell'altro, tanta roba. E non bisogna dimenticare che oggi l'ascolto passivo derivante dal bombardamento mediatico gioca un ruolo fondamentale. Fa parte anche questo del clichè di cui un musicista si serve al momento della composizione.

A partire dalla copertina e passando poi in rassegna le vostre foto che si trovano in giro, o ancora guardando il video di "La Pathétique" girato da voi, si nota un certo amore per le atmosfere da Nouvelle Vague. Immagini in bianco e nero, sigarette sempre in bocca, gonne e caschetti neri. Quanto influenza questo il vostro immaginario musicale?
Sicuramente abbiamo assorbito molto quell'immaginario. Siamo due persone profondamente tristi, il bianco e nero ci sta bene...

Credo di parlare a nome della stragrande maggioranza dei vostri ascoltatori dicendo che la voce di Alessandra è graziosissima ed irresistibile; da quel tocco di lolitismo e pornofonia che fa spiccare la vostra cifra stilistica in originalità. Ricorda tantissimo quella della cantante giapponese Kahimi Karie, che ha collaborato per anni col celebre produttore Momus, e della quale avete anche coverizzato un pezzo, "Una giapponese a Roma". Chi è tra voi due l'appassionato della reginetta della lounge?
E' una canzone che ci piace. Alessandra ha tra i suoi ascolti anche svariata musica elettronica giapponese. Arigatò.

Marco Fasolo dei Jennifer Gentle ha collaborato alla registrazione dell'album. Com'è stato lavorare con lui?
Divertente. Sai quando incontri una persona e ci diventi amico in due minuti? Stessa ironia (aspetto fondamentale), stessa facilità di approccio, anche verso le cose più pesanti. Marco Fasolo ha dato, insieme a Stefano Manca (mister Sudestudio, l'uomo che ha registrato la maggior parte delle cose belle che vengono dal salento), un apporto anche stilistico al disco. Nella tetra oasi dei Jennifer Gentle abbiamo passato un bel periodo, intenti, oltre che a registrare, a divenire spiritelli, geni, duenni della piana padana.

Sappiamo che Gianluca ha suonato le tastiere negli Studiodavoli. Innanzitutto vorremmo rassicurazioni sulla sorte del gruppo!
Gli Studiodavoli, purtroppo, non hanno mai avuto una polizza assicurativa.

Quanto ha influenzato questa precedente esperienza con il progetto Il Genio? "Le bugie di François" è un pezzo che a livello melodico e compositivo mi pare ne risenta molto, si riconoscono diversi passaggi tipici del periodo di "Megalopolis"...
Può essere. Del resto sarebbe una cosina abbastanza naturale. Ma se per caso tu ti chiamassi Francois saresti, in questo caso, un immancabile bugiardo.

C'è un sottile strato di atmosfera legata all'infanzia che si aggira in tutti i testi; onomatopee a go-go, linguaggio immediato che riesce sempre ad essere originale, Bruce Lee e Chuck Norris. Potete spiegarci da dove viene questa naiveté limpida che Alessandra interpreta così bene?
L'attitudine ai giochi di parole e una certa confidenza con la lingua svolgono un ruolo fondamentale nella composizione del testo. Credo che la maggior parte di molti testi in italiano scritti oggi riescano "ridicoli". Sarebbe anche ora di discriminare un po’ tra il bene e il male.

Sempre a proposito di testi, nella vostra canzone più canticchiata in giro ripetete decine di volte "Pop Porno". Credete davvero che il pop sia una forma di pornografia?
Se per pornografia intendi l'osceno, ossia l'aldilà dell'erotismo, no. Il pop, sotto questo aspetto non è una forma di pornografia; anzi, è un lezioso e tendenzioso erotismo di massa.

Anche se avete ancora poche date alle spalle, vi siete fatti un'idea di come reagisce il pubblico alla vostra musica? Infondo in Italia non c'è molta altra gente che suoni come voi..
Le reazioni sono buone, e noi ci divertiamo. Toglici il divertimento e andiamo a lavorare in fabbrica. Comunque il disco pare stia andando bene, e siamo riconoscenti di questa riconoscenza. Felici della felicità.

Commenti (3)

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  • Carlo Pastore 15/05/2008 ore 13:58 @carlo

    Bravi Genio. Benvenuta Nur.

  • SovietStudio 15/05/2008 ore 15:58 @sovietstudio

    Ottimi questi.
    E poi uno stile e un gusto eccezionali.

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