The Leeches - Mail, 10-06-2008 Intervista

26/06/2008 di

(The Leeches - Foto da internet)

Live Fat, Die Young! dice tutto, i Leeches non sono certo tipi da pantaloni attillati e frangetta sugli occhi. Cresciuti a pane e Adolescents, danno il meglio dal vivo: live furiosi che raramente superano la mezz'ora. Il loro ultimo "Eat The Leeches" è uno dei migliori dischi punk-rock usciti ultimamente. L'intervista Mario Panzeri.



Dai tranquilli salotti brianzoli alla conquista del mondo: quando è cominciata la missione dei Leeches?
Massi e Mexicano: I Leeches nascono a Como nel 2002, l’idea è divertirsi producendo qualcosa di buono, suonare tanto, mangiare tanto e trovare una propria strada nell’affollato panorama punk rock di oggi (possibilmente senza ricorrere a stronzate varie, ma badando alla musica e cercando di non copiare nessuno). I nostri riferimenti sono Circle Jerks, D.I, Angry Samoans, Adolescents e G.G Allin: insomma, dal punk rock delle origini a quello furioso della California Anni '80. Il nostro suono è ROZZO, veloce, sguaiato e potente ma con inaspettate stilettate melodiche; qualcosa di rosso come il sangue e l’amore, e giallo, come le patatine fritte. Nel 2003 è uscito uno split con i milanesi Good Ol’Boys che ci ha fatto conoscere (e che contiene cinque pezzi acerbi ma orgogliosi). Nel dicembre 2004 esce il nostro secondo disco, un 45 giri con tre pezzi brevi, intensi, primordiali e volgari, registrato bene ma non patinato, poi si arriva all'inverno 2006 quando è la volta di "Fun Is Dead", nostro primo vero album per l'etichetta svizzera Nextpunk Records. Dopo un altro 45 giri, stavolta diviso con gli amici senesi Proton Packs, si arriva ai giorni nostri con "Eat The Leeches", uscito per la milanese Tre Accordi Records, ed in succoso vinile per la modenese Tornado Ride Records. Ecco tutto.

"Eat The Leeches" è una scarica di divertente ed energico punk'n'roll fatto appositamente per esser pogato cantando a squarciagola: come è nato il nuovo album?
Ms: Scrivendo le canzoni e cercando di registrarle nel modo più semplice possibile. Chiaramente non ci siamo riusciti, ma ci siamo dati da fare e quello che sentite è il meglio che possiamo!

"Live Fat, Die Young!", "No Sport", "More Salami, Peperoni, Calamari... To Reign in Food!": insomma, anche i vostri testi ci riportano "di peso" al concetto di "Fat Rock". Raccontateci il vostro verbo.
Ms: Niente canzoni d'amore, sbronze... Di losers e rockers il mondo ne è già pieno... e allora cosa ci unisce? Siamo tutti grassi, vendichiamoci di chi ci prende in giro! In Valtellina si mangia meglio che a Milano allora facciamo una canzone che lo dica, io sono ossessionato dal cibo, in questo periodo in modo particolare mi rivolgo a chi è come me, come noi, siamo un sacco di gente e per me siamo bellissimi! Come ci disegnava Botticelli! Uguali! Belli!

Mx: Come dice un nostro amico, non siamo grassi, ma festosamente cicciotteli!

I vostri concerti sono famosi per essere intensi e fulminei: siete ancora convinti che per una buona esibizione non è necessario suonare più di mezz'ora?
Mx: Direi proprio di si, anzi a volte suoniamo venti minuti, dipende se abbiamo voglia... Ok, a volte è capitato anche a noi di superare i trenta minuti, ma in casi molto particolari. Il punk-rock dev'essere diretto al cuore, senza perdite di tempo!

Gli Angry Samoans probabilmente hanno salvato la vostra vita, invece voi date una bella scossa al panorama italiano: quali sono i gruppi nostrani che vi piacciono di più al momento?
Mx: Di gruppi italiani ce ne sono molti e tutti bravissimi, ma purtroppo se sei in Italia il talento non conta, contano tante altre cose, che penso tu sappia meglio di me! Vabbè, tornando ai gruppi, posso citarti i Manges e i Peawees (las*pezia rockers), i Long Dong Silver (Monza stoner-punk), i Tough (punk-rock da Piacenza), e soprattutto gli ormai sciolti Taxi di Roma, probabilmente il miglior gruppo punk italiano di tutti i tempi! Vorrei anche citare tutti gli ottimi gruppi che ci sono quassù in Brianza... I Maradonas, i Good Ol' Boys, gli Intercoolers, i Suinage ed I lona Staller... Questa è la Turbopizza Cantù!!!

Visto certi riferimenti estetici (dalla copertina del nuovo album al video di "Fun Is Dead" che si trova in rete), Romero e i suoi zombie paiono avere un'influenza precisa sul gruppo. Chi tra voi è il cinefilo? Ci parlate di come è nata l'idea del divertente e macabro video a zero budget di "Fun Is Dead"? Dove è stato girato?
Ms: Appassionati di cinema lo siamo un po tutti, di horror in particolare io... Romero, ma anche Carpenter, Wes Craven, Raimi insomma i classici con cui sono cresciuto! E poi tanto, troppo altro... Il video l'ha girato un amico a nostra insaputa, in pratica ci ha fatto una sorpesa presentandocelo già fatto! Le riprese sono state fatte in alcuni boschi tra Como e Varese, territorio operativo delle Bestie di Satana, insomma terra malvagia!

"Reign In Food" è un chiaro omaggio agli Slayer: chi tra di voi era il metallaro incompreso?
Ms: Simone, il batterista, è un metallaro compreso di tutto e gli Slayer li avrà visti una decina di volte, Messicano fa Kerry King... Io mi accontento di emulare il vecchio Araya... Insomma ci piacciono un pò a tutti!

Quanto le pose autodistruttive di G.G. Allin hanno influenzato i vostri incontenibili live?
Ms: Niente, il ragazzo è troppo cattivo per noi! Noi siamo le bestie di panna!

Mx: A me piacerebbe cagare sul palco, ma ho paura che mi escano le emorroidi e potrei risultare più ridicolo di quello che sono.

Dal vostro sito rivendicate una sana "Punk Identity": ovvero? (ecco, la temibile domanda sul concetto di punk nel 2008 è arrivata, me ne pento già...)
Ms: Questa è la mia domanda preferita ma... Mai trovata una risposta all'altezza! Se invece la guardiamo dal punto di vista della larghezza, forse qualcosa di intelligente lo potrei dire però! Forse...

Mx: Chi lo sà... Magari cercare di non suonare in posti che non sono proprio adatti al punk-rock, magari essere tutti più modesti e non fare le rockstar, magari... Pensare a divertirsi!

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