Klasse Kriminale - Mail, 11-09-2007 Intervista

27/09/2007 di

(I Klasse Kriminale - Foto di Fulvio Rosso)

I Klasse Kriminale segnano la dodicesima tacca sulla loro carlinga. Carriera lunga la loro, sempre all'insegna del punk e dell'appartenenza alla cultura skin. Due chiacchiere con Marco Balestrino per capire dove lo sta portando il vento.



Innanzitutto i complimenti. Dodici album. Presenza sulla scena internazionale. Etichetta. Fanzine. Concerti. Dopo tanti anni il vostro è un esempio di coerenza e passione. E l'ultimo disco fa sicuramente la sua figura, curato dalla confezione sino all'ultima traccia, altro che storie! Musicalmente fedeli alle vostre radici, ma senza lasciarsi intrappolare o ridurre a stereotipi. Come vi sentite arrivati sin qui?
Fondamentalmente ci sentiamo gli stessi di 20 anni fà e forse proprio per questo che la gente ci attribuisce il merito di essere coerenti e appassionati.

Formazione come sempre rimaneggiata, che ora vede sempre te ed Emanuela alla voce, ma anche Tiziano Bellucci, JJ ed Edward. Cosa ha portato alla loro scelta? Quale è stato il loro apporto?

Tiziano oltre che essere un ottimo tecnico che negli anni '80 ha registrato tutto il rock alternativo italiano, dai Nabat ai Disciplinatha, è anche un ottimo chitarrista e un mio vecchio amico. JJ, oltre che avere una passione sfrenata per la musica e il Punk, suona la batteria da dio e questo l'ho sempre pensato ogni qualvolta che l'ho visto suonare dal vivo, sia con i Laida Bologna che con i Valentines. Per Edward, grazie alle sue mani di forbice, suonare il basso è stato un gioco da ragazzi, tanto che avendo finito in anticipo il suo lavoro in studio mi son fatto dare anche un aggiustata alle aiuole di casa!

Il brano "Klasse Kriminale" è un po' un piccolo punto della carriera del gruppo, non senza critiche per l'ambiente che vi circonda. Qua nello Stivale soprattutto. Tutte cose che sono destinate a ripetersi sempre diverse ma in fondo uguali a se stesse. Ma cosa vi spinge ogni giorno a continuare? Cosa vorreste ottenere ancora? O forse sei veramente stanco come dici nel disco?

Per mia fortuna o sfortuna che si voglia considerare, non ho firmato per nessuna major e non ho vincoli con nessuno, per cui posso ritenermi veramente libero di dire ciò che penso senza paura. Questo penso sia uno dei punti di forza dei Klasse Kriminale. Ricevere ogni giorno mail, lettere incontrare ragazzi ai concerti... questo mi spinge a continuare. Credo di aver già ottenuto abbastanza, ma non per questo posso dire di sentirmi stanco, o almeno non stanco del Punk.

"Strength & Unity" è il titolo del vostro ultimo album. Ed anche Garry Johnson, che da profano non conoscevo e che ha scritto il testo che voi avete musicato in "Land of hope & glory", elencava tra le ragioni del suo essere skin il sentirsi parte di un movimento. Ma forza ed unità sono quello che vedi o quello che vorresti?

Sicuramente è quello che vorrei!

Forza & unità mi sono passate davanti centinaia di volte, si sono concretizzate, le ho potute toccare, per poi sfuggirmi dalle mani e ritornare ancora. Ho incontrato molti amici e ne ho visti altrettanto sparire e cadere in questa vita piena di ipocrisia e di falsità. "Strength & Unity" è un album che con semplicità e concretezza va alle origini, alle radici, ai bisogni del movimento Punk. "Strength & Unity" non è un disco di nostalgia, ma sottolinea che il Punk è fuori dagli standard della società e non si deve adattare ai codici di questo sistema. Punk significa fare, reagire, fare come pare a noi!

"Dov'è finito il punk?". Il punk assimilato oramai nella cultura popolare e svuotato di qualsivoglia carica eversiva. Il punk come genere musicale modaiolo, ridotto a prodotto per tredicenni alle prese con le prime cotte. È finita male? O secondo te basta fregarsene e tirar dritto?

Il Punk è ancora vivo. Se fossi stato a Brescia con me a vedere gli Adicts te ne saresti reso conto. Non è stato un concerto per nostalgici, infatti c'erano ragazzi e ragazze di 18 e 20 anni con creste e chiodi pronti a pogare. Venivano da tutta Italia: Trieste, Bari, Perugia, Genova... Erano liberi, avevano pochi soldi in tasca, hanno mangiato e dormito in strada ed erano li per vedere le loro bands e per stare insieme. Purtroppo i mass media e gli addetti ai lavori hanno avuto l'interesse a pompare quel certo tipo di punk, integrato perfettamente in questa società, a cui accenni tu nella domanda. Il vero Punk esiste, invece, anche se alle stesse persone sopracitate fa comodo dire che sia morto. L'esigenza di oggi come di ieri e creare dei riferimenti forti, dei punti fermi e di incontro. Solo così si potrà avere Forza, Unità e un futuro per il real Punk in questo No Future dominante.

Avete dedicato anche un brano ("Ace Boon Jamming") al Blue Paradise di Osaka. Raccontaci un po' come è venuta fuori la cosa.

Grazie a una compilazione giapponese che mi regalò Roddy Moreno, dove apparivano i suoi Oppressed, una sera entrai nel magico mondo di internet e in pochi secondi ero già in Giappone. Pochi minuti dopo trovai un volantino del Ace Boon Jamming Festival che mi affascinò. I giorni seguenti mi misi in contatto con Tomiko, la ragazza che aveva curato la grafica di quel volantino. Da lì iniziammo a scriverci. Pochi mesi dopo mi trovavo a Osaka dove oltre a lei conobbi anche Hide, il ragazzo con il quale gestisce il negozio Blue Paradise. Fu proprio insieme a loro che andai a vedere la seconda edizione dell'Ace Boon Jamming Festival dove pochi mesi dopo suonai con i Klasse Kriminale. L'anno scorso è uscito un nostro Best Of in Giappone la cui copertina è stata disegnata dalla stessa Tomiko. Ultimamente mi sono ancora affidato a lei per realizzare la grafica del nuovo singolo "Oi! The Resurrection" diviso con la Oi! band londinese di Garry Bushell The Gonads.

E cosa mi dici della cover di Bob Marley?

Era l'autunno del 2002 quando mi trovavo in macchina con Emanuela. Nello stereo suonava "Johnny Was" versione Stiff Little Fingers. Lei iniziò a parlarmi del suo amore per Marley e da lì il passo a raggiungere "Redemption Song" fu veramente breve. Decidemmo che l'avrebbe cantata durante il prossimo Live. Ciò avvenne il 18/10/02 all'Usine di Ginevra in occasione del Festival Antiraciste Rude Boys Unity.

Chi sono per voi i kids?

Ragazzi come noi, i ragazzi come tu & me! Sono i ragazzi di cui canto in "Ribelli", "Skinhead", "Daniele".

Dove protremo vedervi dal vivo nel prossimo futuro?
Per quel che riguarda l'estero abbiamo già diverse date segnate: un mini tour in Germania tra il 24 e il 27 Ottobre (in cui parteciperemo al Linden Punk Festival di Potsdam con Exploited, Discipline, Daily Terror, Loikaemie, etc) e stiamo per chiudere alcuni concerti in Svezia, Spagna e Francia.

Riguardo a ciò che concerne l'Italia, anche se abbiamo già diverse richieste, abbiamo deciso di adottare una politica differente rispetto agli ultimi anni. Basta suonare davanti a gente che non sa cosa sta ascoltando! Faremo piuttosto come già facevamo negli anni '80: pochi concerti ma buoni, nel senso che ci direzioneremo solo dove sentiremo che il real Punk esiste ed è ancora più vivo che mai. Penso che non mancherà il Magazino 47 di Brescia, l'Asilo Politico di Salerno e la Sardegna dove non abbiamo mai suonato.

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