Almandino Quite De Luxe - Mail, 15-05-2007 Intervista

19/07/2007 di

(Almandino Quite De Luxe - Foto da internet)

Veloci e violenti, un piede da noi e tutto il resto a Detroit. Questi gli Almandino Quite Deluxe, un duo che può rappresentare un modo "diverso" di suonare garage in Italia. Il loro ultimo "Violent Potato" (Wallace/Bar La Muerte) è stato prodotto da sua eccellenza Jim Diamond (Dirtbombs) e i tour all'estero quasi non si contano più. E non crediate che dietro quelle maschere si nascondano dei ragazzi timidi, per niente, manco un pelo sulla lingua. Leggere per credere.



Come è nato "Violent Potato", il nuovo album registrato a Detroit?
Istintivamente, come tutto ciò che facciamo, suonando senza troppi fronzoli ciò che già vomitiamo dal vivo. Abbiamo registrato e mixato l’album da Jim Diamond dei Dirtbombs al Ghetto Recorders di Detroit; ha ascoltato una demo con alcuni pezzi registrati da noi su 4 tracce, e ne abbiamo ricevuto una risposta “invitante”. Contattammo Jim proprio perchè, dopo aver mangiato pacchi di dischi prodotti da lui, conoscevamo il suo suono ed era proprio quello che cercavamo per questo lavoro. Tutti i brani sono rigorosamente registrati in analogico, in presa diretta e senza nessuna sovraincisione, per rispettarne sound e feeling... mancavano solo i costumi! Siamo molto contenti che sia uscito per Wallace e Bar La Muerte, due etichette gestite da persone che abbiamo sempre rispettato.

A proposito, soddisfatti del vostro concerto nella motor city dello scorso novembre?
Uh, sì, gran bella serata. Gente simpatica, tanta birra e nessun belli-capelli.

A che età il vostro primo disco di Jon Spencer/Pussy Galore/Royal Trux?
Quanti anni avevi la prima volta che ti sei masturbato?

Nel vostro ultimo tour europeo siete stati a Londra, Berlino, Amsterdam e Parigi, raccontateci qualche curiosità...
Beh, di cose ne son successe tante, tanti incontri, altrettanti sono i posti visti, quelli che continuiamo a scoprire e quelli di cui conserviamo bei ricordi. Però le cose migliori ce le teniamo per noi. Quello che in genere amiamo di alcuni paesi, a nord, è una certa genuinità nel partecipare alla vita musicale: d’altronde la maggior parte dei nostri concerti li facciamo proprio all’estero.

Cosa avete imparato suonando in giro con incensati gruppi garage-noise come Hospitals ed Ex-Models?

Che non bisogna mai mischiare grandi quantità di caffè, cabernet, birra economica e rhum. Anche che, se si sente di continuo puzza, la scoreggia non l’ha fatta per forza il cane.

Il chitarrone western alla Morricone vi ha mai intrigato?
Non ci dispiace, non ne andiamo nemmeno particolarmente ghiotti. Più che altro, non ci piacciono i film western, roba da machisti.

Dal vivo suonate mascherati, non morite dal caldo?
A volte, ma nulla di insopportabile. E visto che siamo modaioli, il nostro set di costumi comprende pre-à-porter estivo e quello invernale.

Siete fanatici del vintage fino alle valvole?
Vintage fino alle valvole e valvole fino alla vulva. Di sicuro l’amplificazione a transistor non comparirà mai sul nostro palco. Effettivamente gli strumenti che suoniamo li abbiamo in quanto scelti accuratamente e non perchè ci sono capitati casualmente. Poi, comunque, non usiamo solo roba vintage, ma anche bondage.

La scena dei garage italiana vi piace?
Se per scena intendi un circoletto di amici che suonano lo stesso genere, sfoggiano il completo del perfetto rocker, autarchia e salotto beh, non ci interessa e non vogliamo far parte di nessuna scena, tanto meno quella. Non ci pare nemmeno di esser un gruppo prettamente garage pur avendone alcune sonorità. Certi puristi dello stile rabbrividirebbero se noi ci definissimo tali. E a ragione, del resto: a noi piace la genuinità e la ruvidezza degli albori del blues e dell’ultra-noise giapponese... e poi come le vedrebbero tali puristi le nostre partecipazioni ai "LadyFests" (festival DIY di musica e arte a scopo non profit incentrato sulla promozione della creatività femminile) ai live contest in sostegno dei movimenti gay-lesbo o animalisti? Comunque, perchè no, ci sono gruppi di quel giro che ci piacciono ed altri no. Più che altro a volte ci pare di sentire delle cover band e dopo un po’ capita di sbadigliare. Questo poi vale anche per molti altri stili, sia chiaro.

Come si sta a Bologna?
Domanda semplice, risposta complessa. La prima volta che ci si incontra al bar ne parliamo.

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