Comaneci - Mail, 20-08-2007 Intervista

03/10/2007 di

(Comaneci - Foto da internet)

Breve chiacchierata telematica con i Comaneci, attualmente impegnati con la promozione del loro primo disco, “Volcano”, uscito per la Disaster By Choice. E a quanto pare anche con una bella terapia di gruppo, in cui si sostengono a vicenda, grazie alla musica. Prendetela con la giusta dose di ironia, e vediamo se riusciamo a saperne qualcosa in più, di questi tre giovanissimi di Ravenna.



Il nome, prima di tutto. Nadia Comaneci è una ginnasta leggendaria, che ha raggiunto il 10, la perfezione. Perché proprio lei come musa ispiratrice? Per avere come obiettivo l’agilità (a livello musicale) o, appunto, il raggiungimento della perfezione?
In realtà il nostro sogno era quello di diventare dei famosi ginnasti, ma per questioni fisiche nessuno dei tre ce l’ha fatta!

Ci piaceva molto l’idea di qualcosa di minuto e allo stesso tempo intenso. Non è certo la perfezione legata a Nadia Comaneci che ci ha affascinati ma la ricerca questa sua forza sorprendente ed emotivamente coinvolgente.

Siamo curiosi di sapere chi sono i Comaneci: come nascono, da dove vengono, dove vogliono arrivare.
Ci siamo incontrati 4 anni fa, Ravenna è una piccola città, ci si conosce… Tutti e tre già suonavamo, anche se in contesti molto diversi.

Lo scopo dell’unione è stato principalmente terapeutico, la nostra analista ha trovato analogie molto forti sia a livello sintomatico che di interessi e ha avviato questa terapia di gruppo… i Comaneci appunto.

Da due EP autoprodotti, eccoci al disco vero. Com’è andata la registrazione e, soprattutto, che tipo di riscontri/soddisfazioni state ricevendo da “Volcano”?
La registrazione l’abbiamo fatta nel salotto di un nostro caro amico, Marco Parollo, che ci aveva già registrato i pezzi per i nostri EP. Volevamo mantenere una dimensione intima e quasi casalinga, del resto le prove le facciamo in cucina… E’ stato come avere uno studio in casa, quindi per noi l’ideale! Siamo molto contenti del risultato e i riscontri sono molto buoni!!

Qualcuno di voi fa il grafico o viene da quell’ambiente? La cura del disco, e anche i disegni degli EP, sono piuttosto originali, per non parlare dei deliziosi personaggi che animano il sito…
No nessuno di noi fa il grafico! Ma ci piace pensare alla nostra grafica Comaneci! Per il primo EP abbiamo coinvolto un artista di Ravenna, Filippo Farneti, che nella notte lasciava in giro per la città dei post it con i suoi disegni… la cosa ci piaceva moltissimo e gli abbiamo chiesto di prestarci un paio di disegni per la copertina. Il secondo EP è quello cucito con due bottoncini che sembrano occhi… e gli occhi c’erano anche nello specchietto del primo EP…ma questi sono proprio deliri! Comunque volevamo utilizzare il cucito e qualcosa di tattile per la copertina. I disegni di “Volcano” sono nati dalle menti dei fumettisti Maicol e Mirco, dal nulla e senza che sapessero del disco, ci siamo ritrovati nella buca delle lettere i loro disegni. Poi per mantenere l’idea del cucito abbiamo chiesto a Lucia e Pamela, due nostre amiche che hanno creato anche una loro marca di vestiti, di farci delle bustine di stoffa per quando vendiamo i cd dal vivo. Ci fanno anche delle splendide magliette.

Vi ritrovate nella definizione “folk post rock psichedelico”? Voi come la definireste la vostra musica?
Mah…non siamo tanto bravi con nomi e definizioni. C’è chi ci ha definiti punk, chi country chi musicisti da camera. Diciamo che facciamo musica essenziale ed istintiva, un approccio fondamentale per ottenere dei buoni risultati durante le sedute. Non manca certo una riflessione sul materiale improvvisativo, ma solo in un secondo momento e sotto la supervisione della dottoressa... non fateci domande troppo serie per favore!

Avete partecipato alla colonna sonora di “Provincia Meccanica” e, a quanto pare, sta crescendo il numero di gruppi indie che viene scelto per produzioni cinematografiche (vd. I Les Fauves, o gli Elle, attualmente impegnati con delle produzioni presentate a Venezia). Voi come siete arrivati a questa collaborazione? Com’è vedere una scena con un proprio pezzo di sottofondo?
Il film è stato casuale. Andrea lavorava sul set e scarrozzando in giro i vari Stefani ha messo su il nostro EP in macchina e così… Siamo stati contentissimi e vedere le immagini al cinema con sotto i nostri pezzi è stata un’emozione. Eravamo lì al cinema tutti e tre in fila, quasi ci mettevamo a piangere!

E come siete arrivati alla Disaster By Choice, che ha pubblicato fino ad ora lavori di gruppi dediti all’elettronica e affini?
In realtà è la Distaster By Choice che è arrivata a noi. Ci siamo incontrati al Tago Fest un anno fa e Salvo (il proprietario dell’etichetta, NdR) era così entusiasta che ci ha proposto di fare un disco con lui, a noi piaceva molto il nome e così è successo. Abbiamo iniziato con una collaborazione, che ancora continua, con Fooltribe. Tiziano/Bob Corn ci ha sempre sostenuti tantissimo permettendoci di suonare molto e di incontrare persone meravigliose.

Che cosa avete in cantiere: un tour invernale? Altri pettegolezzi?
Sarebbe interessante un tour negli States, è in programma già da un po’. Non siamo in grado di autofinanziarci, dunque ci stiamo impegnando nella ricerca di uno sponsor. Crediamo molto nella possibilità di un aiuto da parte di alcune case farmacutiche e con questa speranza abbiamo chiamato uno degli ultimi pezzi “Pharmacy”.

E da grandi cosa vorreste fare? Continuare con la musica?
Bhe se la terapia funziona potremmo anche smettere di suonare…

Ma la Comaneci lo sa che vi chiamate come lei?
Assolutamente no. Abbiamo paura che ci denunci… però c’è una bustina pronta per lei, per quando troveremo il coraggio…

Tra gli amici del vostro Myspace avete Flaming Lips e Le man avec les lunettes. Chi sono, per voi, altri punti di riferimento musicali? Per intenderci… con cosa siete cresciuti?
Ascoltiamo tutti e tre generi molto vari ed è proprio dalle nostre diversità che nasce un progetto comune. La nostra curiosità non ha mai fine e ci condizioniamo molto. Probabilmente stiamo ancora crescendo e di fatto ci sentiamo ancora all’inizio.

Commenti (1)

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