D'Arcangelo - Mail, 20-09-2007 Intervista

17/10/2007 di

(i D'Arcangelo - Foto da internet)

Sono usciti da poco con "Eksel", nuovamente pubblicati dalla Rephlex di Aphex Twin. Sono sempre stati considerati un gruppo importante: dalle prime produzioni negli anni '90 - quando la scena house romana incominciava a farsi sentire - all'ultima deriva IDM. I fratelli D'Arcangelo sono un punto di riferimento fondamentale per la scena elettronica italiana. Simone Caronno li ha intervistati.



Innanzitutto, una domanda obbligatoria: che effetto fa essere pubblicati dall'etichetta di un personaggio chiave per gli ultimi 20 anni di musica come Richard D. James (Aphex Twin, NdR)?
Ci sentiamo molto obbligati nei confronti di entrambi i personaggi dietro alla Rephlex. Ne siamo orgogliosi ma in maniera molto (ma molto) personale, ci danno sempre la spinta per continuare a sviluppare nuove idee, che esse siano retroattive in termini musicali o completamente nuove.

Fate un genere in cui, oltre alla musica, sembra essere molto importante l'utilizzo di campionature "particolari". I Matmos con le liposuzioni, Venetian Snares con i suoi rapporti sessuali, Matthew Herbert con il cibo. Che ne pensate?
In questo genere di musica sperimentare queste manipolazioni sonore è importante, anche noi passiamo molto tempo nel ricercare ‘suoni nuovi’ e devo dire che lo sviluppo di suoni generati o estratti da fonti sonore ‘non convenzionali’ risulta spesso una scelta vincente, anche se il tutto deve poi essere gestito in maniera convincente e produttiva. In poche parole… non basta registrare un coito interrotto e sbatterlo in un brano per dimostrare di essere interessanti o anche divertenti. Oltretutto è già stato fatto proprio dal lui in persona parecchio tempo fa...

Per la vostra crescita artistica è stato più importante l'ascolto dei Plaid o dei Penguin Cafè Orchestra?
Nessuno dei 2, per noi è stato e rimane importante l’ascolto globale del movimento di musica elettronica con tutte le sue sfumature. Come tutti, siamo stati e siamo tutt’oggi influenzati da alcuni artisti, senza dubbio. Ma abbiamo sempre cercato di ‘originalizzare’ il tutto, dare insomma quell’impronta un pò personale che altri non hanno, invece di realizzare dischi clonati. Sia chiaro che il movimento IDM ha delle caratteristiche e sonorità particolari che possono far pensare che le idee in questo campo siano oramai esaurite, ma c’e sempre del buono in questo enorme calderone.

Le release IDM di artisti emergenti più interessanti che ho ascoltato negli ultimi anni sono pubblicate su net label. C’è spazio per nuovi artisti anche nell'ambito delle etichette tradizionali?
Pensiamo di si, anche se sappiamo bene che lo spazio si restringe sempre di più, ma solo perche è cambiato il modo di ascoltare la musica in generale. Non possiamo nascondere che l’avvento della diffusione in rete della musica in formato MP3 ha portato una crisi di vendite che ha daneggiato moltissimo le etichette ‘minori’ o indipendenti. Sembra un discorso retorico ma è così. Per esperienza sappiamo benissimo che la distribuzione gioca un enorme ruolo, e comunque deve essere supportata da un buon network di diffusione e pubblicità, il che a livello nazionale (ma questo anche all’estero) è sempre meno presente. C’è pero’ il rovescio della medaglia, la rete oggi da possibilità migliori per farsi conoscere e farsi ascoltare. Inutile citare la fonte che tutti conosciamo. Dobbiamo dire che anche noi siamo molto sorpresi da questo network che un po’ tutti avvicina, poi, dipende da come lo si usa. Infatti ci crediamo così tanto che speriamo di poter dare vita alla nostra Engine quanto prima e ridare un po’ di linfa vinilica ai migliori adepti...

La scena di Roma: meglio nel 1991 o nel 2007 ?
Sono 2 scene diverse. La scena romana primi anni 90 era una scena galvanizzata dall’evento techno e house, era una nuova fonte di divertimento e, allo stesso tempo, grazie alla tecnologia musicale sempre più alla portata di molti (noi per primi), c’era la possibilità di essere protagonisti, vuoi come DJ o produttori. Oggi non è diverso, è solo piu’ saturo il mercato e diciamo pure che manca un po’ di qualità nell’ascoltare. Cioè, vediamo che il mercato musicale è oramai ridotto a scatole di formaggini di colore e sapore diverso, di tutto un po’, pubblicita’ idiote che spingono all’ascolto di ‘frazioni’ di suono lunghe pochi secondi da inserire nel tuo cellulare. Manca la cultura dell’ascolto con allegata un po’ di Cultura, ovviamente con le eccezioni del caso.

I compositori "matematici" - alla Stockhausen, per intenderci - che effetto vi fanno?
Forse invidia? Menti geniali come quelle che hanno ideato la musica in linguaggio C, ma avete mai dato un’occhiata ad un testo da compilare in Csound? Cio’ che ne viene fuori è semplicemente incredibile. Noi, ad esempio, non riusciamo ad avere un simile talento nel programmare, a confronto il nostro modo convenzionale di creare musica elettronica puo’ risultare ‘obsoleto’. Geni!

Come lavorate in studio ?
Ognuno di noi due lavora per sè, poi si trasferisce il tutto via internet (non viviamo nella stessa città) e si discute. Ognuno modifica il pezzo dell’altro, è un po’ come eseguire un perenne remix di un altro artista, all’incirca è cosi…

Il disco più brutto che avete comprato?
Un nostro disco sotto mentite spoglie...

Hardware o software? Analogico o digitale?
L’eterna domanda... Entrambi, forse, noi, oggi, usiamo più software che hardware per molti motivi. Ma l’hardware ha la sua importanza e speriamo quanto prima di poter tornare ad eseguire qualche brano in analogico assoluto (qualche sessione esiste già ma non è ancora tempo di parlarne).

Chi balla i vostri dischi?
Ci piace pensare che la nostra musica sia di piu’ ascoltata che ballata, ma riteniamo che il nostro ascoltatore abituale abbia capelli un po’ sbandati, occhiali rotondi e tante penne nel taschino...

Farete mai uno split con D'Angelo?
Chi dei 2? Lorenzo D’Angelo (Lori D) o Michael Eugene Archer (D’Angelo)? Entrambi benvenuti per uno split record, di sicuro. Almeno che tu non dica Nino...

Birra o vino ?
Vodka al melone

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