Cani Sciorri - Mail, 21-02-2009 Intervista

23/02/2009 di

Se l'anno scorso sono emersi i Dead Elephant, ora la "tranquilla" - dicono - scena cuneese butta fuori un altro trio noise'n'roll, i Cani Sciorri. Il loro "Parte IV" è un concentrato di rock cattivo, violenza HC e ascolti eterogenei. Mario Panzeri li ha intervistati, ci raccontano della loro Provincia Granda, di Torino, di festival autoprodotti e di scazzottate in cascina.



Ed ecco un altro indemoniato trio dalla lontana, fredda ma sempre più affascinante "Provincia Granda": signori e signori, da Fossano (Cuneo) i Cani Sciorri...
Fossano è una città piuttosto morta ed è forse per questo che ha generato così tanti gruppi aggressivi. Oltre a noi ricordiamo i Dead Elephant ed i Treehorn, ed il bello è che siamo tutti amici, ci si trova a fare cene o scambiarci gli strumenti, ed è stato proprio il cantante dei Dead Elephant ha metterci in contatto. Ma un'altra caratteristica che ha permesso la nascita del suono di tutti noi è un garage di un caro amico, Marco Giaccardi alias Giakko, che costruisce, ripara e modifica chitarre e bassi con il preziosissimo aiuto del genio di Giulio, suo vicino di casa ed esperto di vecchi amplificatori valvolari con cui prova nuove soluzioni o ricerca il suono crudo degli Anni Settanta. Ora questo garage si è evoluto e l'esposizione di tutti gli articoli vintage recuperati da Marco negli anni è in vendita presso il "Diapason", a Manta di Saluzzo (CN), dove veramente si trova della roba da urlo! Non voglio fargli della bieca pubblicità, ma è un posto fondamentale per la nostra zona.

"Parte IV", il vostro secondo album, ha una copertina che ricorda le scazzottate di "Fight Club" ma con la regia di Ciprì e Maresco: mi pare rappresenti bene il suono dei Cani, tra selvaggio ma strutturato noise americano e un pizzico di autoironia molto italiana: siete d'accordo?
È un'idea che avevamo in testa da tempo, ne abbiamo parlato con un nostro amico fotografo, Davide Gallizio, che ha trasformato la cascina di Giakko in un vero e proprio set pieno di luci, flash, cavalletti e via... Un frigo pieno di birra, sigarette e tanti scatti mentre ci pestavamo veramente. Da lì è nata la copertina.

A proposito di autoironia: "Gnu Metal", terza canzone del disco, mi sembra una parodia molto potente di certe cose mosh Anni Ottanta della Grande Mela (tipo gli Anthrax, se qualcuno se li ricorda): mi sbaglio?
Direi più Metallica, ma senza i pantaloni attillati. Uno Gnu incazzato che rincorre i leoni per eiaculargli addosso, il tutto con un bel sottofondo metal.

"Free Rock" invece si apre con un rullata troppo "Bonzo" Bonham per non essere un omaggio ai Led Zeppelin (e nello svilupparsi del pezzo esce allo scoperto un tessuto sanguinolento molto Black Sabbath)... Proprio questa ibridazione tra stili rende a mio avviso molto intrigante il vostro album...
Guarda, ci fa piacere che dici questo... Grande! Ascoltiamo di tutto, dall'hardcore alla techno, e quel pezzo l'abbiamo fatto nel nostro periodo seventies. Sì, sì... 'sto disco suona proprio rock!

Devo comunque dire che, rispetto all'esordio, "Flat", mi sembra che abbiate perso il vostro tiro garage: ne guadagnate in compressione e coesione ritmica... Scelta voluta o casuale?
Siamo cresciuti e suoniamo quello che ci piglia bene nel momento in cui lo scriviamo, e si evolverà così sempre! Tra noi magari qualcuno vuole i cori alla Queen e mille sovra-incisioni di chitarra e allora si sperimenta e si vede quel che ne esce fuori, il tutto nel modo più istintivo possibile. In "Flat" registravamo i pezzi come li facevamo dal vivo: vorremmo invece arrivare al punto di registrare in studio il disco, pieno di sfumature e colori e arrivare dal vivo con i nostri amplificatori giganteschi e rompere il culo.

Domanda da un milione di dollari: vedete una certa attinenza tra l'hardcore piemontese degli Anni Ottanta e voi? Lasciando perdere riferimenti sociali e politici, vi sentite pur lontanamente parte del movimento o siete dei Cani Sciolti... Insomma, più Refused (dal Sistema) o più Fucked Up?
La scena degli Anni Ottanta ci appartiene per ascolti musicali e per i racconti di gente che quella scena l'ha vissuta in pieno… Di tutto questo molto ci è rimasto nella testa e ha fatto sì che diventassimo quello che siamo adesso. Non saprei dove inserirci, credo che il nome aiuti: Cani Sciorri è come dire sciolti, direi che siamo sia Refused che Fucked Up… Istintivi anche in questo!

Parlateci della vostra attività live: mi pare di capire che sia stata fino ad ora molto prolifica. Si suona per Cuneo e dintorni? Esiste ancora "Le Macabre" (locale storico di Bra, ospitò i primi concerti dei CCCP, dei Massimo Volume, dei Marlene Kuntz, dei Subsonica, NdR)?
Le Macabre è morto! Ed i suoi ultimi anni gli ha passati quasi in coma vegetativo. D'estate c'è il festival Nuvolari a Cuneo, ma le programmazioni peggiorano di anno in anno, o meglio, non propongono musica che può interessare a gente come noi. Per suonare da queste parti è sempre un delirio, i locali vivono per le cover-band, "o suoni Vasco e Ligabue o fuori dal mio locale..." Qualche posto c'è, ma stanno perdendo parecchio, non sapremmo spiegare il perché, i gruppi ci sono e sono tutti molto validi, ma mancano davvero i posti dove potersi esprimere. Pensa che per poter suonare ci siamo inventati un festival, l'OkFest. E' andato molto bene, la prossima edizione si terrà a giugno ad Alba.

Torino, musicalmente parlando, è uno dei tesori nascosti della nostra sonnacchiosa Penisola: che rapporto avete con la scena cittadina? Confermate che c'è vita una volta spente le mille luci del mondo elettronico e disco?
Torino è strana, la viviamo come un paese dei balocchi. In mezz'ora di auto si arriva nel centro, si fa festa e poi si ritorna nella calma provincia, ci piace così… A livello musicale esistono parecchi gruppi, ma soprattutto ci sono molte persone che stimiamo e che in qualche modo ci hanno aiutato… Ultimamente però Torino appare piuttosto spenta, non ci sono grosse novità, se pensi che vent'anni fa alcuni gruppi torinesi spaccavano anche negli Stati Uniti… E poi a differenza di quegli anni non c'è più unione tra i gruppi, anzi a volte si percepisce anche rivalità… E questo non aiuta certo a ricreare una scena…

Spostiamo l'argomento sul business: "Parte IV" esce in un bel vinile rosso sangue stampato in 500 copie. Così, giusto per sondare un po' il mercato del noise'n'roll italiano e dare qualche consiglio ai gruppi esordienti, tira ancora il vinile? Sinceramente, per realtà piccole come la vostra ha ancora un senso investire sul supporto fisico?
Che il vinile tiri o non tiri non ci fotte proprio un cazzo. Volevamo stampare il nostro e così è stato: il vinile tornerà a breve, è il CD che ha fallito… E poi parlando per logiche di mercato il vinile non puoi masterizzarlo. Ai gruppi esordienti consigliamo di suonare e stampare la loro musica come vogliono, anche su musicassetta.

Qual'è il gruppo italiano che vi ha impressionato ultimamente dal vivo?
Beh, senza ombra di dubbio gli Zu… E ancora i Treehorn, i Fuh, e i Io Monade Stanca… E tutti gli altri della nostra tranquilla provincia.

Commenti (3)

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  • Marco Verdi 23/02/2009 ore 22:31 @unanota

    grandissimi.

  • elzevira 26/02/2009 ore 09:57 @elzevira

    dead elephant

  • elzevira 26/02/2009 ore 09:58 @elzevira

    dead elephant :)

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