Turi - Mail, 27-08-2007 Intervista

20/09/2007 di

(Turi - Foto da internet)

A luglio è uscito per Universal, "Colpa Delle Donne", il nuovo disco di Turi. Un album dedicato - facile capirlo - al gentil sesso. Francesco Cremonese lo ha intervistato. Si parla di donne ma anche di figli, di politica, della sua storia personale e di una scena Hip Hip italiana che non ce la farà mai.



Con questo disco, "Colpa Delle Donne", scansi totalmente i clichè dell´hip hop (italiano e non) e dell´Italia, cibandoti proprio dei loro luoghi comuni e rivomitandoceli addosso con la tranquillità e l´ironia tipica di chi, se ha dei problemi, pensa a risolverli invece che a disperarsi. Come fai ad essere sempre così positivo? Buddismo o presa bene genetica?
La seconda che hai detto! Ho ereditato questa presa bene genetica da mio padre che è calabrese. Cerco di dare il giusto peso alle situazioni che mi capitano nella vita, evitando di piangermi addosso, ma cercando di affrontare il tutto con serenita' e col sorriso sulla bocca. Ovviamente tutto questo si riflette anche nella mia musica. Attualmente la maggior parte dei gruppi hip hop italiani cerca in tutti i modi di millantare cattiveria e di intesire il tutto inutilmente. Io invece, preferisco andare sul concreto applicando la mia particolare ironia e dicendo le cose come stanno. Non sopporto chi mi parla di fame nel mondo e poi ha il maggiordomo a casa che puntualmente ogni giorno gli serve lo champagne...

Come credi cambierà (e come sta cambiando) la tua vita dopo quest´album? Donne a volontà come il caviale per i boss, o ne hai già avuto abbastanza di lesbiche e suore?
Non cambierà un bel niente. Oramai sono anni che faccio dischi e ho imparato a stare con i piedi per terra. Faccio la mia musica, mi diverto e in qualche modo ci campo anche, mi basta questo. Come si dice in Calabria: male che vada un piatto di pasta e patate ce l'ho sempre garantito...

E come cambierà la vita di chi ascolterà il tuo disco?
Di sicuro la vita non ti cambia, ma se hai un minimo di sensibilità musicale ti accorgi che è un disco spontaneo e non costruito. Un disco partorito da un musicista che non sa manco leggere il pentagramma ma che usa come arma nient'altro che la genuinità, che ultimamente nell’hip hop italiano sta andando lentamente a scemare. Un disco che per quanto ironico e "comico" possa apparire, parla di vita vissuta... la vita di un trentenne precario senza posto fisso e senza certezze sentimentali. Poi, se passi la vita nei club ogni sera a fare il piacione con le tipe sentendoti un 50 Cent della tua zona, beh, allora non comprare "Colpa Delle Donne"...

Quali sono gli "insegnamenti" che il tuo album può dare a un giovane uomo e a una giovane donna?
Di essere se stessi, di non indossare maschere per raggiungere i proprio obiettivi nella vita. Alle donne di non fingere orgasmi, e agli uomini di non pensare alle loro nonne morte per durare di più durante un amplesso...

Ti sposerai mai?
Magari! È il mio sogno! Ma è dura credimi... Sto ancora alla ricerca della mia vera anima gemella. A proposito, hai un’amica da presentarmi?

Ora parliamo un po´ di te e della tua storia. Chi sei tu e chi è Turi?
Turi era un timido ragazzo nato alle pendici dell'Aspromonte, in una zona denominata "a rischio" (la piana di Gioia Tauro) a causa delle perenni faide locali. All'età di 15 anni mi son trasferito con la famiglia a Viterbo. Ho iniziato a bazzicare le jam romane nel 93-94 e da lì ho cominciato a farmi il nome musicalmente a colpi di rime. La verità, anche se banale a dirla, è che sono sempre stato me stesso sia fuori che sopra un palco. Vedo un sacco di miei colleghi che nel privato sono delle bravissime persone mentre su un palco fanno i millantatori di cattiveria… Sta cosa non mi e' mai piaciuta. Tutti con il famoso "keep it real" sulla bocca ma poi in realtà non sanno neanche che significa...

Come ti sei avvicinato all´hip hop?
Ascoltavo hip hop già all'età di 13 anni. Ho delle cugine americane che quasi ogni hanno sbarcavano nel mio paesiello calabro e mi regalavano cassettine devastanti con dentro della gran musica, Ll Cool J, Public Enemy, Run DMC… All'età di 15 anni ho avuto i miei primi piatti e ho iniziato a fare il dj. Un anno dopo ho rimediato un campionatore e ho iniziato produrre basi e a scrivere rime in inglese emulando tremendamente i miei miti dell'epoca. Poi grazie a dischi come la “Rapadopa” di dj Gruff ho iniziato con le rime in italiano...

Da lì in poi ho abbandonato gli sport, ho buttato la gelatina per i capelli nel cesso, ho iniziato a vestire largo, e mi sono ammazzato di canne e freestyle tutto il giorno. Nel 96 la gente si è accorta di me grazie a un demo "Turi e Compari - Tre picciotti con una fava"...il resto lo trovi nella mia biografia… heheheh

Come si possono avvicinare le nuove generazioni all´hip hop, senza che si perdano solamente tra la moda e l´estetica da b-boy, molto in voga da un po´ di anni a questa parte, facendo invece costruir loro qualcosa di proprio, di nuovo, di creativo e originale? Qualcosa che dica qualcosa... e non che ripeta all´infinito un loop di banalità...
Domanda da un miliardo di dollari... Guarda, secondo me dipende dalla tua personalità. Dipende dalla tua capacità di vedere le cose. Va bene ispirarsi, ma arrivati a un certo punto l'abbandono dei cliché deve essere automatico... La nuova generazione si perde nei gadget dell'hip hop e tralascia molto spesso il nocciolo della questione: dire cose sensate, con stile, ma sensate. Cazzo, adesso i gruppi italiani pensano prima a farsi le magliette e poi a chiudersi in studio o a casa a fare musica... dimmi tu, come faccio a non ridere?

Nel rap, per te è più importante la tecnica o il messaggio?
Mandare un messaggio con una buona dose di tecnica, ma senza esagerare. La tecnica la puoi applicare per farti notare, quando sei agli esordi. Ma secondo me a lungo andare stufi la gente.

Se voglio drogarmi di giochi di parole che hanno un senso, vado a teatro a vedermi il grande Bergonzoni...

La politica, intesa come idea e pratica, conta qualcosa per te?
La politica "pratica" conta per me e come! Ma solo quella "pratica"! Non mi interessano bandiere, simboli e ringo boys vari... In molti cercano di creare gruppi di aggregazione atti a "cambiare il mondo" ma poi in realtà non stanno manco bene con loro stessi e fanno solo danni...

Cosa insegneresti di fondamentale a un tuo ipotetico figlio?
Figliolo, fai valere sempre le tue idee, anche se in certi momenti verrai considerato impopolare. E, cosa più importante, rispetta la tua famiglia, anche perché sarò io figlio mio a venirti a prendere la prima volta in questura quando ti beccheranno a 16 anni con una tavoletta di fumo in tasca...

E se non gli piacesse la tua musica? Cosa faresti?
No problem. Non e' un dramma. Mio figlio sarà di tutt'altra generazione, è normale che mi riderà in faccia quando ascolterà la mia musica...

Il suono di quest´album è molto curato, e si sente un´attenzione particolare alla morbidezza e al calore dei suoni. Hai usato outboard vintage o è bastata l´attitudine funk?
Ho mixato questo disco con apparecchiature vintage e mi son divertito ad usare queste macchine d'epoca con un suono decisamente caldo. Il Minimoog ad esempio, oppure il Prophet 5...

Ti porti dietro qualcuno di questi gioiellini durante i tuoi live?
Purtroppo no, e la causa sono i bassi budget... anche se devo dir la verità, la formula live hip hop classica non mi dispiace. D'altronde ci si distingue dagli altri generi anche per questo, l'mc e il dj...

Hip hop in Italia: ce la stiamo facendo o non ce la faremo mai?
Non ci svilupperemo mai. Troppi caproni che seguono le tendenze che provengono d'oltreoceano, troppe case discografiche con persone incompetenti senza background musicale, ma soprattutto troppa gente che fa rap e poca gente che lo ascolta. Non è una situazione delle più rosee, ma in fondo chi se ne fotte...

Un nome di un musicista italiano che vorresti fosse già sulla bocca di tutti? A parte il tuo...
Non lo so, guarda, è una domanda da un milione di dollari. Ci sono molti artisti bravi in Italia, ma sinceramente gente che mi fa impazzire a livelli maniacali non ce n'è.

Qualche novità riguardo Motown Italia (nuova label per la musica soul italiana, NdR)? Come e cosa si sta muovendo?
So soltanto che a settembre dovrebbe iniziare il progetto con un mixtape ufficiale dove parteciperò io più altri artisti in scuderia, come Fabri Fibra per esempio.

Ci sono tuoi nuovi progetti in vista?
Si, uno street-album in autunno, dove farò un sacco di pezzi in calabro americano, e dove ci saranno un bel po´ di ospiti. Stavolta i toni saranno più inaspriti e non si parlerà dell'universo femminile.

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