24 Grana - Mail, 31-01-2008 Intervista

13/02/2008 di

(I 24 Grana - Foto da internet)

Il 30 gennaio è uscito "Ghostwriters" il nuovo album dei 24 Grana. Sono passati più di 4 anni dal loro precedente "Underpop" e 10 dal primo concerto. Tanta l'esperienza sulle spalle. Molte le cose da dire. Elisa Orlandotti ha intervistato Francesco Di Bella.



Francesco! 4 anni... quattro anni... ma che caspita avete fatto in tutto questo tempo???
Abbiamo suonato tantissimo in giro e, come già sai, siamo arrivati fino in Giappone! L'esperienza è stata entusiasmante! Tokyo è una città disciplinatamente folle e l'accoglienza è stata molto positiva. Contiamo di tornarci, infatti, se sarà possibile.

Misurarci con un circuito più grande di quello nazionale ci fatto venire il desiderio di comporre un disco che non sfigurasse in nessuna parte della terra in cui sarà possibile andare a suonare e far conoscere la nostra musica.

Da subito abbiamo avuto chiaro il progetto, ma realizzarlo non è stato semplice e ha richiesto molto tempo: dovevamo pensare alla scelta del sound, al produttore artistico, alla sala di incisione, al modo di far arrivare quanto più chiaramente possibile dei messaggi.

A tal proposito ho visto che avete corredato il disco con un libretto contenente i testi di Ghostwriters e alcuni fumetti che li illustrano. La firma dei disegni è quella di Roberto Amoroso (colui che ha disegnato le cover di “Tecnicolor dreams” degli ...A toys orchestra e de “Il movimento necessario” dei Murièl).
Con Roberto Amoroso abbiamo lavorato spalla a spalla influenzandoci a vicenda. Il lavoro per la graphic novel è iniziato quasi due anni fa e la consideriamo una parte importante del disco. Vedo in questo artwork la possibilità di dare a chi ci segue qualche input in più per la comprensione dei testi e del mio stile di scrittura: ogni canzone può essere letta in mille modi, ma gli indizi e i riferimenti che forniamo nel libretto servono per dare all'ascoltatore un tracciato sicuro per l'interpretazione. Va preso come un viaggio possibile che ognuno vive attraverso le proprie sensazioni.

Vi abbiamo lasciati con un disco solare, “Underpop”, dalla copertina arancione e dai ritmi della felicità, vi ritroviamo con un disco la cui cover è bianca con disegni grigio-azzurri ed il contenuto dimesso. Cos'è successo?
E' vero! Gli ultimi due album sono molto differenti tra loro! Il fatto è che “Ghostwriters” racconta una stagione diversa da “Underpop”; non è successo niente di particolarmente grave, ma forse avvertiamo che la pressione aumenta sempre più ed il cielo scende sempre più in basso.

Però, se noti, abbiamo dato a “Ghostwriters” un lieto fine, come avevamo già fatto per i nostri dischi più cupi: “Sbaglio 'e parole” è nata mentra stavo giocando con la mia tastiera, avevo selezionato il suono dell'harpsichord e strimpellavo “Golden Brown” degli Stranglers; ad un certo punto ho iniziato a cantare qualcosa per prendere in giro la mia ragazza che era lì accanto a me, forse era incazzata per qualcosa. Mi sono reso conto all'improvviso che era una canzone, senza aver mai avuto bisogno di comporla su un foglio.

Raccontaci come è stato registrato il nuovo disco: il comunicato che lo accompagna narra di una trasferta a Roma.
Abbiamo trascorso un periodo di isolamento sulle verdi montagne dell'Irpinia, a Bisaccia, in un castello del '200, dove ha abitato anche Torquato Tasso. Siamo stati in questo posto per un mese cercando di assorbire quel clima da lupi.

Quando, in autunno, siamo arrivati a Roma per registrare, abbiamo trovato un'atmosfera divertente e creativa, circondati da amici e sostenitori.

Ho visto che le collaborazioni in questo “Ghostwriters” non mancano! Com'è andata con Marina Rei, Riccardo Senigallia, Filippo Gatti, Max Gagliardi e Claudio Martinez?
E' stato naturale coinvolgere Filippo, Riccardo e Marina nel clima che s'era creato durante le registrazioni: Filippo e Riccardo venivano spesso in sala e iniziavano curiose dissertazioni sul songwriting; sono stati i nostri più accesi supporters e ci hanno dato un sacco di energia!

Max Gagliardi (figlio del grande Peppino Gagliardi) è stato il nostro session man per i pianoforti e i rhodes, lui è stato bravissimo nel creare le atmosfere e poi essendo napoletano ci ha capito al volo. Claudio Martinez oltre ad essere un bravissimo artista e fotografo, è anche un ottimo bluesman; così gli abbiamo chiesto di suonare l'armonica in "Accireme".

L'incontro con Daniele Sinigallia è stato decisivo per la definizione del sound ed è stato lui a rendere possibili alcune cose che avevamo in mente; io lo trovo geniale!

Come mai il titolo “Ghostwriters”? Cosa significa esattamente?
“Ghostwriters” sono gli scrittori fantasma, ma possono essere anche fantasmi che scrivono... i nostri fantasmi che scrivono! Oppure possono essere milioni di persone che non hanno voce...

Il pezzo “Avere una vita davanti” fa pensare che Lu cardillo avverta che è passata la giovinezza e debba trovare un modo di impiegare la maturità... o l'ha scritta Riccardo Sinigallia!?
Ci tenevamo a dire che abbiamo tutti una vita davanti e che questa, però, non è soltanto nostra in quanto le scelte che facciamo ricadono anche su altri. E' un testo contro l'egoismo e contro il male che, talvolta, si fa anche a sè stessi. La presenza di Riccardo la impreziosisce davvero.

Con “Carcere” sono almeno tre i pezzi che avete dedicato alla gattabuia; ricordo i precedenti “Patrie galere” (su "Live", 1998) e “Kanzone su un detenuto politico” (su "K-album", 2001). Come mai tanta fertilità sul tema?
I miei scritti, a volte, vogliono investigare nelle mie paure e su ciò che mi frena; sento molto questo tema.

I tre pezzi di cui parli sono di ispirazione molto diversa tra di loro, sia dal punto di vista dell'impianto musicale sia, letterariamente, per il tipo di soggetto narrante. “Patrie galere” era il mio carcere personale, la mia censura. “Kanzone su un detenuto politico” è stata scritta per solidarietà verso un innocente in cella. “Carcere” è una ballata criminale, una murder ballad, che trae ispirazione da modelli come le produzioni di Nick Cave e Johnny Cash; quest'ultimo brano non c'è più possibilità di giudizio, c'è soltanto una gelida descrizione.

Lo scorso anno i 24 Grana hanno compiuto 10 anni. Come avete festeggiato?
...noi non abbiamo festeggiato! sai... per scaramanzia...

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