Una canzone per ogni giorno dell'anno, la sfida di Marco Ardemagni Intervista

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05/07/2016 di

Marco Ardemagni è un conduttore radiofonico sin dal 1986. Nel 1999, all’interno della rubrica “Le cento domande del secolo” nel programma Caterpillar, su Rai Radio2, gli venne l’idea di trovare una canzone per ogni singolo giorno dell’anno, che contenesse nel titolo o nel testo una data specifica, o che in qualche modo si potesse risalire a essa. Da lì, nasce il blog "One Song a Day – Una canzone al giorno", con l’obiettivo di completare l’intero calendario, grazie anche al contributo di tanti appassionati che hanno segnalato diverse canzoni, meritando la citazione sullo stesso blog.
L’impresa è originale quanto mastodontica: 365 giorni da scovare in un panorama musicale enorme, e non importa se il pezzo sia in italiano o in inglese, se sia famosissimo (penso immediatamente a “29 settembre” di Battisti) o sconosciuto, quel che conta è che vada a riempire un’esatta casella sul calendario (anche se, come riportato sul blog, ci sono casi aperti in cui non è facile stabilire se il giorno citato nel brano sia proprio uno piuttosto che un altro).
La prima cosa che si fa, aprendo la pagina, è controllare quali siano le canzoni che parlano dei tuoi giorni importanti: il compleanno, l’inizio o la fine di qualcosa, una ricorrenza particolare, quando magari avevi sempre pensato che non c’era: io ne ho trovate addirittura due che si chiamano proprio come il giorno in cui sono nata, e fino a ieri non ne avevo idea. Approcciandosi al blog si inizia quindi un percorso mosso da curiosità, si scoprono cose nuove, si apprezza uno spirito di ricerca davvero certosino.
Per capire meglio com’è nato e come andrà avanti questo progetto, abbiamo fatto qualche domanda ad Ardemagni.



So che il progetto è partito molti anni fa, nel 1999, all’interno del programma radiofonico Caterpillar. Com’è nata l’idea? Dove hai preso lo spunto per iniziare questa immensa ricerca?
Vorrei innanzitutto tranquillizzare gli ascoltatori di Radio2: non abbiamo lavorato per diciassette anni di seguito a questo progetto. C'è stato uno spunto iniziale nel 1999 a partire da poche canzoni come "29 settembre" di Mogol-Battisti, ma il primo vero attacco alla vetta è stato nel 2004 quando abbiamo lanciato un appello agli ascoltatori perché ci mandassero le loro segnalazioni. In poche settimane siamo riusciti a superare la metà dei 366 giorni dell'anno. Poi il materiale è rimasto per anni in un mio cassetto con poche aggiunte sporadiche, finché quest'anno non l'ho di nuovo tirato fuori prima sulla mia pagina Facebook e quindi sul blog.

Quali sono le regole che ti sei dato?
La data deve essere espressa in maniera inequivocabile nel titolo o nel testo. Può essere anche implicita: se De Gregori canta “tra due giorni è Natale”, questa canzone funziona perfettamente per il 23 dicembre e "Luglio" di Riccardo del Turco, contenendo la frase “è luglio da tre giorni”, può venire collocata al 3 luglio. Invece la bellissima "Agosto" dei miei amici Perturbazione, non può essere utilizzata, perché non si riferisce a nessun particolare giorno di agosto. Altre date implicite possono essere ricavate studiando la storia: "Sunday Bloody Sunday" degli U2, si riferisce al 30 gennaio 1972, anche se il 30 gennaio non viene mai menzionato direttamente. Abbiamo però escluso le date mobili come Pasqua o l'inizio delle stagioni perché cambiano ogni anno. E abbiamo anche escluso i brani di qualche musicista che ha fatto brani per coprire tutto l'anno: troppo facile. Volevamo solo canzoni che ci aiutassero “involontariamente”.

Qual è la canzone più assurda che hai trovato? Ce n’è qualcuna cantata in qualche lingua bizzarra? Raccontami qualche curiosità.
Ci sono brani incredibili: il primo che mi viene in mente è "December 9th", cantata in giapponese da Lily che non è una cantante in carne e ossa, ma un “vocaloid” della Sony. Ma anche "11 de marzo": la traccia che apre l'album "Armamente" della band spagnola degli Habeas Corpus e che è costituita da un minuto di puro silenzio in ricordo delle vittime degli attentati dell'11 marzo 2004 a Madrid. Le lingue più presenti sono l'italiano, l'inglese e lo spagnolo, ma c'è anche il francese, il tedesco, il turco, il giapponese, il tibetano, il milanese, il sardo e il napoletano. C'è il pop, il rock, c'è il reggae, la musica indie, c'è il rap, c'è l'hip-hop, ci sono i cantautori, ci sono le canzoni politiche di sinistra, di destra e anarchiche, ci sono le canzoni per bambini. Tra queste "I ragazzi della Senna", sigla del cartoon "Il tulipano nero", che contiene un incredibile errore storico: forse per ragioni metriche colloca al 4 luglio la Presa della Bastiglia che avvenuta in realtà il 14 luglio 1789. Ma le canzoni “storiche” con errori di datazione sono diverse.



Mi dici qualcosa di più sui casi aperti?
Il caso che mi ha fatto più impazzire è "1940", una canzone di De Gregori. Il testo dice che “l'uomo coi baffi l'altro ieri è arrivato a Parigi”. Si tratta ovviamente di Hitler, ma intanto dobbiamo capire se l'autore intendeva in senso lato “l'esercito nazista” oppure strettamente il Führer. In questo secondo caso ci sono dei filmati storici incredibili sull'arrivo quasi in incognito di Hitler all'alba in una Parigi semideserta: lui non c'era mai stato e ne rimase molto impressionato, pur essendoci rimasto solo poche ore. Ma sulla data dell'evento gli storici si dividono tra il 23 e il 28 giugno e pertanto non sono riuscito a utilizzare questa canzone. Come vedi cerco di essere molto scrupoloso. Un altro cliente difficile è stato "Nuvolari", di Lucio Dalla, con il testo di Roberto Roversi: il poeta bolognese si era preso moltissime licenze poetiche nel ricostruire due episodi della carriera del pilota, ma in questo caso siamo riusciti a dipanare la matassa.

Secondo te, per quale motivo le persone visitano il tuo blog? Tu con quale obiettivo l’hai creato?
La gente lo visita per curiosità, magari per vedere quale canzone è legata al proprio compleanno o a quello di qualche amico o parente. È un po' come leggere l'oroscopo, ma in meglio: perché poi la musica, e in qualche caso la storia, rende tutto ancora più interessante. Da parte mia c'era anche la sfida di completare un album di figurine.

Ci sono molte persone che hanno contribuito alla ricerca: secondo te, cosa li spinge a partecipare?
Soprattutto l'idea di contribuire a un'opera collettiva: è come editare una pagina di Wikipedia (o, se vuoi, come donare qualche euro in una campagna di crowdfunding). In questo caso aggiungici anche una parte di gioco.

C’è qualche giorno dell’anno che è rimasto scoperto? E credi che si arriverà a coprirli tutti?
Ormai li abbiamo coperti tutti. La sfida ora è soprattutto migliorare la grafica, approfondire i testi, e trovare almeno un video per ogni giorno. E poi ci saranno i nuovi arrivi da inserire. Canzoni con date ne scrivono tutti i giorni.



Pensi che potrebbero nascere progetti paralleli a questa ricerca, tipo creazione di playlist, iniziative a esso legate, eventi musicali ispirati a questo ricchissimo database?
Sì, sicuramente la playlist sarà il prossimo passo e chissà: forse sarà il caso di fare anche qualcosa di cartaceo.

Ci sono nuovi progetti simili all’orizzonte?
Il prossimo progetto sarà sui luoghi geografici. Cercheremo canzoni che citino i capoluoghi di provincia italiani, che sono in tutto 110. Però dato che alcune province, come Pesaro-Urbino, hanno doppio o triplo capoluogo, si superano le 120 città. Ovviamente Roma, Napoli, Milano, Torino, Genova sono facilissime da trovare. Ma Rieti? E Vibo Valentia? Grazie a Calcutta abbiamo già riempito Frosinone, Fossati menziona Alessandria, Carmen Consoli cita Catania, Vasco parla di Modena, Francesco Guccini racconta di un gaucho di Sondrio o Varese, e il coro di vibrante protesta cantato da De Andrè va “da Palermo ad Aosta”, mentre il solito De Gregori tocca, tra gli altri luoghi, Pisa e a Latina. Insomma qualcosina abbiamo già messo da parte. Volendo impegnarsi si può provare a non limitarsi ai capoluoghi di provincia e vedere quanti siano i comuni menzionati in una canzone. Visto che in Italia i comuni sono 7.999 potremmo non finire mai, nonostante i continui e doverosi accorpamenti dei comuni più piccoli (il picco fu nel 1921 quando si toccò i 9.195).

Tag: intervista radio

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