Fedez: la mia prima intervista da venduto, 21-11-2011 Intervista

21/11/2011 di

Fedez si è venduto. O almeno questo secondo la percezione di molti nel momento in cui l'artista ha firmato un contratto con Tanta Roba. Il rapper campione di click – e anche di date sold out nel tour insieme a Gué Pequeno – prende i commenti alla lettera e pubblica a fine mese "Il Mio Primo Disco da Venduto". Ovviamente in free download. Qui dà a Enrico Piazza qualche anticipazione sull'album, sul futuro del rap e su quello del Paese.



Come mai hai deciso di diventare un "venduto"?
Ironizzo perché, nel rap soprattutto, c'è una mentalità abbastanza ristretta, per cui quando uno firma con una casa discografica e inizia ad avere un minimo di successo – o comunque a emergere un po' – gli si dà del commerciale. Sono polemiche vecchissime, ormai morte. Ecco, prendo un po' in giro questo modo di pensare, che fortunatamente si sta anche un po' perdendo.

E giustamente pubblichi un disco da "venduto" in free download.
Sì, è appunto un gesto paradossale, un disco da venduto in free download è chiaramente un controsenso. Ho deciso di permettere il download gratuito proprio perché cerco di mantenere un rapporto forte con il mio pubblico, dato che comunque, se ho avuto l'opportunità di lavorare con un budget, e di fare della mia musica il mio lavoro, è solo grazie alla gente che mi segue. Quindi questo album preferisco regalarlo, al massimo proverò a vendere il prossimo.

Com'è nato il rapporto con Tanta Roba?
È nato tutto con "Penisola Che Non C'è", ho iniziato a collaborare con Dj Harsh, che è diventato il mio tour manager, e da lì è nata una collaborazione musicale a tutto tondo: abbiamo fatto insieme "Tutto il Contrario Remixtape" - contenente dei remix inediti dei brani di "Penisola Che Non C'È" - ho conosciuto Gué Pequeno ed è nato un rapporto di amicizia e di lavoro. Tanta Roba la vivo in prima persona insomma, l'hanno fondata Harsh e Gué ma mi sono messo un po' in mezzo anch'io dall'inizio, e ho preferito firmare con loro rispetto ad altri perché mi garantiscono una libertà totale nelle scelte artistiche.

Avevi proposte anche da parte di major?
Sì sì, assolutamente. Ma ho scelto di "vendermi" a Tanta Roba (Ride, NdR).

Cecchetto ha detto che scommette su di te. Tu – su di te – ci scommetti?
Ho conosciuto Claudio Cecchetto , sono andato in studio da lui perché voleva incontrarmi, e abbiamo scambiato quattro chiacchiere. Secondo lui fra una decina d'anni riempirò gli stadi. Io mi sono limitato a toccarmi per scaramanzia (Ride, NdR). Sinceramente non mi aspetto mai niente, per cui qualsiasi cosa arriva, anche la più piccola, è sempre una soddisfazione.

Comunque sei uno di quelli che macinano più click, e sei riuscito a crearti un buon seguito. Tra l'altro anche mettendoci dei contenuti, e non solo un'immagine.
Tendo a dire quello che penso, se una cosa mi fa girare i coglioni lo faccio presente senza farmi problemi. In "Penisola Che Non C'è" ero molto incazzato con il sistema politico, ma tutto quello che avevo da dire sull'argomento è racchiuso in quel disco, non sono certo un esperto di politica. "Il Mio Primo Disco da Venduto" mantiene una vena critica, ma è molto più incentrato sul sociale che sulla politica, dato che sul secondo argomento avevo già detto la mia in "Penisola", e ripetersi diventa noioso.

Ma per te cos'è la politica? Sei uno che in qualche modo – anche solo tramite i testi o i post sui social network - stimola a reagire. Esiste anche una parte attiva?
Guarda, io sono cresciuto nei centri sociali, nello specifico al Kantiere (storico centro sociale milanese, NdR). Ho collaborato con loro e ho preso parte alle varie manifestazioni. Ho anche seguito per un periodo – poi ho dovuto lasciare per portare avanti la mia carriera artistica – Piero Ricca, un contestatore che conosceva molto bene le carte giudiziarie e andava a raccontare tutte le vicissitudini giudiziarie dei politici. La politica in Italia, per me, è una cosa sporca, ma più vado avanti più mi rendo conto che la soluzione non può essere solo scendere in piazza e spaccare tutto, non è così che si risolvono le cose. Al momento sinceramente non so neanche se si possono risolvere.

Ma quindi anche nei tuoi testi hai abbandonato in parte la politica perché non ci credi più?
No, assolutamente, le mie idee sono sempre quelle, semplicemente nel nuovo album mi sono incentrato più sugli aspetti sociali di questa Italia, sulla mentalità dell'italiano medio, la Bella Vita, i Reality Show. Prima di cambiare il sistema, credo si debba cambiare la morale. Io non ho mai pensato che Berlusconi fosse la causa di tutto: Berlusconi era la conseguenza, incarnava l'Italiano e lo rappresentava pienamente. Per cui Berlusconi in questo album non è citato nemmeno una volta. Si parla in generale dell'Italia, e poi è un disco comunque molto vario: c'è il pezzo sul sociale, quello sull'amore, quello più introspettivo. È molto ampio come raggio, non segue una linea dritta.

Come hai lavorato al nuovo disco?
Sono stato seguito nella registrazione da Don Joe, mi è dovuto stare dietro per un mese intero poveretto (Ride, NdR). Ho anche scelto una serie di collaborazioni, nell'album è presente un po' tutta la scena attuale: Club Dogo, Marracash, Entics, Two Fingerz e un sacco di altri ancora. Come sonorità è molto vario: c'è l'elettronica, c'è il rap classico e c'è anche un pezzo punk rock con J-Ax. Tra l'altro ho promesso ad Ax di dire a tutti che non è stato lui a obbligarmi a farlo, ma è stata una mia idea (Ride, NdR). Scherzi a parte mi andava anche di fare un pezzo con sonorità punk, e l'ho fatto.

Cosa ti ha ispirato dal punto di vista degli ascolti?
Ultimamente sto ascoltando un sacco l'album dei LMFAO, molto party ed elettronico. Mi piace molto Skrillex, e poi considera che storicamente io vengo dal punk. Ascolto un po' di tutto, quello che capita e che mi piace.

E a livello di contenuti cosa ti ha ispirato?
Qualsiasi cosa, non mi sono messo a tavolino a studiare qualcosa di specifico. Parlo di quello che vedo oggi: c'è un pezzo sul consumismo sfrenato, diventato quasi un malattia, un altro su un ragazzo che smette di studiare per partecipare a un reality show perché l'Italia di oggi fa pensare che offra più possibilità il "Grande Fratello" rispetto a una carriera universitaria. Mi faccio ispirare da fatti di ogni genere.

Dicevi prima che dopo l'album in free download ne arriverà uno in vendita...
Sì, anche se ancora non so dire nulla a riguardo perché devo ancora iniziare a lavorarci, al momento cominciamo a pensare a quello che uscirà a breve.

Beh, però il prossimo potrebbe essere il tuo primo album in vendita.
Ma ti assicuro che "Il Mio Primo Disco da Venduto" ha tutte le caratteristiche di un album "vero" e avrebbe potuto tranquillamente essere messo in vendita, tanto che molti addetti ai lavori – sentendolo – si sono mangiati le mani, dato che si tratta di un prodotto che potrebbe essere messo in commercio senza problemi.

Tu comunque ti sei sempre mosso attraverso il web, come strumento di comunicazione e promozione. In un certo senso, in un mercato in cui dischi fisici se ne vendono sempre meno, al momento sembra che tu non ci abbia nemmeno provato. Cosa può significare per te fare un album oggi e cosa rappresenta la Rete?
Il web è il futuro, è andato a uccidere tutti i vecchi mezzi di comunicazione, e io sono l'esempio lampante di come un ragazzo può emergere e riuscire a farsi notare nell'ambiente musicale esclusivamente con i propri mezzi. Ho imparato io stesso a girare i video e ho prodotto un disco con un budget di 500 euro. Ovvio che così non lo si fa per vendere dischi, ma solamente per una soddisfazione personale e poi si può sempre vedere come si evolve la cosa. Se si vogliono i soldi subito, però, conviene pensare a un altro lavoro.

Se a livello politico la democrazia non esiste più, potrebbe essere il web una nuova forma di democrazia?
Sicuramente lo è, ma va comunque preso tutto con le pinze, perché Internet è un vero e proprie mondo: offre informazioni giuste e informazioni sbagliate, poi sta al fruitore andare a vedere e capire cosa è vero e cosa no.

Partendo dal web sei arrivato a fare un sacco di date in giro, e ad avere davanti un pubblico in carne e ossa.
Quello che cerchiamo di fare è proprio di smuovere un po' i ragazzi, che spesso sono troppo fermi su Internet, appiccicati ai loro PC, ma sto vendendo in generale che tour come il nostro – o ad esempio quello di Marracash – stanno andando molto bene, per cui il pienone non c'è solamente su Internet.

Quindi vedi un buon futuro?
Sono convinto che il rap sia effettivamente il futuro, perché per fare rap non ti serve niente e ti permette di esprimerti e sognare. È in qualche modo la musica popolare di oggi.

Se Cecchetto punta su di te, tu su chi punti?
Per adesso punto su di me, non mi posso ancora permettere di puntare sugli altri (Ride, Ndr)

Commenti (1)

  • Faustiko Murizzi 02/12/2011 ore 14:53 @faustiko

    "rima di cambiare il sistema, credo si debba cambiare la morale". Sembra ovvio, ma detto da un rapper acquista un significato diverso... :-)

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