Daniele Silvestri - Milano, 02-07-1999 Intervista

02/07/1999 di Marco 'Joe' Giovannelli

Il 2 Luglio a Milano s'è tenuto il concerto di Daniele Silvestri, nell'ambito della festa di Liberazione. Dopo il concerto ho avuto l'occasione di spendere 2 parole con Silvestri, e questo ne è il resoconto. Un ringraziamento particolare va a Mario Zappa (che ha reso possibile l'incontro) e al Frangi, microfonista d'eccezione (nel senso che è stata un'eccezione che abbia fatto il microfonista, non lo farà più, promesso...)



Rockit: Ciao Daniele. Iniziamo a parlare di "Sig. Dapatas". Rispetto a "Il dado", un album indubbiamente "logorroico" (infatti è costituito da ben 2 CD) quest'ultimo è molto più coinciso, sembra anche molto più ragionato, meditato...

Silvestri: Tu dirai "perchè?"... Un po' l'hai già detto te, nel senso che è proprio il fatto di aver toccato qualsiasi cosa mi andava di toccare nel "dado", pure troppo, perché c'ho messo qualsiasi cosa mi passava per la mente (e sono felicissimo di aver fatto così), che poi è un disco molto logorroico, del resto io lo sono anche nella vita e ora te ne accorgerai (!). Quello rispecchia molto di più l'istinto, mentre quest'ultimo invece è un tentativo di mettere dell'ordine, quindi di fare delle scelte, e la scelta principale è stata proprio quella di cercare di mettere meno cose invece che di più, sono andato proprio a togliere. Ho tolto canzoni, infatti ce n'erano almeno 3 in più che potevano essere in questo disco e che non ho messo per ragionamenti miei, di cercare una via, certo non una via continua perché i miei dischi come senti sono sempre un po' saltellanti, però un' unità l'ho cercata, almeno nella mia testa...

Rockit: comunque nel periodo intercorso tra "il dado" e "Sig. Dapatas" hai avuto l'opportunità di collaborare o scrivere canzoni anche per altri artisti (Gazzè, Mannoia, Tiro Mancino, Rocco Papaleo). Magari tutto questo ti ha un po' influenzato...

Silvestri: in verità questo disco è stato proprio voluto in questo modo, volevo che ogni pezzo al suo interno fosse il più fluido possibile all'ascolto. Infatti all'interno di ogni singola canzone, a differenza dei dischi precedenti, non c'è mai il bisogno di stupire con "effetti speciali", dove ti aspetti quello mettere l'opposto, come regola. Qui no, qui spesso proprio quello che ti aspetti è proprio quello che voglio che arrivi. Adesso, con questo disco; poi sicuramente avendo fatto ora questo, mi andrà un domani di fare l'opposto'altro. Per adesso la vena non si è ancora prosciugata, poi magari in un futuro succederà, è possibile, è capitato a tanti migliori di me, quindi succederà anche a me...

Rockit: beh, io ho molto apprezzato "Il dado", ma quando ho preso tra le mani "Sig. Dapatas" mi son detto "ma come, il Silvestri mi fa solo 10 canzoni?!?"...

Silvestri: è anche un po' polemica come scelta se devo essere molto sincero. Questo non l'ho detto mai da nessuna parte (esclusiva per Rockit! NdJOE). Polemica nel senso che trovo in un certo senso che è un po' sprecato fare dischi in questo modo, ma non solo in Italia. Nel nostro mercato sicuramente è così, ma non per colpa del mercato, ma secondo me per colpa delle case discografiche, del costo dei CD... Diciamo che io mi sto orientando verso una cosa che non so se accadrà, ma che è quella di ricominciare a fare i singoli, ma non quelli promozionali, dico proprio il concetto di andare in studio per registrare 3, 4 canzoni, farle uscire, tre mesi dopo farne altre, con un altro tipo di ottica. E poi ad un certo punto fare un qualcosa che sia proprio un disco "concetto", un "concept album"... Ecco, il disco per com'è, soprattutto se penso al "Dado", io lo sento un po' come buttato via, in un certo senso... che poi la vita che vuoi dare a quel disco è talmente inferiore a quella che vorresti tu... scrivi 19 canzoni e poi riesci a malapena a farne sentire 3, e questo mi ha fatto un po' riflettere... comunque con "Sig. Dapatas" è stata più una scelta artistica che altro.

Rockit: E progetti di dischi live?

Silvestri: Quello è abbastanza probabile che succeda, non so se come prossimo disco...

Rockit: ...a me poi sono sempre piaciuti molto i live, anche per l'opportunità di ascoltare nuovi arrangiamenti delle canzoni. Ad esempio, "l'uomo col megafono" ha acquistato molto con il coro fatto dal pubblico, con la sua partecipazione...

Silvestri: sì, ma dovrebbero farlo ancora di più! E se poi ti capiterà di venire a qualche concerto fra un mesetto o due sarà ancora tutto "più diverso". Mi piacerebbe comunque fare un live. Lo stiamo già facendo ogni tanto di fermare su nastri però mi piacerebbe seriamente farlo per un disco live. Credo però che sia ancora presto per decidere, perché dipende da tante cose...però probabilmente lo faremo...

Rockit: Bene! Ora passiamo ad altro. RockIt è una fanzine per così dire telematica. La sua nascita e la sua diffuzione è dovuta a Internet. Ecco, tu cosa pensi di Internet, delle possibilità che dà anche in ambito musicale? Lo usi, sei un navigatore? E che rapporto hai anche col sito che ti riguarda...

Silvestri: beh internet è "inevitabile" e anche pericoloso... io poi sono uno di quelli che se si infilano in un mondo del genere non ne escono più... infatti anche economicamente (grazie Telecom! NdJOE) ne risento. Però è un bel viaggio insomma. Come tante cose bisogna saperlo usare, perché non c'è nessuno che ti insegna, non tanto la tecnica, quella è facile, ma per saperlo usare intendo non esserne vittime passive ma usare la sua interattività vera, non farsi dominare da immagini e informazioni ma essere operativi, instaurare delle comunicazioni perchè ecco che allora diventa una porta sul mondo. Poi ci sono anche un paio di siti che mi riguardano che sono utilissimi anche a me. Io addirittura ho usato il sito per chiedere delle cose... ho chiesto ad esempio un opinione sulla possibilità o meno di andare a SanRemo, ho chiesto consigli sul nome da dare al disco... e queste cose mi piacciono molto, sono davvero utili.

Rockit: chiudiamo parlando dell' mp3. Questo nuovo standard per la diffusione della musica sta un po' cambiando le regole del mercato...

Silvestri: questo è un futuro possibile, anzi forse è il più plausibile, quello di vendere la musica su Internet. Anche se a me il disco come oggetto in sè piace... però tanto a me piaceva in realtà quello in vinile, già il CD non è più quello. Forse a questo punto è meglio non pensarci neanche più di tanto, oppure lo fai magari solo per i collezionisti, però per il resto pensi ad un altro modo di diffondere la musica... ma la vera ricchezza di chi fa il mio lavoro non è tanto guardare quanto vende un disco, ma quanto la tua musica è ascoltata... nel senso che io non è che sia favorevole alla pirateria, ma, in un certo senso, la capisco, non mi sento di condannarla, perché c'è comunque una responsabilità che è nel costo dei CD, obbiettivamente sproporzionato: non ci può essere nessun ragionamento che mi spiega perché costa così tanto o che mi possa convincere che non sarebbe comunque un vantaggio per tutti se costasse meno. Se costassero meno della metà i CD venderebbero più del doppio, è proprio elementare, nessun altro ragionamento ha più senso. Invece siamo al suicidio collettivo, raccimoliamo le briciole... Quindi l'mpeg3 è un possibile futuro. Ma al di là del formato, che poi magari sarà un altro ancora, l'idea di vendere, proporre la mia musica su Internet non mi dispiace, è chiaro che è tutto da inventare, anche il modo di tutelarla, che poi è il problema più grosso. Io comunque sono convinto che sia sempre un bene diffonderla la musica, poi si trovano altri modi per ricavarne il necessario per vivere...

Rockit: grazie Daniele, ti lasciamo andare a riposare.

Silvestri: grazie a voi, ciao.

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