Musica Per Bambini - Milano, 04-11-2008 Intervista

16/11/2008 di

Avere a che fare con Musica Per Bambini non è facile, della lunga conversazione fatta da Nicola Bonardi con Manuel (deus ex machina del progetto) Diego, Mirko e Manzo (che curano la parte visuale degli spettacoli) e Gianluca Giusti (di Trovarobato) è stato arduo estrapolare un discorso di senso compiuto. Infravita, metafore informatiche, girelle, peccati capitali e sostanze stupefacenti. Ci parlano dell'ultimo "Dio Contro Diavolo", uno dei dischi più strambi e al tempo stesso sorprendenti del 2008. Si ringrazia Daniele Lanzara per il supporto tecnico.



Cos'è Musica per Bambini?
Manuel: Intendi musicalmente o tutto il resto, tutta la roba che ci facciamo attorno?

Tutto!
M: E' un progetto! Questa l'ho imparata! (risate NdA) E poi è un progetto di musica elettronica, dal momento che viene composta tramite un calcolatore elettronico. Diversamente dal solito però non è pensata per far ballare o per fare da sottofondo alla degustazione di cocktail, il suo scopo è principalmente quello di costruire dei mondi...

Raccontaci come avviene la composizione dei brani: in vari momenti dei vostri dischi si ha quasi l'impressione che le canzoni nascano secondo il metodo tradizionale per poi essere processati in maniera elettronica.
M: Anche, ma ci sono diversi metodi di lavorazione, diciamo che cerco di seguire strade sempre differenti.

E' un'operazione molto complessa?
M: Lunga più che altro, è un lavoraccio di editing e contro-editing, prendi, butta via tutto, fai, rifai, di mille cose ne tieni una sola e così via...

Quanto tempo ti ha preso la composizione di "Dio Contro Diavolo"?
M: Più di un anno. Tieni conto che un brano singolo mi occupa più di una settimana di lavoro intenso e tieni conto che è rimasto fuori un sacco di materiale, quindi gli anni potevano diventare due. Il fatto è che fare uscire un disco non è facile, quanto meno dal lato server, non tanto dal lato client...

Diego: Devi un po' incitarlo questo disco, "Dai esci!" (risate NdA)
M: Finchè non ho trovato qualcuno che lo pubblicasse ho continuato a comporre e così è diventato un'ora, due minuti e 3 secondi.

Ecco, come siete arrivati a Trovarobato?
M: Gli siamo stati consigliati da Simone Tempia, e se me lo concedi sfrutto l'occasione per salutarlo.

Fai pure…
M: Ciao Simone!

Tornando al disco…
M: Simone ci ha consigliati ad Andrea Sbaragli (l'attuale editore del progetto Musica Per Bambini, NdR), ma prima ha dovuto attraversare l'Amazzonia a piedi, Andrea a sua volta per arrivare a Trovarobato ha dovuto riattraversare l'Amazzonia perchè si era dimenticato come ci chiamassimo... no beh... per contiguità artistica?

Mirko: Adesso ci spieghi cosa vuol dire!

Gianluca: No, da un punto di vista logistico è andata veramente così: Sbaragli–Amazzonia, Amazzonia-Noi!

Lasciamo perdere…
M: Bene.

Manuel, tu conosci la musica? In senso teorico intendo... ti dirò la verità, ho fatto la stessa domanda a Gianluca prima e mi ha confessato che non l'ha mai capito... quindi te lo chiedo anche per lui.
M: Ehm, la conosco meglio della figa, quello è poco ma sicuro (risate NdA). Diciamo che a furia di smanettarci mi sono impratichito, quindi si, la conosco ma con i miei canoni. E' come quando si usa l'autotuner (programma che intona la voce automaticamente, NdR): a forza di tunare la mia voce ho capito quali erano gli errori e ho imparato... così con tutto il resto.

Diego: Beh dai, i processi compositivi li conosci bene!

M: Si, ma resto un autodidatta, so suonare la chitarra, ma la capacità compositiva viene dal continuo esercizio.

Musica Per Bambini mi ricorda una versione sotto acido o forse sotto anfetamine di trasmissioni televisive tipo "L'albero azzurro"...
D: Si, senza pedofili.

Manzo: Io ho litigato con uno dei presentatori una volta...

M: Comunque si, diciamo che Musica Per Bambini deriva dalla mia voglia di applicare termini e concetti buffi, generalmente non utilizzati nella musica, diciamo pop, alla musica elettronica.

E lo spettacolo?
M: Quello nasce perchè la musica elettronica dal vivo è orribile: non me ne frega niente di vedere un tizio che muove delle manopole. Quindi che si fa? Facciamo teatro! Anche perchè è quanto di più distante ci sia dalla musica elettronica. Se in questa, infatti, l'uomo tende a scomparire, viceversa nel teatro, e il nostro oltretutto è teatro povero, di strada, la presenza umana è basilare.

Cercate un cortocircuito, quindi...
M: Si, sono due situazioni che stridono bene, tra l'altro se nel disco la musica elettronica realizza concetti legati alla vita di tutti i giorni (grattuge, uova, farina), i nostri spettacoli non sono altro che metafore informatiche...

Ovvero?
M: Beh, tranne questo che esordisce stasera e ha il titolo del disco, gli altri due spettacoli, "Immacolata connessione" e "Ritorno all'infravita", sono sostanzialmente metafore di tutto ciò che è interfaccia tra uomo e macchina: l'infravita è a grandi linee internet e in esso si muovono questi strani personaggi, l'abitatore, il moderatore, il cacciatore (il cosiddetto newby), poi c'è il fanciullo che fa la parte dello spyware che apre mille pop-up! "Dio Contro Diavolo" è invece una sorta di prequel, è la genesi dell'infravita, quindi prima del computer.

D: Però, in effetti, non è così distante dall'infravita perchè c'è la diatriba Dio-Diavolo che non può che chiamare in causa l'uomo, il libero arbitrio, la scelta di superare i limiti, di progredire...

Cos'è la "Girella del guitto"? E' nominata in tutto il disco e compare anche sulla copertina.
M: La Girella del guitto è un aggeggio magico che porta una sfiga tremenda (in questo periodo ne abbiamo la prova), però imbrocca sempre e oltretutto ha un potere inestimabile. Nessuno ne ha mai parlato perché è una cosa molto massonica e non si è mai palesata: può essere rinvenuta ovunque, nella terra, nei ghiacci, nello sterco, sotto il mare. È una cosa tipo la ruota della fortuna che viene girata dai guitti, chi sono i guitti? Sono coloro che trovano la Girella del guitto! Tutti coloro che fanno girare una ruota per ottenere qualcosa sono guitti, quindi anche Mike Bongiorno a suo modo lo è e anche chi compra il nostro disco diventa un guitto! Se tu hai il disco vedrai che nel libretto ci sono alcuni aforismi, sono opera dei guitti che hanno trovato la girella nel passato. È una ruota che permette di evocare i sette profeti che raccontano delle parabole legate ai vizi capitali. Comunque sappi che la Girella del guitto ha previsto senza ombra di dubbio la vittoria del mondiali 2006 e altre cose assolutamente impronunciabili!

Le tematiche vengono scelte all'interno del gruppo, collettivamente?
D: L'album, quindi musica e parole, è di Manuel, fa tutto da solo al computer. Insieme immaginiamo ed estrapoliamo la parte visiva.

M: Comunque nello spettacolo vengono create delle prigioni che però sono legate ai sette vizi capitali per cui quella del goloso è il ristorante, quella dell'accidioso l'università, quella dell'invidioso l'ufficio, quella dell'iracondo lo stadio e via dicendo...

D: Sono luoghi di contenimento del peccato, luoghi che nella vita reale costringono e recludono persone che lì si legano a quel determinato vizio capitale.

M: Alla fine verrà creata una prigione senza mura, oltre i vizi capitali: quella è l'infravita, una prigione in cui le leggi umane non... tangono.

Mi: A volte polkano o walzerano (risate, NdA).

Un riferimento ai social network o a roba tipo Second Life?
D: Second Life ha qualcosa dell'infravita perchè tutto è permesso e la fisicità, il corpo, non esistono, quindi non esiste peccato, che altro non è che "un bisogno che si ammala".

M: Nell'infravita Dio e il Diavolo non hanno nessun potere, sono due individui qualsiasi. Nell'informatica, nel senza corpo, ovvero nel far vivere il pensiero per sempre, chiunque è come loro e quindi perdono la loro forza. Dio non ti può timorare e il Diavolo non ti può tentare...

Ti dico tre nomi: Caparezza, Elio e le Storie Tese, Uochi Tochi.
M: I secondi mi piacciono tanto. Gli altri due... boh!

Mz: Caparezza è un grande autore di testi, è bravo ma credo che l'indole iniziale sia totalmente diversa, anche per quanto riguarda i contenuti...

Pensavo a lui perchè crea dei concept e dal vivo, in qualche modo, fa molto teatro; Elio per mille motivi e i Uochi Tochi per il modo in cui basi e voci si coagulano...
Mi: In effetti non sei il primo che nomina i Uochi Tochi riferendosi a noi.

Il futuro della musica è il cabaret?
Mz: No, il futuro della musica è "musicherò" (risate, NdA).

M: Il futuro della musica è gratis.

D: D'accordissimo, a disposizione di tutti, è inevitabile e inutile opporsi.

M: Il fatto è che stiamo assistendo alla scomparsa del supporto, che è ciò che si è sempre pagato, non la musica, ma ciò su cui la si ascolta, senza il supporto la musica non può che essere gratis... a me dispiace pensare che non ci guadagnerò nulla, ma se in una società improvvisamente non c'è più bisogno di affilare i coltelli, non ci sarà più bisogno dell'arrotino, per quanto a lui possa dispiacere. Nella nostra società non c'è più bisogno di tutte le strutture che stanno attorno alla musica.

Questa situazione non sta portando ad un abbassamento della qualità?
D: Discutibile.

Mz: Sono d'accordo.

Mz: Può darsi.

(Qui si scatena un discorso praticamente impossibile da riportare, fatto di voci e opinioni che si accavallano, NdA)

Bertallot come ci è arrivato nel disco?
Mi: Se lo chiede anche lui!

Mz: In autostrada!

M: Gli era piaciuto molto "M_sica", il disco precedente, lo passava spesso a B-side, poi abbiamo collaborato per alcune sigle e jingle.

Il suo intervento fa molto ridere, sembra quasi un'auto-parodia.
M: Lui è uno molto autoironico, si presta a qualsiasi tipo di situazione è molto open-minded, tra l'altro con B-side sta facendo un lavoro di ricerca musicale impressionante. Nel disco, in "Morto vivo" fa la parte di un cittadino indignato perchè scopre che nel cimitero c'è un morto che però è ancora vivo e quindi occupa abusivamente la tomba: scrive a un giornale per denunciare la cosa e incolpa il direttore di connivenza in quanto quello stesso giornale ha pubblicato il necrologio che il morto-vivo ha fatto a sé stesso!

Voi fumate le canne... vero?
M: Io no.

Mz: Io no.

Mi: Noi andiamo di vino rosso.

Mz: C'è qualcuno che non ha risposto ma tanto non si vede nell'intervista!

M: Ciò che altera limita.

Commenti (11)

Carica commenti più vecchi
  • Virginia Liverani 18/11/2008 ore 13:25 @pollogiudeo

    "ciò che altera limita."

  • Nicola Bonardi 19/11/2008 ore 10:14 @nicko

    ipse dixit.

  • seymour 19/11/2008 ore 17:29 @seymour

    ciò che altera l'imita

  • Nicola Bonardi 23/11/2008 ore 22:59 @nicko

    [:

  • sand 06/12/2008 ore 14:45 @sand

    manuel è gianni rodari che si (stra)fa di acidi (metaforici, ovvio). [:

Aggiungi un commento:


ACCEDI CON:
facebook - oppure - fai login - oppure - registrati


LEGGI ANCHE:

Chiude negli Stati Uniti l’ultima fabbrica di compact disc