Dente - Milano, 12-02-2009 Intervista

15/02/2009

Lo scorso sabato, giorno di S. Valentino, è uscito "L'amore non è bello", lo ascolterete in esclusiva Rockit dal prossimo 25 febbraio. Un disco magnifico, ricco di temi nuovi, svolte stilistiche e, in sostanza, frutto di una maturazione artistica notevole. Fin da ora si mette in lizza tra i migliori del 2009. Abbiamo affidato l'intervista a cinque donne, certamente non estranee al mondo del giornalismo ma non così dentro a quello musicale; almeno non così tanto da perdere di vista il punto fondamentale che ormai troppi critici ignorano: le belle canzoni sono belle a prescindere, e non serve una laurea in Storia Della Musica per capirlo. Claudia, Stefania, Chiara, Natasha, Giada, Dente e una torta alle mele e cannella.



DENTE E LA MUSICA

Dente sei fantastico, bellissimo, altissimo, grandissimo, biondissimo, ma tua mamma lo sa che lavoro fai?
Ah ah si, lo sa, ormai si è arresa. Ha anche comprato delle riviste di musica. Ogni tanto mi dice di trovarmi un lavoro serio, ma credo che lo dirà sempre…

Disco nuovo che è uscito il giorno degli innamorati. Tra queste qual è la canzone a cui tieni di più?

La prima, sicuramente ("La presunta santità di Irene"). Un po' perché sono molto felice di come è venuta. Quando l'ho scritta me la immaginavo esattamente così com'è venuta. Questo ingresso, con i fiati… è uscita tutta come l'avevo in testa. Questa canzone l'ho presa come punto di partenza per realizzare tutto il disco. Cioè prima ho arrangiato questa canzone, poi da lì sono partito per arrangiare tutto il disco. Perché volevo suonasse tutto in quel modo, con quell'atmosfera. Che poi un pezzo così strumentale non lo avevo mai fatto e nel disco stesso non ci sono tante parti strumentali. Però a dirla tutta è un piccolo-piccolissimo omaggio a quel disco meraviglioso, "Anima Latina" di Battisti, che ha un inizio molto simile a questo. Ed io pensavo che tutti mi avrebbero attaccato: "ehhh ma è uguale a anima latinaaaaaaa…" che in effetti ci assomiglia, e io l'ho fatto un po' come un piccolissimo e bruttissimo omaggio a questo disco che per me è uno dei dischi più belli fatti in Italia. E quindi a questo primo pezzo del disco sono molto affezionato ecco. (E adesso mi mangio un'altra fettazza di torta alla faccia vostra).

E "Vieni a vivere come me"?
Quello è un pezzo che in partenza aveva molte strofe, poi le ho tagliate e ne è cambiato anche un po' il senso. Era molto scherzosa, era una presa in giro delle coppiette che sognano di andare a vivere insieme: l'adolescente che non sa assolutamente nulla di come funzionano le cose. E quindi "facciamo la casa a nido d'ape", "mettiamo il letto sul pavimento"… ed era un po' per prendere in giro questa cosa qua. Poi in realtà l'ho fatto diventare un pezzo un po' autobiografico e ho tolto le strofe un po'...come si dice? Ma sì, le strofe più sceme.. quindi poi ha preso un'altra piega completamente.

Quella più simpatica, leggera, ridicola è "Quel mazzolino" ma raccontacela: è successo davvero?

Sì, è successo così. Mi ha fermato una pattuglia e io ero in uno stato pietoso. Ed ero con la mia due cavalli. E infatti mi ha fermato per quello. Perché è una macchina che DEVE essere fermata per forza. E quindi mi hanno fermato, io ero un po' ubriaco e poi è successo tutto quello che dico nella canzone.

La tua evoluzione: prima eri in un gruppo, poi da solo-solo-solo tu e la chitarra, poi ancora gruppo, strumenti, cori (pure i bambini in "Vieni a vivere come me"). E' stata una crescita, una necessità, un rinnovamento?

Mi sono evoluto. È un'evoluzione abbastanza naturale. Il fatto di scrivere canzoni così, chitarra e voce, presentarle sempre nello stesso modo. Alla fine cominci ad avere altri desideri: dopo un po' solo chitarra e voce ti stanca. E hai voglia di dargli un vestito un po' più decente alle tue canzoni. Ti senti in dovere di regalare alle tue canzoni un abito decente, e quindi nella crescita artistica (e ride per il termine "crescita artistica", NdA) ci sta che uno ha bisogno di un gruppo, di un arrangiamento, di una registrazione fatta bene… e anche un live un po' diverso da quello che hai fatto fino ad ora.

E quindi ci dobbiamo aspettare dei live diversi?

Dunque. Abbiamo con noi alla batteria Gianluca Gambini, Signor Solo, come sempre al piano, con il quale suono da anni e anni, e poi al basso Nicola Faimali, che poi è il cantante dei Flyindolly, che è molto molto bravo, è un bravissimo cantante e scrive anche molto bene. E la scelta è caduta su di lui perché una sera eravamo qui a Milano in una pizzeria di cinesi, ci dicevamo: dobbiamo cercare un bassista, assolutamente. E allora chiediamo a Nicola, che probabilmente non suona il basso ma noi chiediamoglielo lo stesso. È bravo, ci piace, suona la chitarra bene, suona il pianoforte, magari suona anche il basso. E infatti non lo aveva mai suonato. Però lui ha detto che si sarebbe messo a suonarlo volentieri. E quindi si è comprato il basso, si è imparato tutti i pezzi. Ed è bravissimo. E in un mese ha imparato a suonare uno strumento e tutti testi e gli accordi! E sono molto felice. E siamo molto felici tutti quanti.

E quindi adesso tour in compagnia…
Si, finalmente! Dopo aver fatto tutte le tappe e le date in giro per l'Italia da solo in treno… che ero molto triste. Perché sei triste se ci pensi: fai viaggi lunghi, tutto da solo, arrivi, posto sconosciuto, gente sconosciuta, e magari ti cagano anche poco che hanno altro da fare. Mangi da solo…

Che palle…
Eh si, infatti. Poi alla fine ho tenuto un diario del tour, scritto sui vari treni, perchè alla fine ho girato tutta Italia. E ho tenuto questo diarietto, scritto praticamente sempre in treno, che ovviamente è indecifrabile, che non si capisce niente. Ovvio, scritto in treno… però almeno avevo l'idea, c'ho provato. Purtroppo però non sono uno che scrive tanto e questo voleva essere un modo per obbligarmi a scrivere di più. Però alla fine è triste 'sto diario perché non è molto descrittivo. Tipo: "ah ieri sera concerto. Oggi sono qua, locale bello, gente ce n'era, ho mangiato bene. Ora sono in albergo". Punto. E anche quest'anno mi sono dato questo compitino… ma ho già smesso, siamo a febbraio e ho già smesso. Ottimo no?

Il concerto più bello in assoluto che hai fatto?

Il top del top è sempre Roma, Circolo degli Artisti. Tutte le volte che sono stato là è stato sempre meraviglioso. E anche la prima volta lì ho percepito proprio la differenza che c'è fra Roma e il resto del mondo. C'è un pubblico bello, caldo, interessato. Che sta zitto, ascolta, canta. E già dalla prima volta era una cosa che non mi aspettavo. E la prima volta mi sono proprio emozionato. A fine canzone boato atomico e io sono rimasto lì emozionato con il ghigno immobile. Poi avevo fatto "Canzone di non amore" e ho sentito la gente che cantava forte e mi sono così emozionato che ho cannato tutti gli accordi! Emozionato da matti. Cioè, a Roma ormai sono come Vasco Rossi.

Dai allora parliamo di te: ironia e autoironia, le tue canzoni trasudano questo. Tu ti prendi sempre in giro: il tuo lavoro, i soldi, la siae…
L'autoironia sì, l'ho sempre coltivata fin da bimbo. Ed è importantissima. A me la gente autoironica piace tantissimo. L'autoironia ti salva, è un'ancora, sempre. La gente che si prende troppo sul serio non mi piace, e poi è rischioso quando ci si scontra con la realtà. Me l'hanno sempre insegnata l'autoironia. Mia mamma era la prima a dirmi di non credere troppo nelle cose, a prendermi poco sul serio. O meglio: di aspettare sempre e solo i risultati, non gonfiare le aspettative.

MILANO E LA VITA

E Milano? Com'è stare qui? Com'è suonare qui?

A Milano ne ho fatti così tanti di concerti che la gente secondo me si è anche un po' rotta il cazzo. Infatti ad un certo punto ho proprio detto basta Milano. E adesso creo un po' di attesa (ah ah). E poi vivere a Milano mi piace, mi piace come città. Poi quando vado a Roma vorrei andare a vivere là. Perché c'è un altro respiro. Il cielo azzurro, sempre. Respiro di più, è una città più umana. Però a Milano ormai mi sono affezionato. E poi adesso per quello che faccio devo stare qua.

Cioè Milano = lavoro?

Eh si, purtroppo è ancora così. E poi è tutto qua, è tutto a Milano… Cioè, per fare quello che faccio adesso Milano è perfetta ed è bello viverla. Certo se dovessi fare altro che tipo mi devo svegliare alle 6 e prendere 54 mezzi, con sto tempo merdoso… allora me ne vado a Roma, o che ne so, in Sicilia. Ma per quello che faccio ora Milano è perfetta. Sono bravo o no?

Si, ma non ti sembra che a Milano manchino spazi. Hai visto cosa succede ultimamente ai locali, volendo anche al di là degli spazi autogestiti…
Dunque, io ho sempre pensato che a Milano gli spazi ci siano, ma questo perché io vengo dalla provincia, dove non c'è NIENTEEE di niente. E in effetti qui ci sono locali dove si fanno cose, dove si suona… posti vari, davvero di ogni genere. Però per essere la città che è, capitale europea e bla bla bla… se tu la confronti con una Berlino o una Parigi, allora è una merdaccia atomica. Quindi dipende un po' dal punto di vista. Da fidentino ti dico che Milano è meravigliosa. Da berlinese ti dico che è una merda.. però visto che non sono berlinese… (ride, NdA) Alla fine mi piace, non ce'è niente da fare. Però stanno chiudendo un sacco di posti. Ed è un massacro, ed è un peccato che il cittadino non lo sappia, secondo me non se ne accorgono nemmeno i milanesi. Alla fine c'è una pulizia etnica che stanno facendo che è spaventosa. Poi per carità, posti per suonare qualcuno ce n'è, ma ad andare avanti così fra pochi mesi si conteranno sulle dita di una mano. E questo è spaventoso.

La paura più grande di Dente.

La mia paura è quella di tornare a casa con la coda fra le gambe. Cioè di ritrovarmi al paesello avendo fallito totalmente. Questa è una paura che ho sempre avuto da quando sono partito. E quindi spero o di tornare vincitore o non tornarci più. Tornare da uno che ha provato e non è riuscito mi fa molta paura.

Che tristezza…
Ma non vi preoccupate che ho portato il naso da clown! Ecco adesso avete un motivo in più per prendermi in giro. E mi mangio ancora una fetta di torta buonissima!

Il complimento più bello che hai ricevuto?

(Silenzio, NdA) Non lo so, e sapete perché? Io tendo a non ricordarmi mai le cose positive. Ma nemmeno il posto più bello che ho visto, la cosa più buona che ho mangiato… non me le ricordo mai le cose belle. Mi vengono solo le cose brutte. Però vi posso dire qual è l'insulto più brutto che potete fare ad un uomo (che a me fortunatamente non hanno mai detto): "Sei patetico".

Il periodo storico che ti piace di più?

Ma bella 'sta domanda, perché io sono molto intrigato dalla storia. Il '900. Proprio a livello umano, di vita quotidiana, come secolo breve, come condensa di tanti cambiamenti. Sicuramente questo. E poi mi succede una cosa strana quando guardo le foto di inizi '900: che le vedo in bianco e nero e non riesco assolutamente ad immaginarmi la vita a colori. Non riesco a pensare a quell'epoca a colori. E mi sembra pazzesco, ma non ci riesco.

Cosa vota Dente?

Dente ha sempre votato Democrazia Cristiana, e adesso Forza Italia. Ovviamente.

Ah…
Dente alle ultime elezioni non ha votato, un po' perché era in Sicilia a suonare e un po' perché Dente non ha la tv, non segue tanto la politica e ora pensa più alla questione sopravvivenza: ovvero procacciarsi il cibo, è un po' fuori da tutto. Cioè, so cos'avrei votato, ma non ho letto un programma, non ho seguito un dibattito. Boh, mi sento un po' fuori da tutto.. (Intanto ci fumiamo tutte insieme le sigarette, che dente ha smesso per un anno e dice che si sentiva un figo atomico ma poi ha ricominciato…, NdA)

DENTE, LE DONNE, L'AMORE

Dai parliamo di donne.
(Sguardo agghiacciato di Dente, NdA)

No, ma non le tue donne, la Donna! In questo disco c'è forse un disincanto verso la donna?

Mah, il disincanto c'era anche prima, ma forse è vero, i dischi precedenti non erano così cattivi. Qui c'è un po' più di cattiveria. È che forse mi sono un po' rotto il cazzo, ecco. Io sono uno molto buono che non si arrabbia mai, però ad un certo punto mi arrabbio anche io. E quindi sì, in questo disco mi sono arrabbiato un po' di più. Però c'è anche l'amore positivo. Ci sono forse un po' tutte le fasi dell'amore: dall'incontro, alla serata, le piccole cose, al viviamo insieme, fino al vaffanculo. C'è quindi tutto il percorso di un rapporto. In realtà il disco non ha tutto un filo comune, non è un concept, sono tutte cose successe, bene o male romanzate, alcune riportate con precisione, altre inventate… però sono tutti episodi singoli che forse possono avere un legame comune in questo senso: fasi diversi di un rapporto, con tutto il suo bello e il suo brutto.

Ma la donna è angelo o diavolo? Perchè tu nel disco associ la donna ad entrambe le figure…
La donna è un pò un diavolo. Tendo più sul diavolo. Perché poi nella sua figura il diavolo è anche un angelo, è un angelo cacciato. È un diavolo perché fa soffrire. E l'amore non è più bello. Ed è da qui che arriva la frase forte del titolo "L'amore non è bello" è esattamente per questo motivo. Perché c'è anche tanta bruttezza nei rapporti, quando finiscono, chiaramente.

Sei diventato un po' pessimista allora?

Ah io lo sono sempre stato! Cioè, non sono pessimista, sono realista. Io vedo che va così, ormai le regole le ho imparate, le logiche le conosciamo tutti: come si inizia, come si va a finire. E quindi è realismo il mio: io so come va a finire. Perché tutto ha un suo inizio e una sua fine. E l'amore segue questa cosa.

E quindi? Non c'è l'Amore con la a maiuscola? L'amore è sempre e comunque condannato a finire?

Si ma che domande difficili ma non potete chiedermi ad esempio "perché ti chiami Dente?!"

Ma noi non volevamo fartela, era troppo banale, poi avresti risposto che così saresti stato sulla bocca di tutti… e volevamo evitare questa risposta imbarazzante…
Ma no, in realtà era un soprannome che avevo da bambino!

Vabè, tornando alla domanda difficile: l'amore con la A maiuscola esiste, certo… però ha una scadenza, come tutte le cose, come i nostri bisogni, come i nostri desideri, come tutto nella vita, come i gusti alimentari, i gusti nel vestire. Sono tutte fasi. Io 10 anni fa ero molto diverso da adesso e amavo una persona che adesso non amo più. Ed è giusto e normale che sia così. Chi sta insieme tutta una vita secondo me non ci sta felice davvero fino alla fine. Non c'è niente da fare: l'amore ha una scadenza. Magari poi diventata la condivisone di uno spazio, la condivisione di una spesa, di un conto in banca, ma per me non è più amore. Che poi io sono uno che vede l'amore in tutto, nella musica, nei gesti, l'amore per una casa. Anche i fiori che ha portato Claudia perché era in ritardo, sono amore! Poi non dico che vada sempre in questo modo, non voglio insegnare niente a nessuno, ma la mia esperienza mi ha insegnato questo, mi porta a pensare così. Poi quando mi innamoro mi innamoro follemente e divento una giuggiolina.

Domanda semiseria: in Italia si parla di dare lo stipendio alle donne. Ci devi dire cosa ne pensi, ma pensaci bene se no ti azzanniamo…
Oddio, mi sembra abbastanza terrificante. Perché fai diventare la casalinga una cosa che è bello fare. In realtà una donna dovrebbe fare lavori più intelligenti. Non dico che fare la casalinga sia un lavoro stupido. Però non penso che faccia parte delle pari opportunità. Anzi, va abbastanza contro. Noi la paghiamo così sta zitta e non fa altro.

Bravo!

Commenti (18)

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  • Zagor 17/02/2009 ore 19:23 @zagor

    Grazie Dente per "La presunta santità di Irene" .
    E' bellissima !


  • Simone Dotto 18/02/2009 ore 13:10 @dock86

    Eddaie, non fa' lo stronzo...le iniziali almeno!!! mica ve la rubo...

  • franci 19/02/2009 ore 19:52 @34323#franci

    cito
    Poi quando mi innamoro mi innamoro follemente e divento una giuggiolina.

    :]

    vorremmo vederti nei panni di una giuggiolina!
    bella intervista "frizzantina":]!
    domani vado a comprare l'amore non è bello

  • chiara levi 25/02/2009 ore 22:05 @fridamag

    :)

  • silvia bisacchi 04/05/2009 ore 20:03 @lavaleisotonica

    Una giuggiolina....

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