J-Ax - Milano, 18-01-2009 Intervista

02/02/2009

Da quando ha rotto con dj Jad, ormai collega del biondino degli 883, J.Ax ha già collezionato premi, hit e due dischi da solista. Il secondo album dell'ex frontman degli Articolo 31 si intitola "Rap n' Roll" e Mario Luzzatto Fegiz è impazzito di gioia al punto che si racconta potrebbe essere lui l'uomo misterioso che gira alla notte per Milano con la t-shirt di Sid Vicious insanguinata, alla ricerca delle paperelle fuori-sede. J.Ax è figlio di quella generazione musicale cresciuta con il "Che", Cecchetto e non Guevara. Figlio degli anni ottanta. Il disco è un miscuglio apparentemente antipop, che unisce chitarre e ritornelli facili a strofe di rap intelligenti di cui Ax è sempre stato il capo. Se "Di sana pianta" fu il disco-pretesto per sciogliere gli Articolo 31, questo è il seguito di una carriera in cui mettere cuore, faccia e amici. Su tutti la Dogo Gang, muscoli e rabbia nella Milano che, Fegiz a parte, vive di lifting e divismi. Rockit affida a Guè (che con Don Joe e Jake forma i Club Dogo) una lista di domande per un'intervista ad Ax. Il risultato è un confronto tra due personaggi della musica che piace alle Tv e uno scontro tra due generazioni che sarebbero nate per rappare.



JAx: Posacenere, accendino… c'è tutto. Cominciamo.

Gue: Ok. Il tuo disco è uscito da tre giorni… come va?
A: Beh, io ora sono nel periodo scaramantico, quello della mano sui coglioni! Quindi non voglio dire niente, ma sono molto contento.

G: Io direi di non parlare delle note tecniche del disco…
A: Si, quelle sono dentro al disco, e non gliene frega un cazzo a nessuno. Questo disco, a differenza di "Di Sana Pianta" che è un disco nato da un periodo di sbattimento in cui ero totalmente da solo e mi ero estraniato da tutto e da tutti, nasce da un momento molto più sereno, più bello. E non a caso siamo a fare quest'intervista assieme… Questo è un disco più da giorni di gloria, mentre l'altro era da giorni di sbatta, di paranoia…

G: Il mio pezzo preferito è "3 Paperelle", e poi quello dove ci sono anch'io, "Rap n' Roll"…
A: "Rap n' Roll" è forse l'esperimento di crossover che mi è riuscito meglio fin'ora. È un pezzo importante, la title track. È un manifesto per il cd e per tutta la mia carriera da qui in poi. Ho trovato la mia dimensione in queste cose. Questo è un disco compattissimo. Dieci bombe.

(La Nuova musica italiana)

G: Il punto 3 recita: l'importanza dell'ignoranza
A: Non capisco esattamente cosa voglia dire…

G: Io c'ho una mia interpretazione, in una chiave tutta mia…
A: La mia potrebbe essere che l'ignoranza è importante, perché ogni forma di cultura, per quanto ti arricchisce ti da sempre dei filtri. Magari un musicista non farebbe un ritornello con il giro di Do, perché è banale, secondo lui. Mentre uno come me, ignorante sulla musica, lo fa. Io me ne fotto e magari faccio una hit, capito? Perché fondamentalmente anche la gente se ne fotte di queste cose. Quindi l'ignoranza, quando è anche cosciente, secondo me è utile, perché si può tradurre in sete di sapere.

G: Io l'avevo interpretata diversamente. Cioè, l'ignoranza di fare testi meno ridondanti, che arrivano più al punto, più semplici. Adesso mi sento che arrivo a più persone rispetto a tre anni fa. Però ci sono i soliti, quelli che hanno sempre da dire, che dicono: "Ah tu adesso sei ignorante, 3 anni fa eri più elaborato"…
A: Il rapporto con lo zoccolo duro è così per tutti, credo. Ci sono dei fan che sono gelosi, e non vogliono condividerti con altri. L'importante secondo me è il concetto. Il termine più o meno forbito, non c'entra. È lo stile con cui la dici. Quando parlano di voi, e dicono che siete dei "tabbozzi"… per me invece la vostra è alta letteratura, per quello che esprimete.

G: Ti sei mai sentito una fashion victim?
A: Quando ho iniziato, andavo al Carisma di Milano, una discoteca pomeridiana. Avevo una tuta dell'Adidas cartarinfrangente, sulla tuta avevo le ginocchiere verdi cartarinfrangenti, da skate, e le gomitiere, guantini tagliati binchi dell'Africa, bandiera italiana messa come mantello, con scritto sul bianco "Ax Italian Rapper", capello che mi usciva dal buco dietro del cappellino, CD appeso al collo, Reebok Pump gonfiate al massimo, di due numeri più grandi… E quindi non penso di essere mai stato una fashion victim. Ho sempre seguito l'istinto. Allora mi andava di vestirmi da funky deficient, e mi vestivo da funky deficient! (ride, Nda)

G: Erano i primi novanta, vero?
A: Si, ancora non avevo scoperto l'hip hop hip hop. Sentivo la roba che andava a Radio Deejay, mi piaceva di brutto Vanilla Ice, Capito? (ridono, Nda)

(Esterofilia e conquista dall'America)

G: Senti, qui invece ci sono delle domande flash. Partiamo. J-Ax e Dogo compaiono insieme in quasi tutti i video, è una Dogo Gang allargata?
A: Non ci siamo mai organizzati, credo che oramai siamo tutti troppo adulti per fare una nuova gang. Ma in teoria ci sarebbe, e si chiama Tana Delle Tigri, c'è questa crew segreta, ma appunto è segreta e si chiama TDT. Un giorno faremo un bootleg… Il nostro è un rapporto che è stato strano. Noi conoscevamo Cosimo e Jake, tra l'altro separatamente, quando erano ragazzini, poi per un po' li abbiamo persi di vista, non frequentavano più i posti che frequentavamo noi, però si son fatti sentire in un'altra maniera. Io e i miei amici abbiamo iniziato a sentire i loro cd, che spaccavano, fin da quando si chiamavano Le Sacre Scuole.

G: Io c'ho un ricordo veramente old school, di noi da pischelli che andavamo al Cafe DeLille, a quindici anni, e c'eri tu, c'era Neffa, c'erano un sacco di mc, e per noi era veramente come andare a New York! Io ci andavo con Dargen
A: E venivi a vedere me, tutto fatto… (ride, Nda)

G: Ahahahah! Si a vedere te tutto fatto con la Toyota Celica! Ci bevevamo una birra ed eravamo contenti!
A: E alla fine ci siamo ritrovati, contenti di ritrovarci, alla fine dei malefici anni novanta, scoprendo anche un rispetto artistico, e abbiamo iniziato questa cosa incrociata. Mi hanno fatto conoscere Marra, io ho presentato Marra in giro. Praticamente ci siamo aiutati tra noi. Per quanto riguarda i featuring, abbiamo la fortuna di essere tra amici, io quando voglio fare le cose tento di farle con i più bravi che conosco. E paradossalmente secondo me i più bravi in Italia sono proprio i miei amici…

(La differenza è che anche Biagio Antonacci vorrebbe essere me)

G: Alcune domande sono un po' così, tipo questa: J.Ax da grande vuole ancora fare Vasco Rossi?

A: Ma non ho mai voluto fare Vasco Rossi! È una storia completamente diversa!

G: Rap n' Roll è il nuovo suono di Ax ma anche un grande alibi per non stare né in un ambito né nell'altro. Sei sempre stato bravo con le parole, e ora c'è pure una definizione nuova che farà impazzire i giornalisti veri. Ma è tutta una grande presa per il culo. O no?
A: Mah, dipende un po' dai punti di vista… Quando sono uscito con "Di Sana Pianta" questa storia di non essere né in un ambito né in un altro mi ha fatto molto scomodo come promozione. Quando non sanno classificarti, è troppo difficile, impazziscono… Se io sono stato più intelligente di chiunque… che poi è stato Guercio, sei stato tu a pensare al termine Rap n' Roll! Ti ricordi che ti ho chiamato e ti ho chiesto se potevo usarlo? E infatti nel pezzo "Rap n' Roll", che probabilmente è il primo di un nuovo genere, e io e te siamo i fondatori, siamo tipo Melle Mel o Grand Master Flash!

G: Esatto, tu hai preso l'idea che avevo avuto e l'hai estesa musicalmente. Perché è proprio la giusta definizione di come suona il disco.
A: Esatto. Inoltre Rap e Roll sono un paradosso, sono due parole che non c'entrano niente messe assieme. Io mi sento così nella musica italiana. Io non c'entro una minchia ormai con niente. Mi rendo conto di avere riacquistato una credibilità nella scena, tra quelli fissati con il rap, una credibilità che non ho mai avuto negli anni novanta.

(Se questa generazione arriverà all'età della pensione)

G: E' strano, alcuni di quelli che seguono noi Dogo, magari erano gli stessi che dicevano contro agli Articolo, e invece ora rivalutazione delle cose nuove e di tutto il vecchio.
A: Tu devi capire che su 100 che fanno 5 hanno successo, gli altri 95 restano lì a sputare merda.

G: si si, ma non è cambiato molto, ci sono solo meno soldi ma il meccanismo è lo stesso.
A: però adesso c'è anche più sfogo, tanti gruppi possono farsi cose minimal che danno al gruppo stesso un minimo di sopravvivenza. Prima o eri mainstream o non eri un cazzo, e gli altri gruppi rodevano di brutto.

G: diciamo che adesso il player-hate c'è sempre. Tipo quando noi uscimmo con singolo con la major molti ci davano contro, però prendi tipo "Badaboom Cha Cha di Marra", a parte l'intuizione del ritornello, è un pezzo hip hop hardcore, ha delle strofe intricatissime, il solo fatto della visibilità che ha avuto ha creato hating.

(Scena Hip Hop, musica indipendente e fenomeno indie )

G: Chiudiamo con: In tanto songwriting ci sono pure delle cazzate. Qual è quella più grande che ricordi?

A: cazzate ne ho dette una marea, tra cui il titolo del mio primo disco "Nato per rappare".

Commenti (1)

  • MARCU 02/02/2009 ore 20:41 @marcu

    (dal primo audio "La nuova musica italiana")
    -hey AX!
    quale sarebbe l'argomento di cui parlavano i DOGO ben 2 anni prima dei BAUSTELLE?!?
    -magari era quello più banale?!?

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