iori's eyes - Milano, 23-05-2009 Intervista

25/05/2009 di

(Le foto sono di Ila Covolan)

All'inizio sono timidi, parlano pochissimo. Pian piano si lasciano andare, si scopre che solo grazie ad un demo registrato in un garage sono riusciti a suonare in Inghilterra e in Scozia. Hanno anche fatto un paio di date insieme ai Blonde Redhead. Salta fuori il nome di Vincent Gallo e anche che questa era la loro prima intervista in assoluto. A breve uscirà il loro primo Ep, prodotto da Federico Dragogna dei Ministri. E hanno appena ventuno anni. Di Sandro Giorello.



In rete non ho trovato nulla sul vostro conto, partiamo dalle informazioni basilari: chi siete? Cosa ascoltate?

Clod: Cosa ascoltiamo… abbiamo iniziato suonando in due band differenti, entrambe sulla scia di quella che veniva chiamata "La scena di Seattle": Nirvana, Mudhoney, insomma, il grunge. Poi, col tempo, abbiamo scoperto sonorità più "nostre": post-rock, shoegaze, Sigur Ros, Explosion in the sky. Siamo partiti in due, eravamo piccoli.

Quanti anni avete?

Sofia: 21.

E quando avete incominciato?

C: Circa a 17 anni.

S: Sì, 17-18.

Sempre solo voi due?

C: Siamo stati in due per un anno, poi è subentrato un batterista.

S: Ci sono stati mille batteristi (ride, NdA).

C: Siamo stati un trio per un certo periodo di tempo per poi tornare ad essere un duo, scoprendo che, fondamentalmente, è la formula che funziona di più. Io e lei siamo cresciuti insieme, abbiamo maturato la capacita di sentire la musica alla stessa maniera.

Vivete insieme?

C: No, ma siamo ventiquattrore su ventiquattro in saletta.

S: Si… (ride, NdA)
C: Cambiando i vari batteristi, progetti, mentalità, abbiamo visto che spesso chi suonava con noi voleva fare tutt'altro, aveva idee che non sempre erano in linea con quello che avevamo in testa. A volte è stato anche positivo: Francesco, l'ultimo con cui abbiamo suonato, aveva certe influenze emo, ha apportato quel qualcosa in più che poteva rendere il gruppo ancora più particolare. Abbiamo scelto comunque di rimanere in due, il disco l'abbiamo fatto tutto noi due.

E dal vivo?

C: Dal vivo abbiamo dei turnisti, se possiamo chiamarli così.

Vado subito al dunque, sembrate un gruppo già "arrivato". Nonostante non abbiate ancora pubblicato nulla – giusto tre brani in rete, sempre li stessi da non so quanto tempo - avete già un produttore, Federico Dragogna, e un'agenzia di Booking, la Saphari Deluxe di Milano. Dov'è la magagna?

C: Non c'è...

Partiamo allora dal vostro rapporto con Federico…
S: Partiamo dalle prime date, appena abbiamo iniziato a suonare abbiamo fatto concerti in Scozia e in Inghilterra.

E come ci siete riusciti?

C: E' successo perché… è capitata questa nostra vecchia demo in mano ad un produttore inglese, James Doheny, era in Italia per reclutare gruppi per un festival internazionale che si teneva a Manchester, praticamente una sorta di Italia Wave inglese, si chiamava In The City. Ci chiamò e ci fece suonare insieme agli Atleticodefina e a Patrizia Laquidara sul palco Italia… come headliner. Immagino li conoscerai, negli Atetico suonano molti degli Afterhours

Gente che potrebbe anche incazzarsi nel vedersi soffiare il posto di headliner da un duo di ventenni.

C: Invece andò molto bene, venne anche il produttore di Madonna, non mi ricordo più il suo nome, ci disse: mi ricordate tanto i Nirvana (Ride, NdA). Anche in Scozia andò molto bene. Quando siamo tornati Italia iniziò a seguirci Stefano Tornella dell'agenzia Ponderosa, grazie a lui abbiamo aperto due date dei Blonde Redhead, a Torino e a Mantova.

S: Il percorso è sempre quello, ascoltano la demo…
C: …la demo piace e allora ci fanno…

Non è proprio così, tutti mandano i demo ma a pochi capita di finire in Scozia o di aprire ai Blonde Redhead.

C: Io credo che tutti escano così, conosco tantissimi gruppi che spaccano il culo, forse non hanno avuto la fortuna di trovare le persone giuste.

Dicevamo, Federico?

C: Il rapporto con Federico nasce con Milano Brucia (la serie di serate organizzate al Magnolia di Milano dai Ministri, NdR)… Abbiamo suonato ad uno di questi appuntamenti, un anno fa. Un nostro amico aveva lasciato il nostro demo al Magnolia, ci avevano chiamato perché all'ultimo un gruppo non poteva suonare. Appena dopo il nostro soundcheck Federico è venuto da noi e ci ha detto: mi piacete, sentiamoci, vediamo se riusciamo a far qualcosa insieme. Ha iniziato a seguirci ed è divenuto praticamente il nostro… papà (lo dice sottovoce, NdA).

Che tipo di ruolo ha avuto?

C: Ci ha riordinato le idee, perché, essendo piuttosto inesperti, anche per l'età… Ha fatto un lavoro di "pulizia", noi siamo persone che…
S: Di getto.

C: Si, scriviamo di getto, spesso inseriamo parti sconclusionate, anche in maniera piacevole, a volte. Lui invece ha cercato di concentrare gli sforzi, di focalizzare bene le nostre capacità, ci ha un po' educati.

Perché solo un ep e non un album intero?

S: Perché è presto.

C: Si, è un primo tentativo per uscire, mettere la testa fuori, scoprirci piano piano, creare lentamente una certa attenzione su di noi.

E fate tutto da soli?

C: Il primo demo l'abbiamo registrato in un garage con l'aiuto di un nostro amico.

S: Abbiamo fatto sempre tutto noi, anche i disegni, le foto…
C: Nessuno ha mai messo becco sulla nostra immagine, sulla grafica che abbiamo scelto per il disco.

Ci tenete molto alla vostra immagine.

C: Dai non siamo carini?

S: (scoppia a ridere, NdA)
C: Siamo carini, sfruttiamolo, no? Siamo carini e bravi.

Cosa rappresenta la balena sulla vostra pagina Myspace?

C: Quella è la nostra valigia. Quando dovevamo andare a Manchester abbiamo trovato questa valigia gialla, volevamo usarla per metterci gli strumenti, era impressionante perché ci stava tutto, continuavamo ad aggiungere roba e non si riempiva mai, come la borsa di Mary Poppins. L'abbiamo battezzata la balena gialla perché inghiotte tutto. L'ep si chiama appunto "And everything fits in the yellow whale". Rappresenta il nostro Periodo Spensierato.

Cioè adesso quel periodo è finito e siete diventati cupi?

C: Non saprei, direi che andiamo a periodi ma non abbiamo ancora capito che periodo è questo.

So che i vostri ascolti sono per la maggior parte esteri, in vista di questa intervista vi ho chiesto però di prepararmi una lista di dischi italiani che vi hanno cambiato la vita, ci siete riusciti?

C: Il problema è il cambiare la vita… Diciamo che determinate cose ci hanno sicuramente influenzato: "Solo un grande sasso" dei Verdena, quando eravamo piccolini per noi erano il massimo. Ci piacciono le Aghata
S: Oppure i Giardini di Miro
C: "Punk… not diet!" è un grande disco, lo ascoltavamo quando ci eravamo dati al post-rock, adesso ci piace molto più suonare folk rock.

Come scrivete le canzoni.

C: Facciamo tutto con il computer, molto easy, fondamentalmente scrivo a casa, chitarra e voce, parto con delle idee e poi ci lavoriamo insieme. Adesso mi piace molto la forma canzone, è quello che caratterizza meglio questo momento, prima, come ti dicevo, ci abbandonavamo a queste cavalcate post-rock, ora mi piace più essere… che poi non sono così metodico nelle cose, non ci sto tanto a pensare, mi viene.

Scrivete molto?

C: Anche quello va a periodi, ci sono momenti dove vengono fuori molte canzoni, altri dove ci metto un mese a scriverne una sola. E' un po' colpa dell'ispirazione: ci deve essere un periodo, una situazione che ti fa scattare quella scintilla che ti fa scrivere. Ultimamente di scintille… (si guardano e ridono, NdA)

Qui a Milano come vi trovate?

C: Abbastanza bene, siamo nati qui, forse il fatto averci vissuto per tanti anni… senti il bisogno di cambiare aria, andrei a vivere in Spagna, o in Inghilterra. In Italia non si sta male ma preferiamo l'estero, fuori sono più aperti, non ci conoscevano neanche eppure erano tutti attenti a sentire quello che facevamo. Gli interessava quello che potevamo comunicare dal vivo, non se la chitarra era riverberata o se la voce era in falsetto. In Italia la gente si fa molte più… ti vengono subito a dire che hai copiato il tal passaggio dal tal gruppo o ti domandano perchè hai usato un suono invece che un altro.

Quando hai detto Inghilterra lei si è illuminata.

S: Sì, mi piace tanto.

C: Perché lì senti proprio di respirarla… la musica. Tutti ne sanno tantissimo. Non strimpellano la chitarra, la suonano. Il rock rientra nella categoria cultura. Ma non credo sia più facile in Inghilterra, anzi, è come un supermercato: scaffali pieni di roba qualitativamente alta, molto alta. Da questo punto di vista direi che è più facile farsi notare in Italia.

Qual è il vostro rapporto con la stampa musicale?

C: Questa è la nostra prima intervista.

Mai pensato di cantare in Italiano?

C: No, la trovo poco musicale come lingua.

S: Però, vorremmo fare una cover…
C: "Mi sono innamorato di te", di Tenco.

Che romantici, vi piacciono gli anni 60 italiani?

S: Io li ho scoperti ultimamente, mi piacciono.

C: Io li ho conosciuti tramite mia madre, ascoltava sempre Memo Remigi.

In effetti, dopo i Glasvegas, ci vorrebbe qualcuno che riprenda quelle sonorità utilizzando però le canzoni italiane, potreste rifare Sergio Endrigo in versione shoegaze… Cambiando discorso, prima mi sono dimenticato un dettaglio fondamentale: Federico lo pagate?

C: No…

E i turnisti?

C: Nemmeno, sono tutti nostri amici. Anche Ila, la ragazza che ci fa le foto, non ha mai chiesto un soldo. Per fortuna siamo circondati da persone che fanno questo per passione.

Ma pensate di vendere dischi?

C: Ci si prova, c'è sempre qualcuno che è affezionato…

Credete davvero, un giorno, di fare i musicisti di professione?

(Annuiscono, NdA)

Ce la farete?

C: Bisogna anche essere fiduciosi, se uno inizia a buttarsi merda addosso… (ride, NdA)

Vi siete dati dei tempi?

C: Intendi: stiamo pensando che tra due anni suoneremo al SXSW di Austin? Sì, è uno dei nostri pensieri.

Siete determinati?

C: Sì, assolutamente, noi faremo questo, crediamo in quello che facciamo, lo facciamo ormai da un po' di anni, non c'è un momento in un cui non pensiamo alla nostra musica. E lo facciamo perché ci crediamo, noi ci crediamo molto, non dico abbastanza: molto. E ce la mettiamo tutta, le spintarelle servono fino ad un certo punto… Non siamo raccomandati o con il culo parato, certo, ci sono delle persone che lavorano con noi ma, ovviamente, se ad un certo punto smettessimo di "funzionare" queste ci abbandonerebbero di sicuro.

Avete talento?

C: Che domande… siamo bravi in quello che facciamo.

C'è una band che, per il tipo di percorso che ha fatto, può essere considerata un vostro modello di riferimento?

C: No, sotto quel punto vista non sappiamo così tante cose, non siamo super fanatici, come quelli che vanno a studiarsi le biografie delle band. A me piace molto come si sono comportati i Blonde redhead: andavano in giro per due lire, dormivano sui palchi, ci hanno dato dentro fino a quando sono diventati quello che sono ora.

Concludiamo, che gruppi ascoltate al momento?

C: Bright Eyes, Bon Iver, le prime Cocorosie, Dodos e poi anche qualcosa di vecchio: mi piace molto Elliott Smith. Poi i Grizzly Bear, Cat Power, io ho da poco scoperto i dischi di Vincent Gallo.

S: Lui mi ha rubato i plettri…

Cioè?

S: Gli abbiamo prestato il mio basso Rickenbacker per una data a Milano. Era il momento in cui eravamo in contatto con Ponderosa, lui aveva bisogno di un Rickenbacker che non fosse più vecchio del '73, da Ponderosa mi hanno chiamato e io ho gliel'ho prestato. Dentro la custodia c'era una scatolina con tutti i mie plettri, tutti i plettri raccolti in anni e anni. Quando me l'ha ridato la scatolina era vuota, mi ricordo che ne avevo uno a forma di sasso, ci tenevo tantissimo...

C: L'esatto contrario dei Blonde Redhead, una volta ci hanno addirittura regalato le pelli della batteria.

Io una volta avevo fatto una chiacchierata con Amedeo Pace, non mi era piaciuto molto, sembrava quasi si vergognasse di essere italiano.

C: Viste tutte le gaffes che sta facendo il nostro premier, direi che non fa poi così male. La nostra reputazione all'estero non è delle migliori.

S: In Australia c'è un termine apposta…
C: Ah, sì, wog.

Commenti (12)

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  • myxo matosis 03/06/2009 ore 17:01 @myxomatosis

    vedo che la questione non è passata inosservata....
    il punto dell'intervento di paolo pisa è chiaro. ed è il punto sul quale anch'io ho chiesto delucidazioni.
    possibile che con un demo uno arrivi a fare cosi tante cose quando ci sono gruppi che per essere un minimo notati ci mettono dischi? possibile che si debba sempre passare per tipici italiani quando si fa notare che il comune iter di un gruppo non è cosi rose e fiori e con un demo non vai da nessuna parte?
    alla fine, come volevasi dimostrare, sotto ci sta il solito giro di conoscenze che uno può solo ipotizzare e qualcun'altro può invece confermare. vi giustificate pure dicendo che non avete un contratto con ponderosa facendo ancor più la figura degli amici degli amici che un calcio in culo lo rimediano sempre... e che calcio in culo, suonare con i blonde redhead. quando avrete pubblicato l'ep aprirete i radiohead???? al primo disco direttamente alla matador?
    sarà strano ma da quando vi siete fatti vedere in questo sito le polemiche sono uscite. evidentemente un motivo c'è. è che quando ci si comporta da rockstar consumate con più aneddoti che canzoni e si fa gli sbruffoni della serie "siamo dei fighi ovvio che ci notano tutti, perfino il produttore di madonna!!" (!?) prima o poi le cose escono. e se vi devo dire la verità secondo me è ancora più grossa la cosa visto che anni fa lessi la vostra bio su myspace e mi colpì (ma ai tempi mi fece solo ridere) il fatto che già parlavate di un contratto con la universal (!), evidentemente è proprio nel vostro carattere darvi un sacco di arie (o forse potete permettervi di farlo, e non sto parlando di musica).
    fate parlare più la musica che il resto e vedrete che nessuno avrà nulla da contestarvi.


  • Shiva Bakta 03/06/2009 ore 19:05 @shivabakta

    Secondo me l'EP è bello. Ascoltatelo e valutate :)

    p.s. io con 4 pezzi sul myspace sono andato in tour con gli Yuppie flu (scelto da loro).
    Esistono anche le botte di culo, non solo le raccomandazioni

  • Valeria Corti 08/06/2009 ore 17:13 @36908#skycor

    vi ho sentiti per la prima volta ieri al Miami..complimenti!bravi!

  • alessio bianchi 15/12/2009 ore 17:55 @albia1

    Dopo averli sentiti ai Magazzini generali mi son chiesto: ma com'è possibile che aprano il concerto dei ministri?? Un po' di spiegazioni ora me le avete date, grazie...

  • Dama Rama 24/03/2010 ore 15:00 @damarama

    Di duetti che fanno sta musica sul filone dei Coco rosie etc...ce ne sono parecchi...e anche validi, scompasi uno dopo l'altro a causa del mancato gancio giusto.

    CHE SIETE DEI PARACULATI LO SI E' CAPITO:

    ma in ITALIA lo sono tutti. E a chi nn ha amici ma talento consiglio di inniziare a srotolare la lingua. Oppure linea dura e pura: COSI' POI POTETE MANDARE A FANCULO TUTTI (come dicono gli ZEN CIRCUS)!

    PS: certo che con il portafoglio vuoto non ti paghi neppure la connessione a internet...

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