Ginevra Di Marco - Milano, Leoncavallo, 28-10-2000 Intervista

05/11/2000 di Roberta Accettulli

Capita che talvolta ti si schiaccino i tasti del walkman che hai nella borsa, e che quando vai ad ascoltarlo, resti con un palmo di naso, perchè le pile sono ormai esaurite.

Così, mentre Ginevra Di Marco rispondeva alla prima domanda dell'intervista, mi rendevo conto che questo era avvenuto col mio fido registratorino... Panico! Ed allora, di corsa a recuperare delle nuove batterie in un supermarket aperto anche di notte! La chiacchierata con Ginevra è ripresa quindi dopo il suo esaltante concerto al Leoncavallo. Era molto tardi ma stavolta le pile non ci hanno abbandonate



Rockit: E' passato più di un anno dall'uscita di Trama tenue, il tuo primo album solista. Come è nata la necessità, l'urgenza di fare qualcosa durante la pausa dei C.S.I.?

GINEVRA: L'esigenza, il desiderio c'è da sempre, perchè poi quando coltivi una passione è difficile scordarsene, qualsiasi età tu abbia. Diciamo che è diventata una necessità poi col tempo... Ho spempre pensato anche di dover spettare il momento giusto, di essere e sentirmi pronta a voler dire qualcosa... L'esperienza coi C.S.I. mi ha fatto pedalare parecchio velocemente ed anche bene, sotto certi aspetti, perchè poi sono persone che fa bene frequentare sotto tutti i punti di vista, perchè sono delle belle persone, non solo dal punto di vista musicale, ma anche da quello umano.

Per cui, ad un certo punto, quando poi abbiamo trovato il tempo per lavorare, ci siamo messi a casa io e Francesco (Magnelli - ndi) a buttare giù un pò di idee. Ma è venuto tutto molto serenamente, anche perchè mi piace prendermi i miei tempi, lavorare in casa... L'ambiente dello studio non mi piace molto, se non in una seconda fase, quando devo comporre mi piace essere tranquilla, a casa mia in campagna... Io sono contenta di questo disco, abbiamo fatto un anno di tournèe, il disco è uscito a novembre scorso, abbiamo fatto un sacco di concerti... Diciamo che abbiamo seminato, perchè poi insomma, la storia coi C.S.I. c'è, è importante, però questa è una storia che comunque comincia, nonostante tutto, per cui abbiamo buttato un pò di semi, e sono contenta di come complessivamente è andata, anche perchè alcuni concerti sono andati meglio, altri peggio, a livello di affluenza di gente.

Ci sono stati un sacco di guai, il disco è stato distribuito poco e male, molto spesso non è stato trovato per cui, sai, quando ti segano le gambe in partenza è un pò difficile. Però i concerti sono stati tanti, la gente ha mostrato una bella attenzione nei miei confronti, e comunque poi quando facciamo i concerti qualcosa succede: la gente se ne va pensando che è successo qualcosa, e questa poi è la soddisfazione più grande, indipendentemente da quanti siano, a me va bene lo stesso quando si riesce ad instaurare qualcosa dal palco alla gente... E' bello insomma... Per cui sono contenta.

Rockit: Stasera al Leoncavallo si è visto il raccolto di quello che hai seminato: c'era un pubblico numeroso ed anche abbastanza attento.

GINEVRA: Esatto. L'unico mio cruccio della serata è che c'era in ponte di fare un pezzo con Suzanne Vega. Poi in realtà ogni tanto io mi scordo che l'ambiente musicale è sempre molto più difficile di quello che può sembrare... Le paranoie sono tante, è difficile anche arrivare ad un'artista, parlarci faccia a faccia come avrei voluto fare io: miliardi di persone, di gente attraverso cui devi passare... diventa un pò spiacevole. Però, vabbè... In certi casi succede...

Rockit: Come ti sentivi quando hai intrapreso la tua carriera solista, dopo anni di concerti coi C.S.I.. Magari la gente all'inizio veniva a vederti come "la cantante dei C.S.I.", in realtà era il concerto di "Ginevra Di Marco". Tu cime hai affrontato questa nuova esperienza da sola?

GINEVRA: All'inizio, ma non tanto sui concerti, avevo paura proprio di iniziare, perchè mi sentivo addosso il peso di un gruppo come quello dei C.S.I.. Portare il nome dei C.S.I. in giro è bello, ma anche pericoloso per certi versi, pesante. Ed avevo paura di non essere in grado di reggere... Poi in realtà sono paranoie anche caratteriali e mi sono resa conto che se uno molla, poi le cose vengono fuori se devono venire. Diciamo che questa è una cosa che ho provato durante la composizione dei pezzi, poi dal vivo io sto bene, chi mi siente mi segue, per chi non succede non sarà così, ma penso che sia netta anche la differenza fra un progetto come questo e quello dei C.S.I.. A parte certe cose che nel disco possono ricondurre ai C.S.I., ma perchè ci sono due elementi dei C.S.I., siamo noi, bene o male la sensibilità è quella, però penso che sia un progetto veramente a sè stante... Quella che mi piace è l'idea di farmi un mio cammino parallelo. Questo è il primo disco spero di una lunga produzione, siamo solo all'inizio (ride - ndi)!

Rockit: Per questo disco, oltre al sodalizio con Francesco Magnelli, ti sei attorniati di musicisti che sono anche amici da anni, quindi è come suonare in una famiglia?

GINEVRA: E' sempre stata un'esigenza mia, un sogno mio quello di tirarmi dietro le persone a cui voglio bene. Per me un musicista può essere il più grande musicista, ma se non è una bella persona non mi interessa. E' troppo importante condividere le cose, anche una sensibilità, sentire di avere intorno delle persone che sentono come te, con cui ti fai forza e vai, è un'altra cosa. Io e Francesco non abbiamo mai amato lavorare con turnisti, non fa parte della nostra storia, per cui ci scegliamo persone che amiamo.

Rockit: Leggevo che per la composizione di Trama Tenue, tu e Francesco all'inizio avete lavorato con un computer che per voi era quasi un territorio sconosciuto...

GINEVRA: Lo è tutt'ora! Mi hanno regalato il computer da due mesi ma... E' una bestia infame! Io non è che... E' un casino (ridiamo - ndi)! E' una roba che fa un gran comodo, e già mi fa incazzare perchè è comodo (e si continua a ridere - ndi)! Ho dei seri problemi con quell'aggeggio. Mi piace un casino la posta elettronica. Quella è intrigante, ma perchè credo che non abbia poi particolari indicazioni. E' bello potersi inviare delle robe in tempo reale e pensare che puoi scrivere i pensieri di ora, e che arrivano due minuti dopo, e poi dieci minuti dopo è già un'altra cosa e puoi farlo sapere a chi ti interessa, a parte le questioni di lavoro, ma io non lo uso per lavoro. Per il resto... No, il computer no... Non fa per me... Ed anche in quell'occasione ci siamo sperimentati... Però li siam diventati bravi! Si riesce, bene o male, a fermare degli appunti musicali, a fare qualche provino, insomma niente di definitivo, anche perchè poi mi interessa che la roba venga suonata veramente. Però si riesce a fare... Poi ci si capisce fra noi (ridiamo ancora - )!

Rockit: Adesso cosa c'è nel futuro di Ginevra Di Marco?

GINEVRA: Ora c'è un progettone grande. Sai che ho cantato nel disco di Max Gazzè, lui è venuto a cantare nel disco mio, sono un paio di anni che ci si frequenta, ci siamo un pò conosciuti ecc. E Max è una persona che mi paice, mi piace il suo modo leggero di essere intelligente, è una qualità che io non ho e che non c'è molto intorno a me, e mi piace riconoscerla in lui. Lo sento come un artista molto diverso da me, però in realtà anche con un sacco di punti in comune. Ed abbiamo deciso di tirare su un concerto-spettacolo in qualche modo. Cioè faremo una tournèe teatrale, probabilmente, stiamo ancora buttando le basi di questa cosa, che sarà un misto di canzoni mie e sue, suonate dalla mia band, cioè lui si unisce alla mia storia, con scenografie, danza, proiezioni, movimento, robe che succedono in un ambito più teatrale, che è difficile far succedere in un normale concerto rock o pop. Per cui è uno spettacolo proprio da tirare su completamente. Mi piace l'idea che ci si possa sperimentare in qualcosa che non siamo soliti fare, di mettersi anche un pò in gioco. E' un progetto molto impegnativo che ci prenderà un sacco di tempo e di energie, se tutto va bene dovremmo iniziare a portarlo in giro a metà o a fine dicembre.

Rockit: Un altro progetto teatrale molto interessante è stato quello de Il Fantasma dell'Opera. Cosa ci racconti di questo?

GINEVRA: Il Fantasma dell'Opera è un progetto nato diversi anni fa. I C.S.I. erano in Bretagna per registrare Ko de Mondo, il primo disco, ed arrivò dalla Cineteca di Roma l'idea di musicare un film muto. Veniva fatta a Roma una rassegna che si chiamava Musica delle ombre, che penso venga fatta tutt'ora, e fu chiesto ai C.S.I. di musicare Il Fantasma dell'Opera. I C.S.I. allora erano impegnatissimi e non avevano la testa per pensare ad altre cose. Io e Francesco però... Ci piacque l'idea, perchè come sempre ci attirano le robe che non abbiamo mai fatto, siamo stimolati dalle novità. Così ci siamo messi io e lui, abbiamo tirato giù queste musiche per questo film, un pò utilizzando delle basi dei C.S.I., e poi facendo musica dal vivo giriamo io e lui, piano e voce, poi da un pò di tempo a questa parte si è aggiunto Cristiano, che è il batterista, con le percussioni ecc. Ed è bello, perchè la musica dei C.S.I. è visionaria anche, evocativa... Per cui si presta molto a delle immagini anche antich, a tutte queste movenze plateali. E' bello vedere accostata la musica moderna ad un fil così vecchio. E' una bella esperienza, quando possiamo la portiamo in giro, anche lì cinema, teatri... E' da allora che lo portiamo in giro.

Rockit: Ti faccio una domanda che è piuttosto scontata. Parlando del tuo futuro, non hai menzionato i C.S.I.. C'è un futuro ancora per i C.S.I.?

GINEVRA: Nelle intenzioni c'è assolutamente. I C.S.I. hanno passato un periodo difficilissimo. Sono successe delle rotture, sono successi dei casini, dei dolori grandi, e questo scombussola le cose insomma... A meno che non si faccia finta di niente, ma non è il caso dei C.S.I.. Per cui adesso è nella testa di tutti il fatto che la storia dei C.S.I. è finita, Zamboni se n'è andato dal gruppo, non che Zamboni fosse i C.S.I. e che senza Zamboni i C.S.I. non esistano. Però c'è nella nostra testa l'esigenza di chiudere con il passato, semplicemente. Sai, si ha bisogno a volte di dare un taglio netto, perchè se no non riesci ad andare avanti. Questo è il caso dei C.S.I., quindi finirà la sigla dei C.S.I., in realtà poi restermo noi che continueremo a lavorare, a fare dischi ed a fare musica per quanto ci sarà possibile. A gennaio uscirà un antologico dei C.S.I. che sarà diviso in due volumi, uno sarà un live. E poi in primavera uscirà la seconda parte dell'antologico che sarà un disco di pezzi inediti, ripresi da vari spunti he avevamo, insomma rilavorati. Per cui per adesso uscirà quest'antologico, poi penseremo al disco nuovo.

Ringrazio particolarmente per la realizzazione di questa intervista Sergio Delle Cese di Sonica e Ginevra che ha avuto la forza di chiacchierare ad un'ora impossibile dopo il concerto!

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