Punkreas - Milano, Uffici V2, 04-02-2005 Intervista

09/02/2005 di

Nella sede della V2, incontro i Punkreas al completo in occasione dell’uscita della loro ultima fatica, “Quello che sei”. Son passati 5 anni dall’ultima volta che li ho intervistati, un po’ di cose sono cambiate (?). Registratore sul tavolo, una mezz’ora circa di domande e risposte.



Una domanda facile allinizio. Il disco nuovo, comè nato? Intendo dire: come, dove, con chi.
FLACO: E’ stato un parto lungo.

NOISE: Un travaglio molto lungo.

FLACO: No, non un travaglio. E’ stata lunga la gestazione, quello sì. Poi il parto è stato breve. Nel senso che ci abbiamo lavorato per un buon annetto. Ci siamo concentrati solo su quello. Abbiamo evitato di prendere delle date estive la scorsa estate, anche se c’erano delle possibilità interessanti, perché volevamo concentrarci su quello che stravamo facendo e cercare di dare un taglio omogeneo, cercare di trovare quello che ci piacesse. Quando ci siamo arrivati abbiamo poi registrato nel solito mesetto a Torino con Carlo Rossi, lì l’abbiamo anche mixato e… basta, il risultato è “Quello che sei”.

Cioè 1 anno per pensarlo e 1 mese per realizzarlo.
FLACO: No, non proprio 1 anno per pensarlo, se non nel senso di ‘pensarlo con le mani’. Nel senso di suonarlo scriverlo arrangiarlo. 1 anno per ‘costruirlo’ insomma. Poi sì un mese per registrarlo.

NOISE: Siamo arrivati in studio con il disco pronto. Praticamente quello che è il disco è quello che suonavamo in saletta, esattamente rifinito come piaceva a noi.

E quindi Carlo Rossi non cha messo mano più di tanto, se non come suono immagino
FLACO: No infatti, ci ha messo le sue capacità di prendere i suoni e mixarli.

NOISE: Ma gliel’abbiamo chiesto anche a priori, dicendo “il disco ci piace così com’è stato costruito”.

PALETTA: Sì lui ci ha messo del suo appunto a ‘prendere il suono’.

No perché comunque suona bene, compatto e sostenuto.
FLACO: Sì infatti è stato completamente diverso rispetto alla prima volta che abbiamo lavorato con lui (ai tempi di ‘Pelle’ - 1999 ndi), che aveva proposto degli interventi sonori molto interessanti però per certi versi anche un po’ fuori dal nostro contesto più abituale… è stata bella come esperienza, come situazione… ma questa volta volevamo recuperare la nostra densità sonora, per cui siamo arrivati lì col disco finito.

NOISE: È un disco Punkreas, così com’è in saletta così come sarà dal vivo.

Quindi non presa diretta, ma “quasi”.
FLACO: No, cioè in presa diretta, insieme, hanno suonato basso e batteria, poi gli altri strumenti singolarmente
NOISE: Ecco però doppiare le ritmiche, sovrapporre chitarre… ecco, tutto questo non c’è. Tutto quello che senti è stato suonato. Così è come suona.

PALETTA: Esatto, e tutto questo è una conseguenza di quello che abbiamo fatto prima. Ci è servito moltissimo per capire cosa volevamo fare veramente.

NOISE: Diciamo che è stato un recupero dell’originalità Punkreas innestata su un nuovo impianto.

Si perché mi ricordo che ai tempi di Pelle eravate stati shoccati dal modo di lavorare di Carlo
FLACO: Sì lui ha un modo di lavorare molto analitico e noi eravamo disabituati a questo metodo di lavoro, però ha anche dei vantaggi questa cosa. Abbiamo cercato di fare tesoro dei suoi insegnamenti per poi lavorare sinteticamente com’eravamo abituati noi. Cioè anziché pensare alla singola unità di suono, pensare più al suono generale e all’impressione di suono in generale.

PALETTA: Bravo! Anche perché quando abbiamo iniziato a lavorare con Carlo era veramente diverso rispetto alle altre volte, gli altri lavori erano più condizionati dal tempo che avevamo a disposizione piuttosto che a quanto volevamo veramente fare. Già dal primo demo che l’abbiamo fatto in 1 giorno, a “Paranoia e potere” (1994) che l’abbiamo fatto in 1 settimana, a “Elettrodomestico” (1997) che l’abbiamo fatto in 10 giorni.

CIPPA: “Paranoia e Potere” l’abbiamo fatto in 1 mese solo la sera dopo il lavoro andando giù nella cantina dove registravamo!

NOISE: Sì diciamo che era un dopo-lavoro…
CIPPA: 100 ore ci abbiamo messo! Perché avevamo fatto il conto dei soldi, di quanto potevamo spendere e ci era venuto fuori qualcosa come 100 ore.

PALETTA: Va beh insomma è stato un modo nuovo di lavorare.

FLACO: Ci ha aperto delle strade.

NOISE: Diciamo che in questo disco l’esperienza c’è. Abbiamo recuperato un po’… l’originalità, con dentro l’esperienza di “Pelle” (1999) e “Falso” (2003).

In 2 parole, questo disco da dove viene e dove vuole andare.
FLACO: Viene da lontano e vuole andare lontano.

PALETTA: Sì, secondo me è la risposta giusta.

Bene. Suonate da parecchio e...
CIPPA: non avete ancora imparato?

No, ecco, appunto... avete imparato a suonare, e questo si sente parecchio, però... non vi viene voglia di fare altra musica, qualcosa di diverso, qualcos'altro che non sia sempre il "solito" disco dei Punkreas che quando esce è "il disco dei Punkreas"?
FLACO: Sì, ci è venuta voglia di fare delle sperimentazioni, le abbiamo anche fatte a dire il vero, solo che la maggior parte delle volte le abbiamo prese e buttate alla fine, non perchè non fossero interessanti dal nostro punto di vista personale, ma proprio perchè alla fine è giusto presentare anche agli altri quello in cui riesci meglio, e quello in cui riusciamo meglio, con tutti gli sforzi che facciamo, è questo tipo di cosa, quello che ci sentiamo sulla pelle. Qualcos’altro… ce ne possiamo appropriare, possiamo impararlo... però è un approccio già più mediato. Anche in “Falso” c'erano dei pezzi funky etc, non erano male, però la nostra pelle è questa qua.

CIPPA: Cioè sperimenti quanto vuoi, ma quando puoi ti metti lì e fai i 4 accordi che ti piacciono.

FLACO: Noi sentiamo che quello è quello che ci viene, che ci sentiamo come proprio, il nostro vestito, in cui ci sentiamo a nostro agio.

Questo discorso era anche legato al fatto dell'età. Nel senso: diventate sempre più bravi a fare quello che fate però a volte si sente questo come limite e questo lo percepisce maggiormente chi è cresciuto con voi, chi vi ha seguito, chi ha una certa età, che vi ha ascoltato dai primi dischi, beh ormai va ad ascoltare tutt'altra roba
CIPPA: Ma sì c'è gente che ci veniva a sentire 10 anni fa che adesso ha 35 anni... magari viene anche al concerto, però dicendo “oh, vengo proprio perchè sono affezionato a voi, così, ma non ascolto più quel genere di musica..."
FLACO: Sì ma questo processo dimostra solo che la vita è usurante per i non-musicisti più che per i musicisti. il problema è che a un certo punto la gente si autorappresenta come troppo vecchia per ascoltare la musica che noi facciamo, e quindi si mette ad ascoltare cose finto-intellettuali che gli danno l'impressione che la scelta di vita che fa sia più giustificata o comunque la musica che si mette ad ascoltare è una musica più in sintonia con il resto della sua vita… e allora si mettono ad ascoltare delle cose mosce... forse noi siamo un pò più fortunati da questo punto di vista... intendiamoci, fortunati finchè va bene, perchè se poi va male ci ritroveremo 50enni senza il paracadute a spiaccicarci come dei pomodori, però finchè va bene avremo una specie di adolescenza prolungata che ci permette di continuare a godere di questa musica. Non c'è motivo per cui dovremmo smettere. È più interessante capire perchè qualcuno smette per dire...

Sì... molti "smettono" probabilmente, nel senso che dici tu, ma altri ascoltano altre cose non necessariamente "mosce".
FLACO: Sì, ok, però c'è un processo di invecchiamento, non so come dire...

Te la metto così. Ti faccio il paragone con la musica elettronica. Negli anni '70 c'era il punk, con il suo do-it-yourself (cioè lo posso fare anch'io) che è lo stesso principio dell'elettronica adesso, tanti ragazzi adesso si mettono a fare quello che costa anche meno...
GAGNO: Ma sì l'atteggiamento punk, il nome "punk" è venuto fuori coi Sex Pistols eccetera, ma l'atteggiamento è una cosa innata. Non c'entra quello che suoni.

NOISE: L'elettronica è meno fisica, meno diretta... cioè star seduti, mettere, togliere, boh...

PALETTA: Ma sì ma non è nemmeno una cosa da dire “costa di meno fare questo, costa di meno fare quello”, chi fa elettronica lo fa perchè penso sia una cosa abbastanza semplice. ..

FLACO: Certo l'elettronica negli ultimi anni ha aperto dei territori che i punk se li sognano, o l'hiphop che ha scoperto un uso della batteria che con la batteria acustica da sola non ci si arrivava ad esempio... l'hanno scoperto lavorando con un atteggiamento punk sugli strumenti. E va benissimo.

Noi siamo già più un clichè dal punto di vista sonoro, prendiamo il clichè cerchiamo di lavorarci dentro, cercando l'originale ma restando dentro una forma che per noi è quella, non siamo degli sperimentatori musicali, lo accettiamo.

NOISE: I dischi dei Punkreas sono sempre stati fondati sull'immediatezza e una certa fisicità, che la musica elettronica non ha… e' più fredda, non ci sono cazzi. E' più pensata.

FLACO: Però tutto questo che stiamo dicendo forse dipende dal fatto che noi siamo vecchi.

PALETTA: Ma non lo so, più che “siamo vecchi” entra in ballo il fattore del gusto... riguardo ai costi, in effetti a pensarci bene, con gli strumenti che ci sono adesso, è davvero qualcosa fattibile in casa…
FLACO: Sì ma devi considerare che è indispensabile un discorso di collettività, per esempio la gente come Moby fa delle cose interessanti sì, però poi dopo… io ho comprato il disco e l'ho ascoltato una volta e penso che non lo ascolterò mai più in tutta la mia vita, perchè la dimensione intellettuale è troppo prevaricante rispetto alla fisicità che nella musica ci deve essere…

Ok. Cambiamo discorso. Ascoltate altri gruppi, comprate i cd? E se sì quali?
PALETTA: Comprare comprare...

FLACO: Io l'ultimo cd che ho comprato è stata la raccolta di Robert Jhonson.

CIPPA: Io quello dei Social Distortion.

PALETTA: Poi la musica italiana... sai vai ai concerti...

Ma li avete comprati o ve li regalano i dischi?
CIPPA: Ce li scambiamo con gli altri gruppi italiani

No perchè poi un'altra domanda che viene è: perchè uno deve comprare i vostri dischi se voi non comprate i dischi degli altri?
PALETTA: Bella domanda.

NOISE: Gli italiani t'ho detto che facciamo scambio merci.

FLACO: è come uno stampatore di magliette con un altro stampatore di magliette è normali che se li scambi. Li scambi perchè sei all'interno di un circuito di lavoro.

CIPPA: Io devo dire comunque che nell'ultimo anno i miei aquisti sono calati di brutto…
PALETTA: Sì è vero poi io ho preso il Mac un mio amico mi ha messo un programma per scaricare gli mp3 e adesso sto scaricando il mondo, però anche lì... se mi interessa davvero un gruppo e voglio avere quel disco, perchè mi da un'immagine particolare, perchè voglio avere l'originale… lo compro...

FLACO: Se c'è qualcuno che voglio che viva, che continui a vivere, gli compro il cd. Tipo il cinema italiano... attualmente ci sono dei bellissimi film che sono massacrati, non hanno distribuzione (penso a “Fame chimica'” a “Lavorare con lentezza”). .. ecco, io quelle cose cerco di andarle a vedere perchè quello diventa anche una specie di tentativo di fare in modo che anche se tanti altri come me lo fanno queste persone potranno fare un domani altre cose e mi fa piacere. Poi rispetto a noi non abbiamo nessuna lamentela, sappiamo che se ci sono delle persone che terranno al fatto che i Punkreas possano fare un altro disco, perchè gli fa piacere un disco dei Punkreas tra le mani, in qualche modo ci sosterranno o venendo al concerto o comprando il cd Se invece potranno fare a meno di noi lo faranno. Non c'è niente da recriminare.

PALETTA: E se invece lo vogliono avere e basta lo scaricano…
NOISE: E poi se vengono a costare meno la gente li compra i cd. Ultimamente un nostro cd (“Pelle”) messo in offerta a 10 euro ha fatto un botto, che anche chi l'aveva masterizzato l'ha comprato!

CIPPA: Io sono un pò il contrario... io vado a cercarmi le prime copie originali, che magari sono in digipack…
FLACO: Va beh di un disco storico che per qualche motivo è stato importante per me, prima o poi voglio avere l'originale.

NOISE: Io i masterizzati li perdo, non so perchè... un originale, con la sua copertina, il suo dischetto me lo sento... il masterizzato lo perdo regolamente, non riesco a ricordarmi di averlo.

FLACO: C'è un residuo del fascino dell'originale, che si è un pò perso nel passaggio dal vinile al cd, ma evidentemente è rimasto se siamo così attaccati ai cd. E comunque penso che la masterizzazione e lo scambio privato di file siano delle cose assolutamente giuste e da difendere da tutti i punti di vista e non sono neanche convinto che facciano del male ai gruppi sinceramehte, perchè comunque fanno circolare delle cose che altrimenti non avrebbero un canale per circolare, che uno non andrebbe a conoscere perchè comunque non si ha la possibilità di conoscere e comprare tutto.

CIPPA: Che poi è automatico: se il disco piace, anche se l'hai scaricato dici "vaffanculo" se ti piace veramente lo compri.

FLACO: Quelli che se la menano veramente su queste cose quì sono le Major perchè sono anche i più colpiti dalla pirateria vera e propria… intendo dire chi stampa i cd falsi in quintalate di copie, che è un furto sì, certo, ma che comunque colpisce solo la gente di classifica, gli toglie delle briciole rispetto ai guadagni che già fa... Chi dovrebbe scandalizzarsi?

PALETTA: Magari è la volta buona che abbassano i prezzi.

FLACO: Che anche lì è una cosa vera fino a un certo punto, una delle cause del prezzo alto è la differenza di Iva del disco rispetto al libro, non riesco a capire perchè un disco di Iacchetti sia considerato cultura (quindi Iva al 4%) mentre un disco dei Punkreas sia considerato entertainment e quindi deve pagare l'iva al 20 %. Già non mi sembra una cosa sensata. Poi se lo paragoni a categorie merceologiche libri e dischi non è che c'è questa differenza devastante, non si capisce però perchè sulla musica non ci vada del tempo, del lavoro... anzi in realtà per scrivere un libro ci vuole molta meno tecnologia... prendi una biro un computer e fai delle ricerche... in realtà i costi, le tue spese sono nettamente inferiori...

NOISE: Le stesse di un libretto del cd ma all’ingrosso…
FLACO: …hai i tempi di lavoro, ma non hai le spese di registrazione, promozione, video, strumenti, furgoni, benzine, autostrade, commercialista...

Ok, parliamo di messaggi e censure. Cera stata la brutta faccenda di censura ai tempi di “Falso” per un vostro video
PALETTA: Sì il video di ‘Canapa’ che poi è il video che c’è nel dvd allegato al nostro ultimo disco.

FLACO: Sì, è andata che all’inizio TUTTE le televisioni non volevanoo passare il video. Mtv, Rai2 hanno bloccato il video: ho ancora le email, sono abbastanza divertenti … era stata giustificata sulle prime ufficialmente da Mtv dal fatto che la canzone avrebbe istigato alla deliquenza… questa era stata la loro prima risposta, molto impacciata in realtà, perché di istigazione non c’è traccia nel video, a tutt’oggi la legge Fini fortunatamente non è stata ancora approvata e quindi il consumo personale non è un reato penale quindi l’istigazione a delinquere era una cosa che non c’entrava niente nel contesto… in realtà c’è stato un irrigidimento tardo-perbenista su una cosa che li metteva in un vicolo di contraddizioni pesante da gestire perché una televisione per giovani che fa pubblicità del Johnnie Walker però non fa passare un video sulla canapa si mette in una situazione difficile da cui giustamente poi ne sono usciti passando il video, dopo un po’…

Quindi hanno passato il video.
FLACO: Sì lo hanno passato anche perché dopo un po’ Radio Deejay ha fatto da “pilota” mandando il pezzo senza nessuna sollecitazione particolare… gli è piaciuto e hanno cominciato a mandarlo.

PALETTA: Beh noi abbiamo fatto anche il comunicato all’Ansa…

Però non so, faccio un po lavvocato del diavolo in questo era anche lecito e legittimo da parte loro (Mtv) un atteggiamento del genere, perché loro non sono obbligati a passare questi messaggi, loro sono una televisione commerciale che fa quello che vuole no?
FLACO: Beh…ho capito… però allora se mi presenti la tua impresa mediatica e di informazione sotto questo profilo mi va bene, ti voglio vedere in televisione che appari e dici “la televisione è mia e faccio quello che voglio”.

Beh, ma è così. MTV è così
FLACO: Sì è così ma nella misura in cui viene continuamente mascherato questo aspetto e in questa dimensione tu hai delle possibilità di giocarti o meno la possibilità di aprirti lo spazio che ti è dato, cioè è normale che ci sia un controllo editoriale però è anche normale che se tu aspiri ad avere un ruolo informativo e avere un rapporto privilegiato coi giovani devi essere anche in grado di spiegare perché hai deciso di passare un messaggio come “il whisky è un ottimo prodotto” mentre una canzone in cui non c’è nessuna istigazione ma soltanto una rilettura di quella che è stata una pianta che per motivazioni illogiche è stata vietata quello non può passare… su questo non c’è proprietà che tenga… è un discorso di coerenza rispetto a quello che fai e a come ti presenti. La proprietà non c’entra nulla.

PALETTA: Sì perché se no non fai la televisione del finto-alternativo se poi dopo motivi una censura del genere.

FLACO: Comunque è ovvio che possono fare quello che vogliono. E infatti noi ci becchiamo Al Bano come rappresentante della musica italiana, mentre i Punkreas non te li beccherai mai… dopodichè il nostro compito penso sia anche di forzare un po’ la mano dove possibile…
NOISE: Sì infatti, su Rai2 noi eravamo in classifica a “Top of the pops” e quando c’è stato da far vedere il nostro video hanno mandato uno schermo nero…mentre degli altri ovviamente facevano vedere tutti i video… Cioè in quel caso stai facendo informazione, stai mandando la classifica, e invece…
FLACO: Però è strano che succede una cosa del genere e la gente che appartiene a un circuito presumibilmente vicino al nostro, come te, si metta a fare l’avvocato del diavolo… questo è paradossale, perché uno dovrebbe incazzarsi …

No ecco, io mi incazzo ma con voi e adesso ve lo spiego, così facciamo anche lultima domanda che già dovevamo smettere da dieci minuti
FLACO: Perché sei uno di quelli di sinistra che ti piace spararti con quello da parte?

No assolutamente, anzi, questo lo dico a voi. Nel senso, ascoltando tutte le canzoni del disco ognuna è contro qualcosa
FLACO: No. Non hai ascoltato bene
NOISE: No non tutte, “Satanasso”… “L’uomo con le branchie”…
FLACO: Sì, ormai passiamo per quelli sempre contro tutti, ma questo disco mi sembra più vario…
CIPPA: Meno rognoso anche, cioè contro qualcosa ma con più tranquillità.

NOISE: Ma sì ma come ogni persona abbiamo cose che ci piacciono e cose no, e le cose che non ci piacciono le diciamo…

Insomma io sono anche daccordo su questo fatto, ma voglio finire la domanda: non cè niente che va bene?
PALETTA: Ecco bravo è quello che volevo dire io.

Ok. Parlate di cose che si sanno già tendenzialmente cioè “il giovane del circuito alternativo”, come lo chiamate voi, sono situazioni che già conosce, la polizia che rompe i coglioni per qualsiasi cosa, voglio dire lo si sa, lo si è vissuto l’<b>American Dream lo sappiamo benissimo tutti che marcio porta dentro…
GAGNO: Beh tutti no, se no non vincerebbe Berlusconi…

Tutti quelli che ascoltano i Punkreas intendo, quelli che non ascoltano i Punkreas non li ascolteranno neanche mai Io voglio dirvi questo, fatemi finire la domanda dai la gente ha bisogno di essere colpita nellimmaginario, non da prediche o lamenti in generale, quello di cui ha bisogno la gente anche nel “circuito alternativo” è di averlo unimmaginario, veramente una proposta “alternativa”, cioè non perdere tempo a criticare quello che non va. Cè veramente bisogno di unImmaginario Altro, non di dire noi viviamo in questo mondo e questo mondo è fatto così e cosà
GAGNO: è un atteggiamento più buddista quello che dici.

Non so se è buddista o meno, è veramente un Bisogno, di costruire Davvero un altro mondo, ma nella testa della gente, prima che nei fatti nella testa della gente.
FLACO: Sottoscriviamo.

Eh, voi sottoscrivete e io faccio questa domanda allora, che non viene fuori dal disco: qual è il mondo che volete? Qual è la vostra Visione?
FLACO: Non ne abbiamo, abbiamo un cumulo di visioni che sono andate a male, che non sono riproponibili… abbiamo una capacità a pensare in termini globali, perché già pensare in termini a-globali rischia di essere una violenza e abbiamo difficoltà a riconnettere tutto a un livello locale che però non sia miope. E questa è la condizione che condividiamo con la maggior parte delle persone. Non siamo Marx, ci piacerebbe aprire una visione nuova dal punto di vista economico-sociale… però siamo i Punkreas cioè …
GAGNO: In questi giorni Kofi Annan all’Onu ha detto “il male impazza quando i buoni stanno zitti”… non so cosa voleva dire ma in effetti se c’è qualcosa da dire perché no…
FLACO: Anche il tuo discorso “le cose che si sanno già” effettivamente rischia di essere una forma di auto-rappresentazione ma in qualche modo è anche una forma di auto-rappresentazione necessaria, nel senso cantare quello che si è, è una forma nel senso di ridarsi una definizione, forse un punto di partenza, da un certo punto di vista minimale, in assenza di proposte organiche sul futuro… ma oggi di proposte organiche sul futuro se c’è qualcuno che è in grado di farle in maniera intelligente noi ci mettiamo in fila per ascoltare… noi non abbiamo questa capacità di sintesi di aprire nuovi orizzonti per l’umanità, facciamo già fatica a tenere aperti i nostri personali e cantiamo quello che siamo…
PALETTA: Sì cantiamo quello che siamo.

NOISE: In ogni disco c’è comunque sempre un pezzo, una scintilla. Si parla di aggregazione…
GAGNO: Una speranza.

FLACO: Sì ultimamente è diventato più un auspicio che una lettura… è questo… è la crisi che stiamo attraversando in questi anni e “purtroppo” tocca i Punkreas, come tutti del resto, non siamo esentati da questa Crisi.

PALETTA: Noi facciamo musica.

FLACO: Se tu fai caso, in “Paranoia e Potere” del ’94 avevamo messo una citazione di un filosofo francese che ci sta molto caro che diceva “anche nel microatteggiamento si innesta uno spostamento che può essere un microspostamento verso il fascismo” e noi quella cosa l’avevamo messa perché pensavamo si sta andando in quella direzione di chiusura progressiva… ed era il ’94… e non abbiamo purtroppo mai avuto modo di smentire questa cosa: siamo entrati in questo tunnel che ancora ha bisogno di energie per costruire delle possibilità future, per adesso a livello teorico e pratico mi sembra che un po’ tutti abbiano delle difficltà, anche perché è evidente che in una situazione di crisi quando interviene una crisi la risposta più facile è quella autoreferenziale e fascista, comunque la risposta più semplce è quella di chiudere la porta e ‘fanculo a chi resta fuori. Quindi è normale questa reazione generale del cazzo… Aspettiamo fiduciosi. Cerchiamo di elaborare.

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