Cristina Donà - Miracoli su misura, 04-02-2011 Intervista

07/02/2011 di

Dopo i testi in anteprima e averlo recensito, finalmente ci facciamo raccontare "Torno a casa a piedi" dalla diretta interessata. Cristina Donà ha pubblicato un lavoro più che spiazzante, se paragonato alle sue uscite precedenti: tinte solari, il pop come base d'appoggio, un inaspettato ottimismo. Fausto Murizzi l'ha intervistata: si parla di Beppe Grillo, il CPI, Manuel Agnelli, della sua vita da mamma, di queste nuove canzoni.



Partiamo dalla primissima suggestione extra-musicale che ha generato "Miracoli", ovvero che potrebbe assurgere a ideale colonna sonora del Movimento 5 Stelle animato da Beppe Grillo. Ne saresti orgogliosa, che tu ti ci riconosca o meno in quel movimento?
Sono iscritta alla newsletter di Grillo e mi piace leggere ciò che ricevo quotidianamente anche se è difficile essere costante. Credo che sarebbero sufficienti due interventi alla settimana per non saturare l'attenzione di chi legge. Inoltre cercherei una strada meno polemica su alcuni temi limitando i confini della comunicazione alla descrizione dell'evento. A volte mi sembra che vada un po' fuori dalle righe. Anche se ne comprendo i motivi. Comunque sia stimo Grillo dai tempi di "Te la do io l'America". Apprezzo molto il suo acume e la sua intelligenza. Mi hanno anche invitata al concerto che si è tenuto lo scorso anno. Per quell'evento mi hanno chiesto di partecipare gratuitamente perché per me poteva essere una buona vetrina. Ho trovato l'uscita un po' infelice e non proprio in linea con i suoi principi visto che il mio è un lavoro e in quanto tale dovrebbe essere riconosciuto. La beneficienza la faccio in altri contesti. Detto questo forse lui non ne sa niente ed è colpa di chi ha organizzato la serata. Miracoli per un movimento politico?…ci penso, ma preferirei di no.

Tendi sempre a mantenere un low-profile ogni qual volta ti rapporti con l'esterno. Rappresenti una vera e propria eccezione - e te ne siamo grati - ma come si concilia ciò con il music-biz? Voglio dire: non subisci alcun tipo di pressione?
No. Credo di essere fortunata in questo senso.

A volte mi manca la Cristina Donà di "Tregua" e "Nido", quell'artista che si lanciava in piccoli\grandi esperimenti sulla forma-canzone come nessun altra aveva saputo fare fino ad allora. C'é qualche aspetto di quell'epoca per cui provi un sentimento nostalgia?
La nostalgia per ciò che amo è sempre presente. Sono legata a tutti i miei album ma la cosa che mi preme di più è proporre percorsi nuovi. Questo vuol dire anche perdere per strada chi si era affezionato ad alcune sfumature. E' un rischio che corro volentieri. L'importante è soddisfare la mia voglia di fare musica, altrimenti sarei un riflesso del desiderio altrui.

A tal proposito, mentre realizzavi "Torno a casa a piedi" sei andata a ripescarti qualcuno dei tuoi dischi precedenti per ripescare magari qualche idea, qualche suono o semplicemente un'atmosfera? Più in generale ti é mai successo in passato?
No. Anzi. Non riascolto quasi mai ciò che ho pubblicato se non a ridosso dell'uscita e quando lo faccio mi fa sempre desiderare di allontanarmi da quell'idea.

Come mai la scelta del produttore è caduta su Saverio Lanza: incontro casusale o amici musicisti in comune?
E' stato il mio nuovo manager Gianni Cicchi (di cui ho una grande stima dall'epoca in cui contribuì alla costruzione del C.P.I) a suggerirmi di provare con Saverio, per capire se poteva soddifare la mia voglia di dare più articolazione alla mia musica. Dopo un'iniziale, e brevissimo, momento titubanza (gli artisti del pop italiano con i quali ha lavorato, C.S.I a parte, non sono esattemente sulla mia linea musicale) mi sono resa conto di quanta fosse la sua ricchezza e ho cominciato a "saccheggiare" i suoi spazi sonori e musicali costruendo con lui le musiche di questo album. Non solo è un musicista, arrangiatore straordinario, ma anche una bellissima persona. Con i produttori sono stata davvero fortunata.

Non sono riuscito a dare un senso compiuto a quanto racconti con "Giapponese", forse il brano che in quest'album ha la marcia in più. Che tipo di esperimento è stato?
E' un brano di suggestioni legate alla velocità con cui viviamo e alla preoccupazione di non poter arrivare a fine mese nonostante le corse e la fatica. Non c'è una logica precisa, un po' come spesso succede nelle nostre vite. E' stralunata. Piace molto anche a me.

Che importanza ha invece una canzone come "Lettera a mano" e perché é stata inserita proprio in fondo alla tracklist?
E' un addio ad un mondo che non c'è più, quello in cui ci si scriveva le lettere a mano. E' un gesto d'amore e allo stesso tempo una fuga dettata dalla paura. Paura per l'incapacità di gestire una nuova realtà. Una dichiarazione nuda come "ho paura sempre di rimanere sola", mi sembrava un buon modo di congedarmi.

Hai già fatto diversi show-case per presentare il disco ai fan. È stato duro ritrovare quella dimensione dovendola coniugare, d'ora in poi, col tuo nuovo "ruolo" di mamma?
Si, soffro molto il distacco da mio figlio e mio marito, come non mi era mai successo prima. Per questo, visto il mio amore incondizionato verso il live e l'incontro con chi segue la mia musica, sto cercando di trovare un modo per rendere questi strappi vivibili con un po' di filosofia. Credo dovrò farmene una ragione. Parlo spesso con i colleghi che vivono lo stesso problema e questo mi aiuta.

Riascolto spessissimo l'incredibile versione a quattro mani di "Mind games", registrata una decina di anni fa insieme a Manuel Agnelli a RadioPopolare in occasione della storica trasmissione "Patchanka". Ritornerai a fare qualcosa ancora con lui?
Sì, è molto bella. L'ho riscoperta di recente grazie a un fan che mi ha portato una compilation di brani extra come questo. Cantare con Manuel è sempre stato emozionante e catartico. Mi auguro ci sia presto una nuova occasione.

A proposito di cover, siccome sei una che in questo campo ha sempre viziato i suoi ascoltatori, hai pensato a qualcosa di particolare per la tournée?
Proprio perché ne ho interpretate molte dall'inizio della mia carriera sono un po' satura. Attendo di "ripulire le orecchie e l'ugola" per inserirne di nuove.

Chiediamo anche a te, come a molti altri artisti, in che modo oggi "consumi" principalmente la musica, nonostante magari volessi farlo in un modo diverso ma gli eventi e il tempo non te lo permettono…
Ascolto musica principalmente in macchina. Lo faccio anche con  il computer ma rigorosamente in cuffia. Detesto il suono che esce dagli speaker dell'oggetto in questione a meno che non sia collegato ad un buon mezzo di diffusione. Ho per ora abbandonato l'impianto hi-fi perché mio figlio ha deciso che appena si accende la lucina rossa deve intervenire come tecnico del suono. Impossibile arrivare alla seconda canzone. Non vedo l'ora di riprenderne possesso.

Vedo che hai iniziato ad aggiornare costantemente la tua pagina su Facebook evitando però di utilizzarla esclusivamemte per scopi promozionali. Come ti trovi con quest'inedita forma di interazione con chi ti segue?
E' da anni che, prima attraverso il sito poi con myspace, comunico con chi mi segue attraverso la rete. Mi piace anche se non è sempre facile. Ho sempre meno tempo.

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