Timoria - MTV Day, 12-09-2002 Intervista

20/09/2002 di Simona Cortona

Una chiacchierata nel backstage del MTV Day con Sasha e Illorca dei TIMORIA




Rockit: Raccontami le tue emozioni davanti a 80 mila persone?

Sasha: L’emozione è sempre grande suonando davanti a così tanta gente. Noi di solito facciamo 2, 3 mila persone a concerto. Ma succede quelle due, tre volte all’anno di partecipare a questi festival estivi così grandi e l’emozione è sempre tanta.

Rockit: E la tua impressione?

Illorca:Ma in questi momenti quando sei hai un festival è tutto molto diverso da quando sei ad un concerto tuo. In mezz’ora devi condensare energia, abilità, furbizia tra virgolette, cosa che non fai quando suoni solo nelle tue serate. C’è una tensione incredibile che però si stempera appena esci e suoni la prima nota, quando ti accorgi o che va tutto bene o che tutto fa schifo. Questa volta, già alla prima nota, abbiamo visto il pubblico che ballava e noi ci siamo subito tranquillizzati. E’un po’ come bere un bicchiere di rhum bello pieno.

Rockit:Si vedevano molti vostri fans, striscioni, curve nord. Questo fa certamente piacere…
Sahsa: I nostri fans non ascoltano solo la nostra musica fanno parte della nostra vita e noi facciamo parte della loro. I Timoria o li ami o li odi. E loro ci amano veramente alla follia per cui quando vengono ad un festival del genere, abbiamo notato, che i fans cercano con striscioni enormi di farsi vedere, di coinvolgere nuove persone. E’ bello indubbiamente. Tra le altre cose c’è da dire che in un festival così grande non tutti vengono per sentire te ed è interessante suonare per farsi conoscere.

>br> Rockit: Un clima certamente meno ingessato di quello di Sanremo?

Sahsa: Ehhh……… decisamente….

>br> Rockit: E quale preferisci?

Sahsa: Asssolutamente questo!!

Rockit: Raccontami qualcosa di Sanremo?

Illorca: Bè a Sanremo abbiamo partecipato due volte, ma la prima eravamo veramente ragazzini, nel 1991, e vincemmo il premio della critica. E lì, naturalmente, ricordo agitazione, inesperienza. Questa volta lo abbiamo affrontato andando sempre con un brano nostro, con il nostro modo di essere, e, visto il risultato finale, si è capito che eravamo noi stessi. Anzi si dice che a Sanremo se suoni rock il 20° posto porti bene. Sai lì è il tempio del pop italiano, del pop nazional-popolare per cui eravamo un po’ dei pesci fuor d’acqua. La nostra immagine era molto legata al beat e visto che il pezzo si rifaceva molto a quell’epoca abbiamo cercato di mediare un po’ il tutto. Non saremmo mai e poi mai andati in giacca e cravatta.

>br> Rockit: Nel vostro nuovo lavoro le sonorità sono un po’ cambiate ma il viaggio dei Timoria continua?

Illorca: Come dici tu, il fatto che il sound si evolva e cambia è sintomo del viaggio che continua, di una ricerca che dura da 11 album all’interno del rock, contaminandolo sia dal punto di vista musicale, che con altre esperienze come l’arte figurativa.

Rockit: Come stà andando la tournée?

Sahsa: La tournée è cominciata ai primi di giugno e abbiamo passato l’estate in giro per l’Italia. Niente ferie, giusto qualche bagno notturno ma sono veramente appagato. In tournée c’era parecchia gente e abbiamo suonato molto bene. Eavamo proprio in sintonia, sia tra noi e con il pubblico. Adesso dopo questa esibizione avremmo un concerto importante a Milano il 21 settembre all’Alcatraz dove concluderemo in bellezza. Dopo di che ci prenderemo un attimo di pausa e riprenderemo a lavorare a novembre, dicembre nei club.

Il disco stà andando bene e adesso in cantiere c’è un disco dal vivo.

Arriva Omar Pedrini.

Rockit: Come ci si sente davanti a 80mila persone?

Omar: Non voglio sembrare snob ma a noi è successo tante volte nella nostra carriera. Abbiamo fatto due Heineken Festival, due primi maggio, la Federal Musica a Parigi: lì erano in 200 mila. In questi raduni cerchiamo di ricreare la stessa atmosfera, e spero che oggi si sia capito, un po’ hippy, un po’ libera che c’è in casa nostra.

Quindi cercando di portare avanti il nostro discorso nello stesso modo sia quando ci sono 100 persone che quando ce ne sono 100 mila. E’ chiaro che l’energia che ti arriva è molto forte. Anche oggi abbiamo improvvisato tanto, quella parte acustica di “Sole Spento” non era in scaletta. Ci siamo un po’ lasciarti un può andare perché c’era un’ottima energia, un ottimo feeling con il pubblico.

Rockit: Certamente non era però la stessa di Sanremo?

Omar: Purtroppo no, quella è tutta un’altra cosa.

Rockit: Ma tu quale preferisci? Questa?

Omar: Bè credo che questa sia nel mio patrimonio genetico. Non sputo, però, nel piatto dove ho cercato di mangiare. Se noi partecipiamo ad alcune manifestazioni anche se possono non piacerci lo facciamo per sopravvivenza, perché abbiamo bisogno di farci conoscere e di sperare che la gente compri i nostri dischi in modo che i Timoria possano andare avanti. Noi non siamo gente che ha fatto i soldi con la musica, quindi ogni anno è una scommessa. E allora quando hai la possibilità di fare le tue cose, di essere visto, di presentarti con un disco molto anni ’60 e inserirti in mezzo ad un discorso sul beat italiano…. Certo con il Topo non sarebbe stato impossibile andare a Sanremo. Ho creduto che ci fosse un punto di contatto tra questo giocare a fare i Beatles e il film che sarà presentato al Festival del Cinema dei Giovani di Torino. C’era l’occasione giusta per farlo, per non arrivare lì e sembrare dei marziani. Ci abbiamo provato, l’ultimo posto parla chiaro, non siamo stati capiti però penso che i nostri fans abbiano apprezzato la cosa. Non ci siamo sputtanati. Qui poi ce ne erano parecchi, ho visto tanti striscioni, cantavano tutte le canzoni a memoria, sono delle belle sorprese e sono quelle belle iniezioni di fiducia che ti servono sempre.

Rockit: Noi ci rincontriamo dopo un anno, dopo il “El Topo Grand Hotel”, dopo “Sole spento”. Quali progetti hai per il prossimo futuro?

Omar: Il più grosso è di rifare il Brescia music art perché dopo un anno e mezzo di silenzio sono riuscito a raccogliere dei temerari interessati a realizzarlo con me. Quindi dal 2003 ripartirò con questo grande festival. A fine anno esce finalmente il nostro film e il mondo del cinema è il mio nuovo progetto e spero di lavorarci sempre di più: è un’altra arte delle arti che io amo. Poi la cosa più importante per quanto riguarda la casa Timoria è l’uscita, finalmente, del disco dal vivo.

Posso annunciare a Rockit che dalla primavera 2003 uscirà il live dopo 11 anni di carriera. Il nostro primo disco dal vivo.

Rockit: Bene non può che farci piacere. Ora ti rivolgo la stessa domanda che ho già fatto a Sasha e Illorca, nel vostro nuovo lavoro le sonorità sono cambiate ma il viaggio dei Timoria prosegue. Il vostro treno corre sempre lontano?

Omar: Il treno per chi ci vuol salire porta sempre lontano, l’importante è entrare in sintonia con noi e non è facile avere lo stesso mood, lo stesso feeling con il pubblico. Sai la gente ti segue, ti molla, s’innamora di altri cantanti poi ritorna e noi in undici anni ne abbiamo viste tante. Però la soddisfazione è che abbiamo anche visto scomparire band, cantanti, fenomeni stagionali sotto i nostri occhi e noi, nel nostro piccolo, nella nostra azienda artigiana, suoniamo ancora e abbiamo ancora un pubblico vero. Non avendo mai fatto niente di sputtanante e avendo fatto sempre musica con passione, con quello che provavamo dentro, con onestà.

Rockit: Ti vedo più tranquillo, più in pace con il mondo. Cosa è successo?

Omar: Adesso si……….. La mia vita privata va benissimo, io mi sono fidanzato e quindi non può che andare tutto bene.

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