Toubab - Napoli, 01-04-1999 Intervista

16/05/1999 di Carlo Porcaro

Nella nuova scena musicale di Napoli stanno emergendo diversi gruppi tra i quali i Toubab, la cui storia merita di essere raccontata. Il gruppo è composto da Fabrizio Guarino (voce), Giulio Fazio (tastiere e fondatore del gruppo), Daniele De Stasio (sax), Stefano D'Amore (batteria), Nestor Aiello (basso) e Sergio Minopoli (chitarra) e, come settimo elemento, presentano sul palco una bambola gonfiabile! Hanno partecipato a numerosi concorsi vincendo l'edizione '97 di "Sottotiro" e quella '98 di "Arezzo Wave". Il 30 marzo '98 e' uscito il loro primo cd "Toubab" che ha venduto ben 1000 copie in soli 50 concerti e hanno gia' finito di registrare il nuovo demo. L'ncontro con Fabrizio Guarino ci consente di conoscere più a fondo le attitudini di un gruppo singolare che fonde musica e cabaret, sottile ironia e storielle surreali che si prestano ad essere chiave di lettura del presente.



Rockit: Suonate soprattutto ska, ma attingete anche da altri generi...

Toubab: in effetti il nostro genere musicale di partenza è lo ska, ma siamo appassionati anche di reagge, punk e persino della polka.

Rockit: Il vostro primo cd risale all'anno scorso: chi lo ha prodotto?

Toubab: la produzione è di Giulio, il nostro tastierista: quindi è totalmente autoprodotto. Questa era l'unica strada per pubblicare un disco di sole quattro tracce ma che fosse nato in piena autonomia.

Rockit: Com'è stato il riscontro del pubblico ai vostri concerti?

Toubab: Abbiamo girato per tutta l'Italia, da Palermo a Vercelli, e devo dire che l'accoglienza del pubblico ci ha sorpreso positivamente. Siamo molto soddisfatti da questo punto di vista perchè per farsi conoscere sono necessari proprio i tanti concerti che stiamo facendo.

Rockit: Vi favorisce in qualche modo il fatto che abiano avuto successo gruppi provenienti dal circuito dei 99 posse, almamegretta, 24 grana?

Toubab: Sicuramente, dagli inizi degli anni '90, a Napoli è cambiata l'atmosfera, ma l'attenzione verso certa musica è ancora troppo poca...

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