Narcolexia - Napoli, 18-05-1999 Intervista

30/06/1999 di Carlo Porcaro

Cordiale ed interessante incontro con Luca Nottola, una delle voci dei Narcolexia; i componenti del gruppo sono: Massimo Cordovani (voce e macchine), Luca Nottola (voce), Attilio Naddei (chitarra). Si avvalgono di vari turnisti a seconda dello spettacolo.



Rockit: Raccontami per grandi linee la storia del gruppo.

Narcolexia: Abbiamo cominciato a suonare all'inizio del'96. Eravamo solo io e Massimo e componevamo in casa nostra. Una nostra cassetta è capitata nelle mani dei Bisca: a loro piacque la nostra musica e cosi sono diventati i nostri produttori artistici. L'incontro con Sergio ed Elio dei Bisca è stato per noi fondamentale perchè ci hanno insegnato a cantare mentre prima eravamo soliti urlare nei microfoni e hanno affinato i suoni dando una precisa direzione. La loro musica potrà anche non piacere ma sono incontestabili serietà e competenza.

Rockit: Quali generi musicali vi hanno "indicato la strada"?

Narcolexia: I nostri ascolti sono stati eterogenei: metal, punk ma soprattutto hardcore. Siamo cresciuti con gruppi come Negazione, CCCP, Contropotere mentre tra i nuovi o quasi apprezziamo Fugazi e Atari Teenage Riot. Di quest'ultimi possiedo tutti i dischi ma non condivido in toto le sonorità dalle battute fin troppo veloci e il loro approccio un po' snob nei confronti degli altri. Ora vorremmo mantenere l'attitudine del punk e dare all'elettronica quella carica fisica che raramente ha avuto in passato: cerchiamo una fusione tra techno e punk tramite l'utilizzo di dat, chitarre e percussioni di vario genere come pezzi di batteria, djembè e congas.

Rockit: Le riviste specializzate vi hanno paragonato ai Ministry ma anche ai Prodigy: come vi ponete nell'area della nuova onda elettronica?

Narcolexia: Forse il collegamento da parte della critica ai Prodigy è inevitabile ma tengo a precisare che a me non piacciono particolarmente soprattutto perchè comunicano il vuoto, il nulla mentre noi prestiamo grande attenzione ai testi. Poi noi suoniamo musica elettronica da diversi anni e nei locali il pubblico ci guardava come alieni. Ora il contesto è cambiato ma il mercato italiano è ancora sedimentato su alcuni generi, per cui stiamo valutando la possibilità di un tour in Germania dove c'è una maggiore apertura per proposte come la nostra.

Rockit: Suonerete al Neapolis Festival '99?

Narcolexia: Eravamo indecisi se suonare sul palco degli emergenti o sul palco principale. Abbiamo optato per quest'ultimo, anche se la nostra esibizione sarà di pomeriggio: ci interessa ora un salto di qualità e suonare davanti ad un pubblico numeroso ci aiuterà sicuramente.

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