24 Grana - Napoli, Palapartenope, 25-06-2000 Intervista

25/06/2000 di Carlo Porcaro

Ho incontrato per la prima volta Francesco Di Bella, il cantante dei 24 Grana. Ho scambiato quattro chiacchiere con lui e il suo gruppo ed è stata quantomeno un 'esperienza particolare. E spiego il perchè: sono stato intervistato più io che Francesco! Ho potuto fare in realtà poche domande, mentre lui mi ha chiesto dei miei gusti musicali, che studi facessi, è stato insomma un "fiume in piena". Un po' fuori di testa, ma senz'altro molto simpatico.



Rockit: Che riscontro ha avuto il vostro ultimo disco "Metaversus"?

Francesco: Non ci possiamo lamentare. Abbiamo fatto e stiamo facendo molti sforzi per proporre la nostra musica, basti pensare che abbiamo realizzato il video di "Stai mai ccà" praticamente a nostre spese. Le case discografiche, compresa la nostra, non sempre promuovono bene i dischi che escono. I gruppi vengono lasciati un po' al loro destino.

Rockit: Quale parte dell'Italia apprezza maggiormente la vostra musica?

Francesco: A Napoli suoniamo spesso e siamo sempre circondati di grande affetto, ma questo è quasi naturale. Al di là di ciò, bisogna tenere presente che al nord ci sono più soldi e quindi la gente ha la possibilità di andare ai concerti. L'aspetto economico è importante anche nella musica: se girano più soldi, si organizzano più concerti e tutto il movimento musicale ne può guadagnare.

Rockit: Parliamo della vostra "svolta": sembrano lontani i tempi del reggae-dub.

Francesco: "Metaversus" contiene un po' di tutto: per noi rappresenta il sunto di tutto il rock prodotto dagli anni '60 ad oggi. C'è un brano beat, uno punk, uno quasi grunge. In un certo senso, abbiamo voluto "reinterpretare" cinquantanni di musica. Al momento la nostra musica è pura ricerca, noi siamo un gruppo psichedelico (Francesco mi chiede di non trascrivere questo definizione ma io invece ve la riporto perchè mi sembra interessante e non depone certo a sfavore del gruppo, ndi).

Rockit: Avete una precisa direzione sonora da seguire o vi lasciate guidare di più dall'istinto?

Francesco: Se vuoi sapere se abbiamo una meta già stabilita, non c'è assolutamente. Non ci siamo mai prefissato un obbiettivo, i suoni sono venuti fuori da soli, probabilmente metabolizzando i nostri ascolti passati e presenti.

Rockit: E del continuo accostarvi agli Almamegretta, che mi dite? Avete sofferto per questo in passato?

Francesco: Non abbiamo mai avuto particolari problemi per l'accostamento. Ognuno segue la propria strada, ha la sua storia , fa la propria musica. Anzi ti dico (è Francesco aparlare, ndi) che "4/4" degli Alma, da qualcuno bistrattato, a me piace molto. E invece "Lingo" è un lavoro che capiremo fra qualche anno.

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