Subsonica - Neapolis Festival, Bagnoli (NA), 19-07-1999 Intervista

19/07/1999 di Roberta Accettulli

Intervista con MAX CASACCI, SAMUEL e BOOSTA. L'ultima volta che ho incontrato i Subsonica eè stata proprio qui a Bagnoli, in occasione del Rock Festival dello scorso settembre. E' passato quasi un anno, e la band torinese è tornata all'attacco con un nuovo singolo, 'Colpo di pistola', che fa da apripista per il secondo album, 'Microchip Emozionale', in uscita in questi giorni. La chiacchierata con Max Casacci, Boosta e Samuel si svolge in riva al mare, all'ombra delle ciminiere in disuso dell'ex Ilva.



Ci ritroviamo dopo quasi un anno di assenza dalle scene dei Subsonica. Come va questa ripresa dal vivo?

MAX: Questa ripresa dal vivo è una ripresa sporadica, nel senso che tutto quanto verrà fatto in modo più massiccio dall'uscita del disco a fine agosto in avanti, partirà proprio un tour da fine settembre/ottobre. Visto che dallo scorso ottobre non calchiamo alcun palcoscenico, volevamo dare un segnale per dire 'Ci siamo ancora, ci siamo fatti attendere però non siamo morti', per cui questa estate abbiamo accettato di suonare in alcuni festival, apparizioni non oltre i tre quarti d'ora, dove presentiamo i vecchi pezzi e diamo un'anticipazione di quello che sarà il nostro nuovo album.

Rockit: I Subsonica in che direzione si sono spinti questa volta?

BOOSTA: I Subsonica si sono spinti sulla base dell'esperienza fatta nei due anni precedenti, quindi dalle 212 date in avanti, e della musica che hanno ascoltato e metabolizzato, da cui è nato questo disco, che è rimasto tendenzialmente 'ballereccio', se si può dire. Cos'altro dire? Massimiliano, coadiuva!

MAX: Quello che dice Boosta, che nel frattempo è diventato anche un DJ, è esemplificativo di quelli che possono essere i nuovi orizzonti del gruppo. Forse, pur rimanendo un gruppo che suona tutti gli strumenti ecc., abbiamo intrapreso un cammino un pochettino più verso i territori della dance, in senso abbastanza lato, dal drum'n'bass al new funk. Però fondamentalmente quello che abbiamo cercato di fare in questo disco è di andare alla scoperta di una connotazione che fosse più nostra, più italiana, anche se in genere per musica italiana si intende la musica leggera. Noi non intendiamo questo, cerchiamo di scrivere qualcosa che possa essere una musica che abbia senso tenendo presente il fatto che siamo nel 1999, e che possa avere una fortissima connotazione italiana, pur essendo una musica anche di ricerca ed anche innovativa. Questo è stata l'urgenza più forte nell'affrontare il nuovo lavoro, e secondo me ci siamo anche riusciti.

Rockit: Ultimamente la musica italiana sta avendo dei riscontri notevolissimi. Voi cosa vi aspettate da questo nuovo disco?

SAMUEL: Ci aspettiamo almeno l'attenzione che abbiamo avuto col disco precedente, nel senso che vorremmo rifare gli stessi concerti in tutti i posti, girare parecchio l'Italia per far sentire questa evoluzione che ci è stata nei Subsonica. E' una cosa secondo me molto interessante il fatto che il pubblico italiano si sia aperto un pò di più nei confronti della musica un pochino più ricercata, più studiata e pensata.

Rockit: Come vi siete posti nella composizione dei nuovi brani del vostro disco? Come funziona la creatività in casa Subsonica?

SAMUEL: Io farei dire qualcosa a tutti e tre...

BOOSTA: Io le consonanti, lui le vocali e....

SAMUEL: ...nel senso che ci sono pezzi che nascono magari da una base di Boosta piuttosto che pezzi che nascono interamente da Max, o alcune melodie che magari porto io con la chitarra. Quindi c'è un lavoro molto giostrato fra di noi, secondo me ognuno ha un suo punto di vista riguardo a questo.

MAX: Sì, ogni pezzo ha una sua piccola storia sotto questo aspetto.

Rockit: Quindi un gruppo democratico, o c'è sempre chi ha fa la voce più alta nei confronti degli altri?

BOOSTA: Mah, diciamo che c'è una persona che è lui (indicando Max - ndi), che essendo un produttore, anche affermato - è bravo questo qui! - ed avendo anche un'esperienza maggiore rispetto a noi ha l'ultima parola su quello che riguarda la produzione artistica dei Subsonica.

Rockit: Parliamo del Max produttore. Com'è andata questa esperienza dietro il mixer, e non con le chitarre in mano?

MAX: Il Max produttore... Senti, hai mai pensato di cantare? Se vuoi ho uno studio...

SAMUEL: Hai un bel look!

Rockit: Non avreste molto successo con me...

MAX: Il Max produttore all'interno dei Subsonica cerca di scomparire il più possibile rispetto a come si pone nei confronti dei gruppi che abitualmente produce. In generale tutto quello che viene dal gruppo deve rimanere intoccato, perchè altrimenti si rischia di fare i dischi tutti uguali. Laddove il produttore inserisce le proprie modalità di arrangiamento, i propri beat, i propri suoni, magari riesce a stringere notevolmente i tempi ed a far viaggiare le cose più rapidamente, però poi alla fine i dischi si assomigliano. A maggior raggione nel gruppo in cui suono tendo a prediligere tutti quelli che sono gli stimoli personali di ogni musicista, per cui il Max dei Subsonica come produttore scompare, e rimane una figura sicuramente di coordinamento, semplicemente per il fatto che qualcuno lo deve fare. Diciamo che non è una garanzia di continuità stilistica. In un disco in cui poi i Subsonica sono abbastanza schizofrenici dal punto di vista compositivo - perchè anche in questo album ci saranno molte sorprese - bisogna comunque tendere a mantenere un filo conduttore, per cui sono io il qualcuno che si prende la briga di fare in modo che in ogni caso il disco comici e finisca con una continuità.

Rockit: Siamo qui a Bagnoli in uno scenario alquanto surreale, che ospita il Neapolis Festival da tre anni. C'è questa vecchia fabbrica in disuso, un posto che gli organizzatori stanno cercando di recuperare con la musica. Voi cosa pensate dell'idea di fondo che c'è nel Festival?

MAX: L'idea di restituire alla gente che vive in un luogo i posti di cui sono stati depredati per via dei meccanismi produttivi è una gran cosa, una cosa doverosa. Poi questo posto è veramente bello... Come spesso succede, anche a Torino ci sono molte fabbriche abbandonate che si cerca di riutilizzare. Per alcuni di questi luoghi noi abbiamo anche composto delle colonne sonore ed abbiamo suonato direttamente sul posto. Parlando di Bagnoli, è bellissimo questo accostamento fra la decadenza industriale e la zona in quanto tale, dal punto di vista della natura. Bello.

I Subsonica si sono poi esibiti sul palco del Neapolis Festival in un set di circa 40 minuti, affiancando ai brani del loro primo album un gradevole antipasto di quello che sarà 'Microchip Emozionale'. Che il pubblico presente - non un'affluenza massiccia, pochi ma buoni - sembra aver gradito davvero tanto.

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