AntiteQ - Neomelodici e dubstep, 11-04-2011 Intervista

11/04/2011 di

Che sia alle prese con sequenze ambientali, con l'IDM che spacca il capello in quattro, la cassa dritta o il dubstep più scuro; l'unica cosa evidente è che dietro quella cascata di cavi c'è un talento dell'elettronica. Giovane, creativo a tutto tondo e con una strana idea della musica che fa: è un neomelodico, ci dice. E' uscito il suo secondo Ep, "M.Ag.Ma", Filippo Papetti l'ha intervistato.



Partiamo dalle macchine. Che tipo di set up utilizzi?
AntiteQ: Un synth, solitamente un Microkorg; una drum-machine / groovebox Korg EMX-1; campionatori; effetti analogici e digitali e, a seconda delle occasioni: glockenspiel, strumentini lo-fi ed altri ammennicoli vari.

Come mai la scelta di non utilizzare software?
AntiteQ: Di base sono un musicista convenzionale, ho sempre suonato chitarra, basso, pianoforte e qualsiasi altro strumento mi capitasse fra le mani. Ho iniziato per gioco a fare elettronica con il computer intorno al 2003 con Fruity Loops e Reason, ma il comporre musica con il mouse mi ha presto annoiato. Qualche anno dopo però ho scoperto il potenziale pressoché infinito che avevano gli strumenti elettronici, soprattutto nella dimensione live, e ho capito che quello per me sarebbe stato un buon compromesso: fare sì elettronica, ma con macchinari reali da manipolare. Con tre strumenti in mano è un po' come dirigere un' orchestra, e questo è fantastico, soprattutto per me che in ogni band in cui ho militato sono sempre stato un po' uno stronzo dittatore.

Mi sembra di intravedere nella tua musica un modus operandi molto artigianale, se capisci cosa intendo.
AntiteQ: Capisco e confermo. Compongo e registro quasi tutto in casa, passando in studio solo per mixaggio e mastering. Non rientro in quella categoria di producer-ingegneri del suono. Ho un approccio piuttosto sporco, specie in quest'ultimo Ep. L'amore per l'artigianalità lo si nota anche nell'edizione limitata di "M.Ag.Ma" in 100 copie numerate, con copertine in cartonato disegnate a mano da oltre 30 artisti tra fumettisti, illustratori, pittori, tatuatori, grafici... (qui potete vedere tutti gli artwork). Invece che cercare di stampare dischi andando al risparmio (cd jewelbox, booklet minimo, tiratura alta per abbassare i costi) io ho ragionato piuttosto su un'idea che valorizzasse l'oggetto stesso del Cd, altrimenti destinato a morte inesorabile.

Appunto perchè è destinato a morire, vale la pena accanirsi?
AntiteQ: Vale la pena, arrivo da una generazione dove la musica o la si comprava... o la si comprava. Anche io scarico molti dischi ma sono legato ad un tipo di affezione diversa, il disco fisico ti dà molte più possibilità, gli dedichi più attenzione a prescindere. Io volevo che il mio disco fosse una testimonianza più concreta di quello che faccio. Per questo non mi limito al jewelbox standard ma voglio arricchirlo diversamente.

Cambiamo discorso. Quando hai incominciato a fare musica, e perché?
AntiteQ: Prestissimo. Grazie a mia madre. A quattro anni ho iniziato a studiare pianoforte, e ho imparato prima a suonare che a leggere, dopo alcuni anni però l'impegno era diventato insostenibile, ed i sabati e le domeniche in casa a studiare il metodo Beyer non facevano per me, così ho lasciato perdere. Nell'adolescenza, in pieni anni Novanta, ho cominciato a suonare la chitarra per mero svago, giurandomi però di non prendere mai lezioni, ed alla fine in quindici anni non l'ho mai abbandonata un giorno, nemmeno nell'ultimo periodo in cui produco prevalentemente elettronica, dato che la suono ancora in alcuni progetti estemporanei acustici o di improvvisazione, tra il post-rock, l'ambient ed il caos.

Qual'è il tuo background musicale e in che modo ti ha influenzato.
AntiteQ: Ho sempre ascoltato moltissima musica, sia come quantità che come varietà, e di riflesso negli anni ho anche suonato parecchi generi, dall'hardcore al post-rock, dall'ambient alla IDM, dal blues alla techno. Tuttora restare a lungo sulle stesse cose mi annoia a morte, così suono, metabolizzo e compongo quello che mi piace ascoltare durante la giornata, anche se spesso mi risulta difficile chiudere un lavoro proprio per l'eccessiva incompatibilità tra i brani che ho prodotto.

Rimanendo in quest'ambito, quali sono gli artisti che più ti hanno ispirato?
AntiteQ: Nel corso degli anni i miei santi sono stati Jeff Buckley, Nick Drake, Ennio Morricone, Sigur Ros, Massimo Volume, At The Drive-In, Four Tet, Motorpsycho, The Notwist, Aphex Twin, insieme ad un altro milione di nomi. In realtà qualsiasi cosa ascolti quotidianamente in qualche modo arriva ad ispirare la mia musica, ma non è detto che questo si percepisca direttamente nei brani finiti. In questo Ep le influenze più marcate e riconoscibili sono state forse quelle di alcuni artisti della Border Community (label di James Holden) come Nathan Fake, Fairmont, Wesley Matsell, Luke Abbott. Indubbiamente una delle etichette più innovative degli ultimi anni in campo electro.

Come definiresti la tua musica oggi che non esistono più confini netti tra i generi?
Un casino.

Passiamo oltre. In che tipo di dimensione live preferisci esibirti? Fai anche il dj?
AntiteQ: Sì metto anche i dischi, ma in generale preferisco esibirmi dal vivo, se la situazione è adatta, ovvio, se i volumi sono quelli che voglio io, se il club è di un certo tipo... Dal vivo porto un live tra ambient, techno e dubstep, più da seguire come un concerto-performance che non un live set per clubbers.

Hai lavorato a "M.Ag.Ma" rapportandoti direttamente alla dimensione live?
In realtà l'esatto opposto. Il primo Ep era una fedele registrazione di un live in studio, quindi l'esatta riproduzione dello show che portavo dal vivo; in questo caso invece ho registrato in casa, con molto più tempo a disposizione per metterci mano, suonare altre parti, sovraincidere, postprodurre, ed il risultato finale è parecchio differente da quello che potrei riprodurre con le sole macchine, quindi per portare dal vivo i brani di "M.Ag.Ma" ho preparato un live set sul computer con Ableton Live.

Come lavori alla costruzione dei brani?
AntiteQ: Assolutamente nessun criterio, a volte càpitano. Molta elettronica si basa sulla qualità del suono in primis, e sul beat poi; ma con armonie estremamente banali; io cerco di lavorare su melodie meno convenzionali, specie in questo Ep tutto con cassa in 4/4 dove il beat non è il fulcro dei brani. Ecco, per rispondere alla domanda di prima, forse mi definirei un neomelodico.

Come pensi si possa sviluppare in futuro la tua musica?
AntiteQ: Al momento sto definendo un po' di live e dj set estivi, sto chiudendo una compilation di presentazione della mia label MagmatiQ Records in uscita a maggio in free download, ho diversi brani in cantiere e sto organizzando collaborazioni con altri musicisti e produttore. E calcolando che non ho idea di cosa farò tra due ore, questo è il massimo che ti posso rispondere.

"M.Ag.Ma" è composto per metà da tracce inedite e per metà da remix, come hai scelto i remixers?
AntiteQ: Dopo "Ep4", che era etichettabile come ambient-IDM, scura, lenta e malinconica, ho voluto provare a cimentarmi con i 130 bpm e la cassa dritta; per i remix invece ho voluto coinvolgere i producer meno "convenzionali" con cui ho la fortuna di essere venuto in contatto, con la missione di decostruire quei brani, senza dare loro alcuna indicazione, e senza sapere in nessun caso cosa aspettarmi, visto il loro eclettismo. Ne è uscita un'amalgama variegata ma a suo modo coerente di ambient, dubstep, glitch, electro a mio giudizio decisamente interessante. Ne vado molto fiero.

A me è particolarmente piaciuto quello dei Port-royal. Avete collaborato anche in passato vero? E per il futuro?
AntiteQ: Sono un fan dei Port-royal fin dai loro esordi, ma ci siamo conosciuti ufficialmente solo l'anno scorso. Avevamo un concerto vicino a Piacenza che poi, per motivi che non sto ad elencarti, non c'è stato. Siamo ugualmente rimasti in contatto. I primi due brani di "M.Ag.Ma" li ho mixati con Emilio (Pozzolini, che suona i campionatori nei Port-royal, NdR) a Genova, mi hanno regalato questo splendido remix, e lo scorso mese abbiamo condiviso il palco del Magnolia di Milano. Speriamo quindi che ricapiti presto una data insieme, magari anche con tutti gli altri remixers. Sarebbe fantastico.

Commenti (2)

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  • Nicola Bonardi 11/04/2011 ore 21:40 @nicko

    strafigo, sia l'intervista che la musica. complimenterrimi.

  • bluff 12/04/2011 ore 15:43 @loglady

    complimenti!
    il mitico muro "metodo Beyer" !! :)

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