Vallanzaska - Norma, Perugia, 13-10-2001 Intervista

20/10/2001 di Simona Cortona

Vallanzaska, solo di nome, "perché la loro intenzione è solo quella di dare vita ad una situazione live di musica ska sulla falsariga di Specials e dei Madness." Giovani e belli, convinti fino in fondo delle loro idee, con tre cd alle spalle, una serie di concerti ed eventi live di forte impatto e di grande successo, Deiv alla voce, Lucio alla chitarra, Ale alla batteria, Michele al basso e Giangia alla tastiera mi raccontano una parte della vita dei Vallanzaska.



Rockit:Siete nati a San Valentino, chiamandovi con un nome di un bandito… è tutto un po' curioso, no? Deiv, raccontami la vostra storia.

Deiv: "E' vero, il nostro nome è in omaggio al mitico Renato Vallanzaska che negli anni 70 ha seminato terrore e distrutto cuori di tenere donzelle. In onore perché era l'ultimo dei banditi romantici. Il nostro amore verso questo personaggio, non ci stancheremo mai di dirlo, si riferisce alle sue gesta di bandito romantico e non certo di assassino. Comunque, sia il personaggio che il mondo che lo circondava, parliamo degli anni '70, sono qualcosa che ci ha sempre affascinato e lo fa ancora. Per quanto riguarda la storia del gruppo, siamo nati dieci anni fa a Milano mentre due di noi sono di Messina. L'idea primaria era quella di fare cover, dei Madness per esempio, dei grandi dello ska per capirci. Negli anni novanta abbiamo iniziato a comporre canzoni nostre fino alla autoproduzione del nostro primo album "Otto etti di ottagoni netti". Tra l'altro il primo concerto con il nuovo disco lo abbiamo fatto qui a Perugia, proprio al Norman. E'stato un piacere tornare. Poi è stata la volta di "Cheope"che è andato abbastanza bene."

Rockit: Che tra le altre cose non si trova in giro?

Deiv: "Infatti c'è stato anche un problema di distribuzione, o forse questo succede perché la gente non lo chiede e quindi non viene messo in vetrina… mah, spesso accade anche questo simpatico fatto. Comunque "Cheope" è un disco maturo rispetto al primo, e lo stesso avviene oggi con l'album nuovo "Ancora una fetta". Ci piace sperimentare, evolverci, creare modi nuovi di intendere lo ska."

Rockit: Visto che entriamo nel campo dello ska, salto subito alla domanda quattro: Lo ska è una musica non proprio conosciuta dai più, ma molto amata dai fedelissimi, specialmente nel tipico abbigliamento… Come vive la realtà una ska band?

Deiv: "Mi è capitato di leggere interviste a gruppi ska milanesi che riportavano tra le altre cose che lo ska è una filosofia di vita. Mah…, non penso che sia il nostro caso, filosofia di vita è una parola grossa. Credo che la filosofa di un gruppo come i Vallanzaska sia, nel momento in cui propone delle proprie canzoni, quella di cercare di fare delle cose interessanti. Filosofia è fare qualcosa che ci piace, che sia volta anche a chi ci ascolta. La filosofia di vita ska vuol dire vestirsi anche in un certo modo e come vedi, già… non si può vedere, nessuno di noi è vestito in modo maniacalmente elegante… puoi trasmettere lo stesso un messaggio musicale anche se non sei vestito a scacchi…"

Rockit: Dieci anni di attività sono un lungo periodo. Se dovessi fare un bilancio tra le cose fatte e quelle non, come valuteresti questi anni?

Deiv: "Domanda difficile ehh… Dunque, tra le cose fatte direi che, bene o male, i Vallanzaska sono un gruppo che è vissuto e cresciuto tendenzialmente in modo onesto rispetto alle cose già fatte. Nel senso che non abbiamo avuto né una gran fortuna, tipo: "minchia che botto!" , anche se in piccole zone è andata bene, ne la sfiga di rimanere troppo indietro. Siamo stati degli onesti lavoratori che hanno seminato e tirato su quello che, bene o male, dovevano aspettarsi che saltasse fuori."

Rockit: Mi sembra di ricordare che alcuni di voi oltre che suonare lavora anche. Come si riesce a conciliare l'uno e l'altro?

Deiv: "Aspetta che chiamo Alessandro…Aleeee….Dunque come si concilia? Con sacrifici, certo. Comunque, sai, la cosa grossa e forte è creare un gruppo, comporre pezzi, far sentire la propria musica… Ci sono momenti in cui ci vuole la presenza di tutto il gruppo, altri invece che puoi permetterti di mancare." Ale. "Si, comunque è molto difficile conciliare lavoro e musica in quanto fino a quando non ti da dà vivere devi per forza lavorare, quando invece decidi di fare della musica di qualità, allora è necessario impiegarci del tempo… è per questa ragione che gruppi come noi fanno pochi dischi in dieci anni. Ne avremmo potuti fare sicuramente uno all'anno, ma tendiamo più alla qualità che alla quantità"

Rockit: Chi di voi scrive i testi?

Deiv: "Tutti assieme, ci sono intuizioni personali che poi vengono valutate da tutti, il testo passa vari filtri fino a che piace a tutti."

Rockit: …E l'esperienza come supporter degli Offspring e dei Selecter cosa vi ha portato in più musicalmente e nella vita?

Deiv: "Diciamo che la prima cosa che puoi cogliere da questo è: "…ohh abbiamo suonato con gli Offspring e i Selecter!!", questa è la cosa più grossa, poi in verità quando suoni con loro, non è che ci suoni insieme e magari ti ci confronti pure, noooo suoni solo prima!!! Poi li vedi da vicino e tutto finisce lì… contatti? Niente! Con i Selecter, invece, ci abbiamo suonato più di una volta diventandoci poi amici. Con gli Offspring, mi ricordo, di aver visto il loro concerto dal palco del Palavobis ed ero fortemente impressionato della loro tranquillità nell'eseguire i pezzi davanti a migliaia di persone impazzite…"

Rockit: Nel 1995 uscite con "Otto Etti di Ottagoni netti", nel 1998 con "Cheope", poi con "Otto etti PLUS!", quando esce l'ultimo lavoro?

Deiv:"L'ultimo disco è nei negozi dal 19 ottobre insieme al nuovo sito www.vallanzaska.com (pare che il vecchio è stato ucciso da ignoti…ndr). Saranno dodici pezzi composti in un lungo tempo, appunto per fare una cosa interessante e ben pensata. Abbiamo registrato quest'estate a Milano, evitando di andare in vacanza… e non è poco ehh!! Abbiamo fatto un passo in più dai primi lavori, qui ci sono influenze diverse. Spesso ci chiamano i Puristi dello Ska, invece non lo siamo perché sentiamo tante influenze diverse e ci piace riproporle. Quelle che ci sono state in "Cheope" sono sicuramente diverse da "Ancora una fetta"."

Rockit: E la tourneé ?

Deiv: "Comincia oggi e dura nei fine settimana appunto perché alcuni di noi lavorano. Da ricordare Perugia perché è la prima, poi si torna al nord, un concerto con gli Ska-P il 16 novembre al Palavobis, poi Bologna…un sacco di date, insomma. Mi ricordo nove anni fa quando suonammo qui al Norman insieme agli Amplessi Komplessi, li ho rincontrati cinque anni dopo a Milano e ci siamo ricordati… Perugia sta diventando una tappa importante e il Norman per due volte ha aperto i lavori e ci ha portato fortuna…"

Rockit: Domani Perugia è sotto i riflettori, sai c'è la Marcia della Pace, voi cosa fate, partecipate?

Deiv: "Ci stavamo un pò pensando…"

Rockit: Pensi che questo periodo, questo vivere la storia da dentro, vi possa influenzare?

Deiv: "Ci riflettiamo spesso ma, se devo dire, non a livello creativo anche perché il disco lo abbiamo finito di registrare ad agosto-settembre, prima dell'undici, quindi nel disco non c'è nulla. Avevamo pensato di fare anche qualcosa su Genova ma poi non sai mai bene se è giusto o no... Noi non facciamo politica, non vogliamo mischiarla con la musica anche se per la prima volta nel disco nuovo c'è un pezzo che si chiama "L'estate del '29". E'un po' uno svelamento delle nostre posizioni e anche se abbiamo sempre frequentato ambienti di sinistra, non ne abbiamo mai parlato."

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