Allun intervistate all'Offest, Leonkavallo Milano Intervista

11/03/2001 di Jack Nessuno

Incontro Stefania (chitarra e voce) e Wanda (macchina da scrivere e minipimer) alla fine del concerto tenuto dalle Allun al Leoncavallo di Milano, in occasione dell'Offfest. Il loro spettacolo è stato uno dei più seguiti nonché uno dei più intensi. Merito anche delle nuove batterista e bassista che contribuiscono in modo decisivo a deragliare il suono verso un orizzonte rumorista che a tratti sfiora il grindcore puro. Il cerchio iniziato con le astrazioni di Residents e You Fantastic!, passa per l'istrionismo di Lydia Lunch e Zeek Sheck, e si chiude con le dissonanze selvagge di Mars e Scissor Girls. Come dire, lasciate ogni speranza voi che entrate.



Rockit: Sono rimasto letteralmente affascinato dal vostro show e vorrei farvi un'intervista. Il problema è che non ho preparato nessuna domanda.

Stefania: Nessun problema, neanche noi abbiamo preparato le risposte, quindi siamo pari.

Rockit: Ok, allora partiamo con una qualcosa di semplice: da dove venite, chi siete, dove andate?

Stefania: Ammazza! Che poi sono tre domande. Dunque, in origine eravamo in quattro, vivevamo a Vigevano e frequentavamo il giro dei centri sociali così che capitava sempre di venire a contatto con gruppi di ogni tipo. Quando ti trovi degli strumenti a portata di mano, ti viene voglia di suonare così ci siamo dette: "proviamo". Per quel che riguarda il "dove andare" almeno per stasera ci fermiamo qui a Milano.

Rockit: Intendevo dire se avete progetti in vista.

Stefania: Niente di speciale, è appena uscito il disco per Bar la muerte/Snowdonia e adesso ci stiamo riposando un poco. Anche perché attualmente le Allun siamo solo Wanda ed io visto che le altre due ragazze che hanno suonato con noi sull'album Et sise se ne sono andate. Normalmente una cosa del genere significa la fine di un gruppo, ma noi due abbiamo deciso di continuare lo stesso perché comunque ci divertiamo ancora come quando abbiamo iniziato. Il problema è che, suonare solo in due alla fine diventa palloso, così facciamo in modo di trovare altri componenti estemporanei che siano in linea con la nostra attitudine. Vista la fine della formazione precedente, l'ultima cosa che vogliamo adesso è fossilizzarci.

Rockit: Da ciò deduco che sfruttate molto l'improvvisazione.

Stefania: Questo senz'altro. Come avrai avuto modo di vedere coi tuoi occhi sappiamo a mala pena suonare. Questa sera poi era la prima volta in assoluto che suonavamo tutte quattro assieme.

Rockit: Trovo che la vostra nuova batterista riesca a sprigionare un'energia invidiabile. Parlatemi di lei. So che è francese...

Stefania: Sì, esatto, ci siamo conosciuti un mese fa a Vigevano. E' capitata per caso. Faceva parte dell'entourage di un gruppo powernoise canadese. Abbiamo fatto conoscenza e quando abbiamo saputo che suonava la batteria l'abbiamo subito invitata ad unirsi a noi. Lei ha ascoltato il nostro disco, le è piaciuto e così e nato tutto.

Rockit: Dimmi Wanda qual è la filosofia del frullatore.

Wanda: Nessuna filosofia, io suono solo elettrodomestici fischiettini e macchine per scrivere perché sono gli strumenti che so suonare meglio. Il Minipimer non rappresenta alcun significato se non la filosofia del frullare il nulla. L'ultima volta abbiamo frullato una barbabietola. Patrizia (precedente bassista, NdR) affettava pezzi di barbabietola su un tagliere in modo che alla fine sembrassero interiora, pezzi di fegato, frattaglie varie e io li inserivo nel frullatore...

Rockit: ...e poi avete versato il tutto sul pubblico.

Wanda: No, ecco, se c'è una cosa che ci manca è questo tipo di confronto col pubblico. Noi non aggrediamo mai il pubblico, solamente quando facciamo performance di contorno tiriamo in mezzo anche qualche spettatore.

Rockit: Quant' è importante l'aspetto teatrale nei vostri spettacoli?

Stefania: Molto. Anche le nostre performance nascono dall'improvvisazione, e fin dall'inizio abbiamo trovato spontaneo affiancare alla musica questo tipo di espressione. Stasera non abbiamo realizzato niente di particolare perché era già arduo suonare senza aver provato, ma di solito facciamo in modo di completare l'aspetto musicale con una performance, anche se il più delle volte decidiamo all'ultimo momento cosa fare.

Rockit: Immagino che questo valga anche per i costumi, quando li indossate.

Stefania: Penso tu ti riferisca al concerto che abbiamo fatto a Firenze. Il concerto precedente avevamo dei costumi di cartone talmente ingombranti e scomodi che è stata una vera tortura portare a termine lo show così abbiamo provato a suonare con niente addosso. Ma anche questa è stata una cosa del tutto spontanea senza alcun secondo fine. Ci ha dato molto fastidio che uno degli aspetti che la gente ha notato di più era che suonavamo senza niente addosso. Soprattutto ci ha dato fastidio che in alcune recensioni si alludesse al fatto che avessimo voluto fare colpo sul pubblico maschile.

Rockit: E' sorprendente che, a dispetto dell'improvvisazione sistematica i vostri concerti siano così compatti.

Stefania: L'improntante è credere in ciò che si fa e divertirsi. Tutto ciò che facciamo lo facciamo perché ne siamo convinte e determinate e questo alla fine si vede. Figurati che c'è stato persino chi è venuto a dirci che si sentiva che avevamo fatto il conservatorio.

Wanda: Guarda me ad esempio: anni e anni passati a fare la dattilografa e ora ho una tecnica invidiabile alla macchina per scrivere.

Rockit: Come ultima domanda il classico dei classici: quali sono i vostri gruppi preferiti?

Stefania: Sai qual è la cosa strana? Che quando mi fanno questa domanda non mi viene in mente nessun disco di quelli che ho in casa. Oppure mi viene in mente roba tipo Tchaikovsky.

Wanda: Comunque il gruppo che preferiamo di più al momento sono i Nando Meet Corrosion.

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