Nada - Osare sempre Intervista

07/07/2011 di

Con Nada si innaffia il giardino quando non c'è la madre per occuparsene. Si succhiano i fiori, si è felici in un mondo nuovo, più trasgressivo. Si è duri e più coscienziosi con se stessi. Si ha il dovere di perdersi e liberarsi e fare tutte le follie, e il diritto di sapere che ha un prezzo. Il viaggio, la vita. Lo scorticamento. Solo chi guarda la vita e la morte può vivere con tutta questa forza. Nada torna dissacrante fino alla sperimentazione, facendoci vedere tutti i crateri della luna, della notte. L'intervista di Claudia Selmi.
Foto di Silvia Rotelli



Buongiorno Nada! Spero stia bene.

Molto bene, grazie.


Parliamo del suo ultimo disco "Vamp". Che tipo di viaggio è questo? Cosa ha rappresentato per lei?

È il viaggio della vita che continua. In "Vamp" ho fissato un momento di questo percorso, raccontando attraverso le parole e la musica quello che sento e vedo intorno a me. Le emozioni che cambiano continuamente, che sono sempre una scoperta per me e che sento l'urgenza di trasmettere.

"Vamp" è fisico, ritmico, zingaro. Che lavoro avete eseguito con i musicisti e gli Zen Circus per gli arrangiamenti?

All'inizio doveva essere un disco suonato quasi "live" in studio, ma mano a mano che andavo avanti mi sono accorta che dovevo trovare io il carattere delle canzoni, quello che tu chiami arrangiamento. Così mi sono messa da sola nel mio studio a casa, ho preso pezzo per pezzo e l'ho strutturato come mi piaceva, con i suoni e le frasi musicali che mi sembravano più adatti al tipo di atmosfera che volevo raggiungere.
Dopo questo lungo lavoro di pre-produzione sono andata in studio con Manu Fusaroli che ha chiamato i nostri amici Zen Circus e altri musicisti che hanno suonato come sanno fare.


"Vamp" è un disco che suona contemporaneo. Che lavoro di produzione artistica avete fatto con Manu Fusaroli? Avete tratto ispirazione da qualche disco in particolare?

Manu Fusaroli ha dato un suo suono. Chiaro che uno si ispira a quello che gli piace, ma non c'è n'è uno in particolare. Manu ha cercato e trovato il nostro suono di "Vamp".


Poi ci si immerge a fondo nell'ascolto, e si è colpiti al cuore da tante immagini, spesso strazianti. Desideri di libertà, visioni di morte, potenza, forza. Cosa trasmettono i pezzi di "Vamp"? Ci sono elementi di novità rispetto ai dischi precedenti?

Spero che trasmetta la potenza delle visioni, delle immagini che tutti giorni vediamo e abbiamo intorno e che ci attraversano l'anima, il cuore, la coscienza. Certo che ci sono elementi di diversità. La diversità sta proprio nella percezione delle cose rispetto al momento.


È stato un progetto iniziato sapendo già dove voleva arrivare, oppure l'ha sorpresa strada facendo?

Sapevo dove volevo arrivare ma non avevo bene in mente il tragitto. Così giorno per giorno, canzone dopo canzone mi sono lasciata sorprendere.


Per me, ascoltare le sue canzoni è più uno scontro che un incontro. È come mandar giù qualcosa che fa un po' male, ma che è ricco di desiderio. È un'esperienza fortissima relazionarsi a una sua messa a nudo così estrema, è come ricevere tante rivelazioni di desideri, di resistenze, di disillusioni. È bellissimo che una donna abbia il coraggio di abbandonarsi al flusso di sé - per abbandonarsi al flusso della vita. Trovo questo suo disco sperimentale per il carico di emozione che porta, per la sfida che getta di superare se stessi nel creare musica. Mi sembra che lei riesca sempre a rompere delle regole.
Cosa ne pensa? Quanto è importante osare? Che differenza c'è tra osare a vent'anni e osare a cinquanta?

L'importante è osare sempre, solo così si possono scoprire nuove terre. È dal combattimento, dal desiderio, dalla libertà di pensiero di movimento dallo scontro che nascono le scintille. Questo sempre.


Saprebbe dire cos'è che compone la sua prorompenza e quella voglia di dare?

No.


"E sputa sangue e sputa all'amore... Sulle strade che vuoi sconosciute e diverse le ferite del mondo sembrano così chiare". Cosa vuole trasmettere "Raccogliti", uno dei pezzi più belli e strani del disco?

È uno dei mie pezzi preferiti ed esprime anche il mio pensiero quando dico: "è tutto così importante quello che sembra inutile, tieni il valore delle piccole cose". La semplicità, la leggerezza che oggi mancano mi sembrano racchiuse bene in questa canzone, in cui cerco di dire che non bisogna avere paura di faticare troppo per raggiungere qualche specie di serenità.
In questa canzone il silenzio, il raccoglimento, la vicinanza alla natura, il cercare qualcosa di sconosciuto è un aspetto mistico e religioso che sono forti in me, che pure non sono credente.


Quando scrive, cosa la convince della forza di un'immagine? Cosa cerca?

Quando comincio a scrivere, comporre, non ho mai bene in mente che cosà uscirà e di che cosa scriverò. A volte, anzi quasi sempre, il tutto nasce da una piccola frase, da una parola che hanno la forza di scatenarmi visioni che mi portano a creare storie, a volte non storie; ma più storie delle storie.


Cosa ascolta Nada? Cosa legge Nada? Libri o poesie? Quali i preferiti?

Ascolto tanta bella musica, ce n'è ancora in giro, basta cercare. Leggo un po' di tutto ma i miei preferiti sono i classici, soprattutto i russi, i soliti. In questo momento sto leggendo un bellissimo libro di E.Boll che non è russo. Mi piacciono anche le poesie della Dickinson e non solo.

Sembra che attorno a lei ci sia la natura: alberi, aquile, sole, nuvole, montagne, la notte e la luna vicine... È così e quanto è importante?

E così ed è molto molto importante. Sono la mia religione e la mia fonte di ispirazione continua.


Cosa ne dice di questi anni, e di questo futuro che deve venire "col nucleare e senza elettricità"?

Per fortuna si spera che il nucleare sia ormai alle spalle e sono convinta che l'intelligenza dell'uomo sarà in grado di trovare altre forme di "elettricità"; e poi consumiamone un po' meno.


Dopo aver ascoltato Nada, le donne che ho davanti hanno più forza. I ragni dagli angoli che non sono stati spazzati via. Tutti gli addii della vita di una donna brillano come trofei.

Io faccio solo canzoni, ma sono felice se possono entrare nel modo giusto ed aiutare a smussare qualche angolo di chi mi ascolta.


Le sue canzoni sono corpo, che si strazia, si muove e balla. Da "Luna in piena" ha imparato a ballare il valzer oppure preferisce "un lurido casquet"?

Ancora preferisco dondolarmi in disparte.


Le sue canzoni sono dissacranti. La sua voce, le sue parole, le sue espressioni. La sua menzione a Cristo ("Cristo sta meglio di me"), un accenno alla religione che torna almeno una volta per disco, in tono sarcastico, o amaro, o riflessivo. A cosa crede Nada? A cosa resiste e a cosa cede?

Credo alla natura dei sentimenti e al silenzio e anche al tramonto, agli alberi ai campi al mare... e non resisto a una bella risata davanti a un bicchiere di vino. Rosso.


Tutto luglio e agosto Nada porta in tour "Vamp" accompagnata dagli Zen Circus. Come sono andati i primi concerti?

Meravigliosamente. Quanto mi piacciono gli Zen! Come suonano e come sono. Cioè: sono come suonano.


L'ultima domanda. Perché l'album s'intitola così?

"Vamp" racchiude tanti aspetti della femminilità, che volevo dare con una sola parola che identificasse una donna misteriosa, scura, tormentata, affascinante, sensuale e forte e fragile, insomma "Vamp".


La ringrazio tanto, in bocca al lupo per i concerti, e tanti complimenti.

Grazie

Commenti (1)

  • leo brazow 13/07/2011 ore 09:51 @leoge9se

    che classe!

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