Ayanamy - Padova, 13-01-2004 Intervista

13/01/2004 di

I padovani Ayanamy, formatisi da un paio d’anni, propongono un rock che trova le sue radici in classici come gli U2 e i Cult del periodo di “Electric”



Cosa significa il vostro nome? Perché lo avete scelto?
Il nome "Ayanamy" è rubato da un Anime giapponese (Neon Genesis Evangelion), in cui un omonimo personaggio di sesso femminile, pur abilissimo nel proprio mestiere di pilota, è incapace di esprimere qualsiasi emozione e di gestire i rapporti con il prossimo. Abbiamo scelto questo nome perchè il personaggio Ayanamy, tolto il contesto fantascientifico, ci sembrava la caricatura di alcune persone descritte nei nostri testi.

Cosa c’è del vostro nome nella vostra musica?
C'è la reazione al modo di agire di un personaggio come Ayanamy. C'è la necessità di trovare uno sfogo all'emozioni represse, la necessità di comunicare con l'altro sesso nel modo più diretto e semplice.

Quali sono le difficoltà che incontra una giovane band che fa la vostra musica nel vostro territorio?
Potrei elencare le solite classiche "scuse" (i gestori dei locali, la gente non capisce un cazzo... e così via); invece penso che il male peggiore tra le "giovani band" sia l'immobilismo dei gruppi stessi e la ferma volontà di farsi del male da soli, di sparlare dei "concorrenti" invece di pensare a far musica.

Quali sono i vantaggi, invece, di vivere nella vostra zona, per far musica.
...mmm.. l'unica cosa che mi viene in mente è che Padova è una città universitaria, quindi con un pubblico giovane e potenzialmente interessato molto esteso...

Tre dischi stranieri e tre italiani da portare nell’isola deserta.
Stranieri: U2 “October”; Tool “Aenima”; Pearl Jam “Versus”
Italiani: Bastet “Songs that will get you laid”; Afterhours “Hai paura del buio”; il prossimo disco dei Northpole

Un disco straniero e uno italiano da buttare nel cassonetto.
Straniero: sceglietene uno a caso tra i vari guitar-hero che conoscete, anzi diciamo l'ultimo di Malmsteen (non ricordo il titolo)
Italiano: La compilation dei Nomadi (non voglio ricordare il titolo)

Musicalmente da che parte state: Inghilterra o Stati Uniti? O altro?
A livello sonoro, credo a metà strada... come d'altronde sono equamente distribuiti i nostri ascolti preferiti. C'è anche, forse inconsciamente, molta Italia; non rifiutiamo certo la melodia (anzi!) nei nostri brani...

Un buon motivo per venirvi a vedere dal vivo.
Credo che possiate vedere un gruppo sempre "sincero", nel bene e nel male, un gruppo a cui piace ciò che sta suonando e che ha a cuore la gente che gli sta davanti.

La più bella serata della vostra vita di musicisti.
La prossima serata da "musicisti", la prossima dose di adrenalina da palco; forse però ci piace sottolineare il 15 gennaio del 2003, quando al Banale presentammo il nostro primo promo-CD "Come qualsiasi altra cosa".

Questo è un mondo difficile perché…
Sarà banale dirlo, ma è perché si fa poco (e spesso malissimo) l'amore.

Commenti

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