Modena City Ramblers - Padova - Tora! Tora! Festival, 13-07-2002 Intervista

17/07/2002 di Roberta Accettulli

A distanza di un anno dal precedente incontro, sempre nel backstage del Tora! Tora! e sempre allo stadio Euganeo di Padova, sono nuovamente in compagnia dei Modena City Ramblers. A chiacchierare con me c'è Franco D'Aniello.

Dal Tora! Tora! Festival:

Il cast

I concerti:
Catania
Padova
Pontassieve
Nizza Monferrato

Le scalette:
Catania
Padova
Pontassieve
Nizza Monferrato

Le interviste:
24 Grana
La Sintesi
Modena City Ramblers
Breakfast
Micevice
Delta V
Max Gazzè
Marco Parente



Rockit: Di nuovo al Tora! Tora!...Siete diventati quasi degli habituée di questo festival. Una conferma che voi in questa cosa ci credete davvero?

FRANCO: Sì, certo... A noi fa sempre molto piacere come gruppo aiutare gli amici che cercano di fare qualcosa un pò al di fuori dal normale circuito del concerto, con ogni gruppo a sè stante... Penso che sia una buona occasione per tanta gente di vedere comunque dei gruppi nuovi che hanno poche possibilità di suonare e di esprimersi. E' un happening che mi sembra molto ben riuscito, ci sono tanti ragazzi, devo dire molto giovani... Noi ormai siamo un gruppo che comincia ad avere anche i suoi annetti (ridiamo - ndi) e fa piacere comunque essere invitati a questi festival, è una buona opportunità sia per i gruppi che per la gente di conoscere, di vedere, di stare insieme...

Rockit: C'è questo rinnovo generazionale che è positivo...

FRANCO: Sì, assolutamente! Dopo anni bui per la musica dal vivo i ragazzi non erano più abituati ad andare ai concerti, se non a quelli grossi di Dalla o De Gregori, che ricordo negli anni '80. Penso che sia comunque una cosa positiva, perchè intanto sono festival sani, festival genuini, la gente ci crede... C'è dentro un pò di tutto, anche di politica, ci sono tante forme di espressione musicale che fanno bene alla musica.

Rockit: D'altronde lo scopo di questo festival era proprio quello di dimostrare che questo tipo di musica in Italia, al di là del genere di musica che suoni e di qualsiasi schieramento, è altrettanto importante e merita altrettanta visibilità quanta quella dei Dalla e De Gregori da te citati...

FRANCO: Certo, è una forma di aggregazione giovanile importantissima, la musica per tanti anni in Italia è stata veramente bistrattata, al rango proprio dell'ultima delle forme espressive, delle forme semi creative insomma... Questi festival, come i festival degli anni '70, servono anche per aggregare i giovani, in un modo che non ci sia solamente lo stadio, la stupida birreria dove trovarsi. E i fatti oggi lo dimostrano, comincia ad esserci tanta gente, purtroppo è stato brutto fino a poco fa. Già la formula dell'anno scorso penso che avesse dato i suoi frutti.

Rockit: Tra l'altro voi quest'anno avete l'onore e l'onere di errere gli headliners, ovvero di essere gli ultimi ad esibirsi, visto che non c'è un headliner vero e proprio.

FRANCO: Sì, in base al cast artistico suoniamo noi perchè magari siamo quelli con più esperienza, ed allora ci fanno chiudere il concerto, ma comunque in queste occasioni non è tanto importante... La gente è abituata a venire presto.

Rockit: E dei Modena City Ramblers cosa ci racconti? Siete nel bel mezzo del tour...

FRANCO: Noi siamo in pieno tour, veniamo da due date e infatti siamo un pò stanchi oggi. Veniamo da tante date, in particolare abbiamo fatto Milano qualche giorno fa e Roma, ieri eravamo vicino a Pescara ed oggi siamo qua...

Rockit: Un vero tour de force... Come sta andando il tour?

FRANCO: Sta andando molto bene, siamo molto contenti. Abbiamo fatto un tour di una ventina di date in inverno nei locali e poi d'estate c'è il tour - non vero e proprio, diciamo l'estivo - fino a settembre, che si concluderà con una serie di concerti in Sud Africa, dove saremo ospiti di alcuni festival.

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