Venerea - Padova, via mail, 02-03-2004 Intervista

02/03/2004 di

I limemesi Venerea si muovono musicalmente nel territorio che ha preso origine dai capostipiti del grunge.



Cosa significa il vostro nome? Perchè lo avete scelto?
Venerea è tutto ciò che ha a che fare con le malattie sessualmente trasmissibili. La scelta è dovuta al fatto che ci è sembrato un nome (o più propriamente un aggettivo) di uso comune ma di cui molti, spesso, fraintendono il significato; questo probabilmente è il lato che più accomuna la denominazione Venerea al nostro tipo di musica... Bisogna provare a conoscerlo, poi forse si finisce per esserne "contagiati".

Cosa c'è del vostro nome nella vostra musica?
In parte abbiamo già risposto a questa domanda; si potrebbe aggiungere che genericamente il sesso viene associato a sensazioni positive. La nostra musica, come il nostro nome, evidenzia proprio il fatto che si deve considerare la convivenza tra il bene ed il male, la gioia ed il dolore, nulla ne è immune, tanto meno i nostri brani.

Quali sono le difficoltà che incontra una giovane band che fa la vostra musica nel vostro territorio?
Grazie per il "giovane" intanto! Sarebbe prosaico dire..... l'assenza di sale prove, locali (a dir poco sprovveduti) che non hanno idea di cosa voglia dire far suonare dal vivo, mancanza di interesse da parte di quelli che dovrebbero essere gli addetti ai lavori, poca disponibilità e collaborazione da parte di alcune bands?…Ormai l'abbiamo detto.
Pensiamo comunque che siano problemi comuni a tutti quelli che vogliono fare musica con le proprie idee, a questo punto è meglio augurarsi che rimanga tutto così e non peggiori ulteriormente.

Quali sono i vantaggi, invece, di vivere nella vostra zona, per far musica?
Questa è facile! Basta mettere al positivo la risposta numero 3).... Rockit, RadioSherwood, Eyes Club e Magic Bus per citare dei nobili esempi.

Tre dischi stranieri e tre italiani da portare nell'isola deserta.
Stranieri: 1) “Nevermind” (Nirvana); 2) “Superunknown” (Soundgarden); 3) “Appetite for Destruction” (Guns'n'Roses).

Italiani: 1) “17 Re” (Litfiba); 2) “Hai Paura del Buio?” (Afterhours); “Ho Ucciso Paranoia” (Marlene Kuntz).

Un disco straniero ed uno italiano da buttare nel cassonetto.
C'è ancora la libertà di espressione.... o no?

Musicalmente da che parte state: Inghilterra o Stati Uniti? O altro?
60% Stati Uniti, 10% Inghilterra, 30% Italia.

Un buon motivo per venirvi a vedere dal vivo?
Perchè altrimenti ci sarebbero solo i nostri amici, e non sono moltissimi. A parte gli scherzi, il complimento più bello che abbiamo ricevuto è stato: "Era da un po’ di tempo che non sentivo tanta energia in un gruppo di Padova!".... se al giorno d'oggi tutto si basa sulla comunicazione, pensiamo allora valga la pena venirci a vedere e sentire (Info www.venerea.it).

La più bella serata della vostra vita di musicisti?
Tutte, eccetto qualche caso isolato.Se vogliamo essere selettivi, sicuramente, la prima uscita alla Festa D'Esta di Ferrara e quella all'Eyes Club di due anni fa, senza inibizioni! Chi c'era lo ricorderà.

Questo è un mondo difficile perché...
Non c'è nulla di scontato.

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