Sushiside - Padova, via mail, 18-04-2004 Intervista

18/04/2004 di

I vicentini Sushiside propongono un pop rock radiofonico cresciuto sulle migliore proposte dell’”alternative” internazionale.



Cosa significa il vostro nome? Perché lo avete scelto?
Il ”sushi” è un piatto decisamente “pop”, ovvero semplice, alla portata di tutti! Si nomina sempre, ma spesso capita di ignorarne la reale composizione. Se “pop” è sinonimo di spontaneo, non appesantito da significati pre-confezionati, allora ci interessa lo spirito e l’approccio – ovvero il “side” - “pop” alle cose e naturalmente alla musica!

Cosa c’è del vostro nome nella vostra musica?
La nostra musica ha per l’appunto un lato decisamente immediato, più “pop” se vogliamo, che resta più impresso e uno più personale (…ognuno cucina il sushi come gli pare!) fatto di parti a tratti elettroniche e a tratti metal, passando per tutto quello che può starci in mezzo!

Quali sono le difficoltà che incontra una giovane band che fa la vostra musica nel vostro territorio?
Poche opportunità per emergere veramente. Suonare nei locali è facile (la mentalità dei gestori sta cambiando)…soprattutto se non chiedi grosse cifre (a volte è bastata una pizza), il movimento c’è, però è la zona che non va. Eppure di bands ce ne sono tante, ma quelle che hanno fatto il “grande passo” si contano sulle dita di una mano. Farsi un nome e farsi un seguito nutrito di “fans” è molto molto difficile. Le proposte sul mercato – come già detto – sono molte e la gente di oggi è abituata a cambiare gusti e bandiera come cambia canale alla TV. Non ci sono più i pochi movimenti schierati degli anni 70 e 80. Oggi non basta farsi il “culo”… bisogna anche averne tanto o passi inosservato!

Quali sono i vantaggi, invece, di vivere nella vostra zona, per far musica.
Appunto: i molti posti in cui ti puoi esibire… a budget praticamente zero!

Tre dischi stranieri e tre italiani da portare nell’isola deserta.
Per gli stranieri la scelta è moooooooooolto difficile:
“Siamese Dreams” – Smashing Pumpkins
Qualunque cosa dei Beatles
“Ok computer” – Radiohead (uno su tutti… ma anche gli altri…)
Ma perché non portarsi un lettore mp3 e un cd con Paradise Lost, Depeche Mode, Pink Floyd, Nirvana, Korn, Alice in Chains…?

Per gli italiani invece, quasi fatichiamo ad arrivare a 3:
“La voce del padrone” – Franco Battiato
“Quello che non c’è” – Afterhours
“Karma” – Karma

Un disco straniero e uno italiano da buttare nel cassonetto.
Fra gli stranieri fate pure voi, ma tra gli italiani senza dubbio l’album di Valeria Rossi!

Musicalmente da che parte state: Inghilterra o Stati Uniti? O altro?
In mezzo all’oceano

Un buon motivo per venirvi a vedere dal vivo.
Il cantante è figo… e poi canta in italiano dei pezzi che sanno molto di rock straniero!

La più bella serata della vostra vita di musicisti.
Quando ci saranno almeno 20 persone che cantano i nostri ritornelli

Questo è un mondo difficile perché…
Il tempo passa!

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