Lele Battista - Padova, via telefono, 16-01-2004 Intervista

16/01/2004 di

Due anni fa, l’approdo dei La Sintesi a Sanremo lasciava presagire l’affermazione di questa notevole band lombarda. Non è andata così. I La Sintesi si sono sciolti e il leader Lele Battista ha iniziato un nuovo progetto. Ecco qualche anticipazione in esclusiva per Rockit.



Questa storia comincia dalla fine dei La Sintesi. E dove arriva?
Lele Battista : Ci siamo sciolti l’anno scorso e ho messo quindi in piedi questo nuovo progetto insieme a Giorgio Mastrocola, ex chitarrista dei La Sintesi, con cui suono assieme da quando avevamo 10 anni. Ma il nuovo disco uscirà a mio nome, perché dal punto di vista dei testi si tratta di un disco abbastanza cantautorale, anche se nel complesso come progetto sarebbe meglio riferibile a un gruppo. Partecipano Daniele Dupuis, tastierista con Morgane con me al basso, e suo fratello Andrea alla batteria. Il disco si basa su 15 pezzi scritti con Giorgio, ed entro l’estate dovrebbe essere pronto. È un disco distante di La Sintesi perché è più a senso unico, con molte influenze psichedeliche e dark unite a componenti più leggere. “Le ombre” sarà un disco a tema - ma non mi piace definirlo un concept album – che in 15 modi - canzoni - diversi parla del concetto di ombra, quel qualcosa che sta tra il corpo e la luce che lo illumina. Se per corpo intendi una persona, quando osservi un corpo illuminato capisci più cose dall’ombra che dalla luce. Come se guardi il sole… non si riesce a fissare: bisogna guardarlo attraverso una proiezione. Allo stesso modo non si riesce spesso a studiare bene se stessi. Le ombre sono così un campo di studio: dalla loro forma si capisce l’oggetto anche se questo non si vede. Ho inteso l’uomo come materia, e l’infinito come fonte di luce. Non riusciamo a definire l’infinito, quindi bisogna ricorrere ai nostri campi di conoscenza per intendere chi siamo. Ad esempio il ricordo. Non si ricordano le cose per quello che sono. Nell’amore il ricordo individua una situazione diversa da quella che era veramente. Se si capisce questa irrealtà del ricordo, è possibile liberarsi.

È un disco strutturato così. È una cosa che è servita molto a me, un escamotage. Non in tutti pezzi si parla espressamente di ombre, ma si parla comunque di un fatto o di un modo di vivere che è ombra.

Musicalmente, come si presenta il nuovo disco?
Lele Battista: È un disco molto a senso unico, con una direzione ben precisa, psichedelica, molto atmosferica, ma è anche un disco rock. Il suono del disco fa venire in mente i Sigur Ros, i Mogwai, i Cure per i pezzi più lenti, e i Black Rebel Motorcycle club per i pezzi più rock. Le atmosfere sono tutte abbastanza scure, però è un disco che può piacere anche a chi piace il pop, un po’ come “Disintegration” dei Cure. È ancora in preproduzione, e ora faremo qualche concerto di prova perché suoniamo assieme da appena tre mesi. In particolare, con Daniele e Andrea Dupuis ci siamo rincorsi per anni almeno 5 o 6. Li ho stimati molto per il loro lavoro con i Versus. In questi anni abbiamo addirittura scritto insieme diverse canzoni per un ipotetico album. Così avevamo molto desiderio di suonare finalmente insieme. E quando successo siamo stati spiazzati da quanto i nostri spunti musicali sono affini. Abbiamo messo insieme i pezzi in tre prove. Ora vogliamo vedere le reazioni del pubblico. Non ho mai provato a vedere la reazione del pubblico ai pezzi prima che finissero sull’album, almeno dai tempi del primo disco dei La Sintesi.

Per chi esce il disco?
Lele Battista: Per la Sony. Ci saranno anche molte collaborazioni importanti, con tutte le persone con cui ho collaborato in passato e vorrò collaborare in futuro. Ci sono anche gli Audiorama, giovani musicisti milanesi.

Che importanza ha avuto Sanremo nella vicenda La Sintesi?
Lele Battista: Sanremo per certi aspetti è stato bello: è stato un po’ realizzare un sogno, da bambino lo vedevo sempre… C’è stato un po’ di rammarico per come era andata la serata: sul palco non sentivamo niente, eravamo in condizioni tecniche disastrose, perché Sanremo è strutturato male per i gruppi. Per un cantante solista che suona con l’orchestra è un’altra cosa. Lo senti sul palco.

Ora di Sanremo vedo delle sfaccettature abbastanza ridicole. La più sconvolgente è che dopo due mesi mi dicevano: “Ah, tu sei stato a Sanremo… Quand’era? L’anno scorso, vero?”. Sanremo si dimentica subito. Dopo marzo è già nel passato. Anche se comunque ci ha portato molti concerti estivi, e questa è stata una cosa buona.

Poi Sanremo non è più visto. Il pubblico che compra i dischi non lo guarda. Ormai è una cosa folklorista, fine a se stessa.

Nella storia dei La Sintesi ha avuto un’influenza negativa, o forse no: è servito a chiarificare gli obbiettivi di ciascuno. Per molti è un punto di arrivo, mentre dovrebbe essere un punti di passaggio. Tutto adesso purtroppo viene visto come traguardo, anche il video su Mtv. Bisognerebbe invece pensare a rilanciare i live, o ad abbassare i prezzi dei dischi.

Cosa ti aspetti da questo disco, con questa crisi del mercato?
Lele Battista: Io sono abbastanza ottimista: ormai non vendono neanche le cose facili. Ora uscire con un progetto abbastanza difficile può essere un punto di forza. Se le persone provano emozioni, ti seguono, alla fine.

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