Linea 77 - Perugia - Cantiere 21, 23-03-2002 Intervista

12/05/2002 di Simona Cortona

Emo e Nitto in una chiacchierata al freddo fuori dal Cantiere 21 prima del concerto all'Energy Festival. Me li aspettavo più incazzati come lo sono dal palco, invece ho trovato due ragazzi giocosi, rilassati. La fredda Inghilterra non li ha influenzati più di tanto! Bene, bene



Simo Vi hanno definito il "crossover italiano d'esportazione" cosa rispondete?

Emo: Da esportazione? Ma.. questo è dovuto al fatto che stiamo con un'etichetta estera, poi le qualità musicali non è che le giudico io. Noi suoniamo e ci è andata bene così. Basta non farci troppe pippe sopra. E' musica, si suona, piace? Va bene. Le etichette o i distributori esteri riescono ad uscire dai limiti geografici del tuo paese. Tra l'altro visto che per un certo tipo di musica qui le difficoltà di potersi esprimere sono molte... Va proprio bene così.

Rockit: Voi andate spesso in Inghilterra
Emo: Abbiamo fatto 5 tour in Inghilterra e poi dopo il Reading Festival, uno dei più grandi festival europei, alla fine siamo diventati parte di un circuito, anche se la parola è veramente orribile. Comunque noi in Inghilterra non ci siamo andati, sono loro che ci hanno chiamato.

Rockit: Differenze e pregi tra i due paesi?

Emo:La produzioni di band di crossover non possono competere con dei circuiti pop o rock più spinto. Lì le etichette lavorano su 30 mila copie, su tour fatti in Europa con 500 persone al seguito! Tutto questo manca qua, anche se da un certo punto di vista è normale, perché comunque è nato lì. E' lì che ci sono certe culture La nostra canzone popolare fa si che l'unico prodotto estero, di esportazione, sia Boccelli o le registrazioni dei dischi italiani cambiati in spagnolo per andare su, delle cose che trovo boh E' un po' come paragonare una telenovela al cinema! Il rapporto è quello.

Rockit: Invece a livello di pubblico?

Emo: Sono molto esigenti, ma basta rompere quel margine di sospetto e vai Comunque alla fine non è stato neanche semplice riuscire a penetrare. Resti sempre un gruppo italiano preso da un'etichetta straniera che da adito a commenti del tipo: "Italiani??? Spaghetti..Mafia" Però una volta che dimostri che hai due gambe, due braccia e lo fai perché ci credi, se la gente si muove e risponde vuol dire che lo fai bene e lì i problemi finiscono. Loro hanno grossissime cifre e riescono a tenere su un circuito underground abbastanza corposo, sono lì che le idee nascono! C'è molta concorrenza e tu poi essere anche il più grande figlio di puttana ma se quando suoni fai cagare. Non lo so poi dipende anche dalla spinte che hai. Esiste un circuito anche dal punto di vista della promozione, dei giornali, delle recensioni, un circuito di fanzine.

Rockit:Mi sembrava che la stampa inglese fosse piuttosto critica con i gruppi giovani
Nitto:Ha parecchia influenza sulla gente, i ragazzini per andare a vedere un concerto guardano come ne parla Rocksound, per esempio. Riescono a pilotare la situazione
Emo:Anche se non è una regola ma una tendenza. Proprio perchè esci su un settimanale seguito da molti lettori, che fa un bel rumore, è fondamentale avere una buona recensione! Così saprai già che il prossimo concerto andrà meglio. Anche se tu hai fatto un disco del cazzo la gente se ne accorgerà dopo. L'importante è che si produca musica. Comunque.

Rockit: Tornando alla musica, alla vostra musica estrema, come riuscite a coniugare la lingua italiana al crossover?

Nitto Scrivere in italiano è più lungo, non vorremmo scrivere stronzate.

Emo:Anche se poi lo facciamo molto bene
Nitto:E' più difficile. E' un fattore di lingua, ci sono diversi modi di esprimere in italiano quello che in inglese lo esprimi con due parole
Emo:Piu che altro la differenza sta nel riuscire a sviluppare dei concetti, delle sensazioni in un determinato modo, ricercando particolari. Alla fine si vuol fare qualcosa di bello cercando di dire meno banalità possibili. Mi piacerebbe molto iniziare a pensare al cantato come ad una forma. Ma ho anche l'idea che il cantato non debba sempre dire per forza qualcosa di serio perché. Boh.. alla fine suoni! E' come chi ha le corde; tu hai la voce e canti. Quindi potrebbe anche essere una parola che non ha senso ma che suona in maniera così in particolare da sembrare il più bel riff di chitarra! La parte del suono la puoi ricercare anche tra le parole, trovi una consonante, una vocale che ti piace di più. In inglese è più semplice. Da una parte, grazie alla sonorità della lingua, le assonanze sono molto più facili da trovare, dall'altra però c'è il problema di non avere una padronanza completa della lingua e. Boh ci si prova, si studia

Rockit: Torino sta diventando una "capitale" importante per la musica.

Emo: Torino non solo ultimamente. E' una città molto avanti non solo per la musica. La caratteristica di Torino è di essere stata sempre un contenitore di idee. Quando c'era il cinema, all'inizio del secolo era a Torino. Torino non ha etichette, non ha strutture, non ha grosse case di produzioni anche a livello di altre arti e questo è un bene perché vedi città come Milano, Roma dove esistono strutture centralizzate e noti come cambia il modo di concepire la musica anche da parte della scena locale. Noi abbiamo iniziato perché non c'avevamo voglia di fare niente altro e andavamo sempre a suonare. L'abbiamo fatto per 10 anni e questo ti fa capire, ti fa vedere alcune cose, ti fa sentire orgoglioso, sai che non devi dire niente a nessuno. Poi ci sono dei posti di Torino in cui ti ritrovavi lì quando avevi dodici anni con le magliette stracciate. sai ognuno vive i suoi periodi Adesso ci sono i Subsonica, i Mau Mau, la scena è talmente ampia. Noi siamo stati una novità, dal momento che siamo diventati evidenti, anche perché eravamo molto giovani.

Rockit: Ketcup Suicide è una metafora del suicidio di una patatina? Di uno che ha mangiato al Mc Donald.?

Nitto: Questo disco è nato tutto mentre eravamo in tour, ci siamo trovati per la prima volta con 23 concerti da fare, tutti uno dietro l'altro e allo stesso tempo dover preparare un disco con tempi abbastanza stretti. Ci si ritrovava subito dopo il concerto a scrivere.

Emo:Diciamo che la componente "Suicide" era quella gastronomica.

Nitto: Sai la prima volta che sei all'estero e l'Inghilterra, con tutto il rispetto, ha una gran cultura musicale ma come cibo fanno caaaagareee. Un cibo "vivo" che ci seguiva.

Emo: Poi la storia di Ketcup Suicide è diversa, è la storia di due persone che vivono nello stesso modo in cui si vive un discorso, un momento di scontro, quando due persone si studiano. E' quello che succede spessissimo quando si suona, forse è normale, forse no, un po' come una partita di scacchi dove non c'è fiducia.

Nitto: Tirarsi fuori dalla competizione e dire: va bene hai vinto!

Rockit: Siete vicini al vostro terzo album?

Emo: Registriamo ad agosto. Adesso stiamo andando in giro suonando parecchio e divertendoci anche, trovando da fare delle cose diverse, un pochino più nervose, più violente. Stiamo buttando giù un sacco di roba e però ma sai anche io spesso me lo chiedo!! Ma a che punto siamo? E mi dico: "mah un sacco di roba.. ad agosto siamo pronti"
Nitto: Ma di fisso!!!! Qualunque cosa accada, andrà così.

Emo: Queste non sono cose che ci immaginiamo prima che succedononon è incoscienza, uno ci va a dormire con il pensiero! Non è che uno dice: "adesso facciamo un album di 12 canzoni. tre in italiano, ho scritto una poesia". No, non è così. Viene viene.. e se non viene sarà un disco di merda!

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