Extrema - Perugia - Cantiere 21, 23-03-2002 Intervista

12/05/2002 di Simona Cortona

Extrema, un nome che esprime con cognizione di causa la loro musica, i loro loop, i loro testi strillati in faccia, il loro metal cattivo, la loro carica tutta da vedere. All'Energy Festival, Cantiere 21 Perugia, facciamo due chiacchiere con Tommy Massara (leader-anima della band e grande chitarrista) e Chris dalla Pellegrina, batterista del gruppo.



Rockit: Ti passo parola e microfono per raccontarmi tutto sugli Extrema.

Tommy: Gli Extrema nascono nel 1986. Il nostro primo disco è un autoproduzione. Nel 1991 cambiano alcuni elementi della band e rimaniamo in quattro: io, Tommy Massara alla chitarra, Chris dalla Pellegrina alla batteria, Mattia Beegee al basso e Gianluca Perotti alla voce. Facciamo tantissimi concerti in giro per l'Italia e poi decidiamo, nel 1991, di trasferirci in America. Ci stiamo un po' di tempo e facciamo un po' di esperienze. Suoniamo dal vivo, cresciamo e torniamo in Italia per l'uscita del primo album. Facciamo un piccolo tour e abbiamo la fortuna di suonare a Torino allo stadio delle Alpi in supporto ai Metallica, una cosa un po' grossa. Lì il gruppo ha un'impennata abbastanza importante e iniziamo a fare tanti concerti in giro per l'Italia mentre il disco vende 15 mila copie. Pubblichiamo un mini album live con pezzi registrati proprio durante quel concerto. Un momento importante del nostro cammino è stato aver suonato con Vasco Rossi davanti a 80mila persone. Iniziano un po' di problemi con l'etichetta, ne troviamo un'altra e nel 1995 esce il secondo album che vende circa 10mila copie. Stessi problemi tecnici, andiamo in causa anche con questi. Facciamo una collaborazione con gli Articolo 31 datata 1996 con il singolo "Mollami mi ha rotto" che ha girato abbastanza. Uno dei primi esempi del cosiddetto crossover italiano, se così lo vogliamo chiamare. Un incontro tra metal e hip hop. Abbiamo unito le due cose .. Andando avanti, rompiamo anche con questa etichetta e da lì in poi non passiamo un bel periodo. Infatti stiamo fermi discograficamente per sei anni. Nel 2001 esce il terzo album Better mad than dead", questo. Nel 1999, dimenticavo, collaboriamo per la seconda volta con gli Articolo 31 nel pezzo "Vai bello qui non si scherza", un singolo e un video che gira molto su Mtv e Viva. Il 13 marzo 2001 esce il nostro terzo lavoro.

Rockit: Quanto è importante cantare in inglese nel vostro genere, metal, crossover?

Tommy: Noi cantiamo sempre in inglese a parte i due episodi con gli Articolo 31. Lo abbiamo fatto fin dall'inizio. Siamo una band che ha cercato di lavorare guardando al mercato estero, magari non ci siamo riusciti proprio bene, ma cerchiamo di essere un pochino più internazionali. La lingua italiana è bellissima, è tutto quello che vuoi, però secondo noi è un po' restrittiva, ed è vista così anche all'estero. Non schifiamo l'italiano, semplicemente siamo nati così e continuiamo così. Cris Su questo disco ci doveva essere un pezzo in italiano che poi non è stato messo. Potremmo magari riutilizzarlo in futuro. Perché no? Potremmo prevedere un episodio anche in italiano.

Rockit: Immagini, considerazioni, opportunità dal vostro viaggio in America.

Tommy: La situazioni di base è uguale a quella italiana. Il territorio è ovviamente più vasto e le opportunità sono diverse. Il rock in generale, in tutte le sue forme, è concepito come il festival di Sanremo per noi italiani, è un evento. Il rock è il rock. In Italia si fa spesso passare qualcosa che di rock non è, ma neanche lontanamente.

Cris: Il rock per noi ha un'altra dimensione. Molte volte c'è chi va al festival di Sanremo e lo vince ma le vendite sono scarse, si fa dei calcoli e si chiede come mai hai venduto così poco. Sanremo, però, è una cosa a se, in America c'è un discorso culturale, musicale senza precedenti. Il mercato può essere piccolissimo, medio, grandissimo, infinito, insistente, ma c'è.

Tommy: Noi in Italia siamo una band che lavora, fa concerti per quello che si può fare qua. Stiamo facendo il massimo qui, e non è proprio il massimo, ma ci tiriamo a campà come si suol dire.

Rockit: Cioè non vivete solo di musica?

Tommy: Si, viviamo solo di musica ma all'interno di altre situazioni.

Rockit: Musica, pubblico, Vasco Rossi. Avete aperto il suo concerto, cosa significa suonare davanti a 80 mila persone in due giorni?

Tommy: Bè è stata la prima volta. Ci è stata data questa opportunità grazie al nostro manager che lavora a stretto contatto con Vasco. Lui ci portava in giro e un giorno gli ha fatto sentire il nostro disco, le sue parole sono state: "cazzo!! Ma senti questi qua come sono incazzati.". E' Vasco che c'ha dato questa opportunità. Ti racconto un episodio molto carino di queste due date. Prima della nostra uscita sul palco, sai lui è un po' etereo, c'è non c'è, ma prima che suonassimo è venuto a cercarmi per farmi i complimenti e mi ha detto: "Siete un gruppo troppo incazzato, lo fate veramente perché ci credete..!". Vasco, secondo me, è l'unico vero esempio di rock italiano, è uno vero! La prima sera, quando siamo saliti sul palco ci siamo trovati uno stadio pieno. E'stata un'esagerazione totale... Non so. adrenalina è la parola giusta!! Prima di uscire mi sono detto: "dò tutto quello che c'ho e anche di più...". E' stato bellissimo. Suonare con Vasco è stato importante ma con i Metallica è stato incredibile!!! Il pubblico di Vasco, che di solito è abbastanza ostico, con noi ha risposto abbastanza bene ma quando abbiamo suonato con i Metallica, davanti a 35 mila persone, alla nostra uscita si è sentito un boato. Ci siamo sentiti veri.

Suonare, e qui ci ricolleghiamo al discorso sul rock in Italia, suonare rock qui ti dà più soddisfazione. Solo dopo queste esperienze ci siamo resi conto di essere un gruppo vero!! Ti farà ridere questa affermazione però abbiamo sentito che la musica che facciamo piace alla gente, il pubblico ne è entusiasta.

Rockit: Parliamo del vostro ultimo lavoro, " Better mad than dead"? Cris: L'ultimo disco è una cosa molto strana, ci sono voluti sei anni per farlo e in sei anni è successo di tutto! Siamo invecchiati, è cambiata generazione..

Personalmente lo ritengo il più bello, il più maturo, il più vario. Se vogliamo parlare dei testi potremmo anche svegliare il cantante che è nel furgone che dorme. Il disco è venuto come volevamo. Qualche volta fai un disco e poi in un secondo tempo ti dici che poteva venire meglio. Invece questa volta, ad un anno dall'uscita, siamo ancora convintissimi di aver fatto un bel disco. Nessun ripensamento.

Tommy: Molta gente si è avvicinata con diffidenza a questo disco. E' stato scritto un po' di tutto, alcuni giornalisti l'hanno ascoltato un po' superficialmente, non in profondità. E' un disco non da primo impatto, però da ascoltare comunque! Sono convinto anch'io che abbiamo fatto un buon disco.

Cris: Dobbiamo ancora suonare molto e convincere ancora più gente possibile. Riconquistare certe persone.

Tommy: Ma avvicinarci anche alle nuove generazioni.

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