Max Gazzè - Pontassieve (FI) - Tora! Tora! Festival, 22-07-2002 Intervista

16/08/2002 di Roberta Accettulli

Questa con Max Gazzè è solo una piccola parte di quella che avrebbe dovuto essere la nostra chiacchierata, avvenuta nel camerino dell'artista al Tora! Tora! Festival. Ma dopo pochi minuti è stato rapito dalle esigenze della diretta radiofonica per poi salire sul palco. Prima o poi riusciremo a finirla...

Dal Tora! Tora! Festival:

Il cast

I concerti:
Catania
Padova
Pontassieve
Nizza Monferrato

Le scalette:
Catania
Padova
Pontassieve
Nizza Monferrato

Le interviste:
24 Grana
La Sintesi
Modena City Ramblers
Breakfast
Micevice
Delta V
Max Gazzè
Marco Parente



Rockit: Tora! Tora! Festival atto terzo, questa sera ospite d'eccezione Max Gazzè. Sei stato definito da qualcuno forse il "meno alternativo" dei musicisti del cast di questa sera, senz'altro benvenuto. Ti ha meravigliato essere invitato a questa manifestazione?

MAX GAZZE': Bisogna sempre cercare di distinguere quelle che sono le cose che uno fa e quelle che sono le cose che vengono esposte di quello che uno fa. Per quanto mi riguarda ho sempre considerato la musica nel modo in cui l'ho suonata, l'ho fatta, l'ho vissuta. Sono 25 anni che suono il mio strumento, ho suonato in un gruppo punk quando sono stato in Inghilterra, il gruppo si chiamava Disease, ho suonato in un gruppo new wave, poi alla fine nel momento in cui uno ascolta quello che io faccio, il mio primo disco, le mie prime cose... La distinzione tra alternativo e non alternativo mi sembra non appropriata, è questione di come uno viene esposto. Io non guardo televisione, non seguo certi meccanismi, non ne ho mai seguiti e neanche ho voglia di seguirli, per cui non mi rendo neanche conto di come la televisione mi propone. Mi sono divertito a fare canzoni di un certo tipo come mi sono divertito a farne anche di un altro, l'importante è vivere le cose. Non basta mettere il distorsore alla chitarra per trasformare il pop in rock e viceversa. Si è pop, si è rock, si è punk. Per cui ogni cosa bisogna viverla conoscendo bene quello che si sta facendo. Io vivo la musica in maniera totale, è parte di me quanto io faccio parte della musica, in quello che vivo, per cui dare delle definizioni e semplificarla attraverso degli stili di espressione mi sembra limitante e poco rispettoso nei confronti della musica.

Rockit: E' la prima volta che sei qui al Tora! Tora! Cosa ne pensi di questo festival e dell'ambiente che c'è qui oggi?

MAX GAZZE': Io credo che sia molto importante riproporre e dare la giusta gratificazione alla musica live, per cui fare i festival è un modo molto importante per diffondere quelli che sono i reali contesti della musica in Italia. Tante volte - tornando al discorso di prima - le radio tendono a esporre quello che sono le playlist, invece attraverso questi festival bisogna ripristinare la cultura della curiosità verso quello che non si sente tutti i giorni, perchè ci sono dei progetti di gente validi, veramente progetti validi, che servono appunto per comunicare come tutta la musica è importante come mezzo di comunicazione. Bisogna avere l'alternativa all'ascolto di quello che ascoltiamo e comprendere un più ampio aspetto di quella che è realmente la musica in Italia.

Arriva a rapire Max Gazzè una fremente Sonja della POP, l'Ufficio Stampa del Festival: la diretta radiofonica attende implacabile Max, prima o poi continueremo!

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