Populous VS Clap! Clap! Intervista

Le copertine di Night Safari e Tayi BebbaLe copertine di "Night Safari" e "Tayi Bebba"
13/11/2014

Sono gli autori di due dei nostri dischi dell'anno ai quali abbiamo assegnato il nostro marchio primascelta: abbiamo lasciato Populous e Clap! Clap! a fare due chiacchiere tra di loro, in tutta tranquillità. Hanno parlato di carriere, dischi formativi, lavori paralleli e città da sogno in cui trasferirsi.

Populous: Siccome vorrei che questa non fosse la solita intervista, eviterò dunque di fare domande banali tipo "raccontaci i tuoi inizi" e tutte ste stronzate. Vorrei invece partire direttamente dall'argomento che reputo punto cruciale della nostra chiacchierata. Sono anni ormai che agli addetti ai lavori, colleghi e appassionati facevo sempre la stessa domanda: "Perché Digi G'Alessio non è ancora diventato super famoso?!". Le risposte erano le più strambe, ma nessuna convinceva. In effetti una spiegazione logica non c'era. Come ci si sente ora che con Clap! Clap! stai finalmente riscuotendo tutte le attenzioni che meriti? Qualche giorno fa ricordo di averti chiesto di persona cosa secondo te sia cambiato per farti arrivare alla gloria mondiale. Solo il nome? Oppure è stato anche un percorso personale? Mi hai detto delle cose molto belle e mi piacerebbe che tu le ripetessi qui per i lettori.

Clap! Clap!: Per quanto riguarda Digi sono molto soddisfatto dei risultati ottenuti dal progetto. Non ho mai cercato fama, ho sempre umilmente cercato del puro e sano divertimento, dalle produzioni, all'immagine, ai posti dove ho suonato e dove suonerò. Senza dubbio il progetto ha girato più negli Stati Uniti che in Italia (vedi gente tipo Skrillex, Diplo, Dj Craze e Amon Tobin che suonano regolarmente le mie produzioni). Penso sia rimasto molto di nicchia per un discorso di poca singolarità nel suono. Digi ha sempre seguito generi che già esistevano, come la trap, la juke, l'abstract hip hop etc; motivo per cui penso che su questi generi ci siano altri personaggi di calibro maggiore da seguire. Al contrario invece Clap! Clap! è un progetto fondato sulla sperimentazione totale e sulla singolarità estrema del suono. Penso sia proprio per questo che sia andato così bene. Ho sempre cercato di fare qualcosa di nuovo, senza prendere mai ispirazione da qualcosa di già esistente, ma al massimo prendendo degli spunti o dei punti di riferimento, senza mai esagerare. È una ricerca che richiede tantissimo sforzo e sacrificio, ma se viene ripagata, ti riempie il cuore di gioia. Ed in questo caso i tre sold out consecutivi, la richiesta del “Solid Steel” da parte di Ninja Tune, la convocazione da parte di Gilles Peterson ai Worldwide Awards lo hanno fatto in pieno, non me lo aspettavo assolutamente. Tu piuttosto cosa mi dici di bello? Raccontami come te la passi a Lecce, ti piace vivere là? Hai realizzato che il capolavoro che hai sfornato sta facendo il giro del mondo e sta riscuotendo gran successo? Pensi anche tu che sia per la forte singolarità stilistica che hai o pensi che sia dovuto ad altri fattori?

Populous: Sì, lo sto realizzando piano piano. Sinceramente non credo di possedere una cifra stilistica molto personale, adoro un sacco di cose e questo è molto presente nelle mie produzioni (forse troppo). Secondo me il segreto di un buon disco è nel concept. "Night safari" forse ha un buon concept dietro, così come anche "Tayi Bebba" lo ha. Anzi, il tuo disco ha addirittura un alfabeto inventato apposta! Sei pronto per parlare agli alieni, man! Penso che entrambi siano dei dischi che suonano molto bene e a questo proposito ti farei una domanda molto specifica: quanto pensi sia importante la tecnica nella musica? Ti consideri più un ingegnere del suono o un creativo? Quando ascolto le tue cose penso sempre che tu sia esattamente a metà di queste due categorie. Confermi?



Clap! Clap!: Purtroppo non essendo ancora riuscito a tirar su uno studio ai limiti della decenza mi concentro molto di più sulla parte creativa. Ho due monitor scadenti di 12 anni fa e una scheda audio tenuta in vita dal nastro adesivo quindi curare il suono in queste condizioni è molto difficile. Senza dubbio faccio del mio meglio per raggiungere una "pasta sonora" che mi rappresenti ma la precedenza ce l'ha comunque la parte creativa e compositiva. Dopodiché quando ho un discreto numero di brani che mi convincono, solitamente affitto uno studio e affino il sound da là. Trovo anche molto interessante cambiare studio ogni volta in base ai brani, come per le mastering sessions, dove per alcuni tipi di brani con sonorità più morbide preferisco andare in studi attrezzati per musica più pop, mentre per brani più aggressivi preferisco andare in studi più orientati verso la dance. Non avendo una fissa dimora è come un compromesso vitale che ho trovato per equilibrarmi nel mio nomadismo costante! Comunque la cosa che più mi piace fare è confrontarmi e collaborare il più possibile con persone provenienti da altre culture e non, e vedo che anche tu lo fai spesso e ben volentieri. Che mi dici di tutte le collaborazioni che hai portato agli ascoltatori di “Night Safari”? 

Populous: Anch'io adoro collaborare con altri musicisti. È una cosa che arricchisce. Nella stragrande maggioranza dei casi collaboro solo con persone che conosco e della quale sono amico. Mi piace l'idea di famiglia, di clan. Mentre lavoravo a "Night Safari" mi sono ritrovato molto spesso a pensare cose tipo: "questo pezzo sarebbe perfetto per la voce di X" oppure "qui ci starebbe il programming di Y" etc. È stato tutto molto semplice: ho mandato i provini ai miei amici (te compreso!) e loro ci hanno lavorato. Buona la prima! Ecco, domanda stupida: io e te siamo sempre a parlare di gente del nostro giro, della nostra "family", ma dammi tre nomi di musicisti blasonati con la quale ti piacerebbe collaborare. I miei sono: Victoria dei Beach House, Damon Albarn e James Holden.

Clap! Clap!: Bogdan Raczynski, James Chance e Sonny Rollins.

Populous: Oddio Bogdan Raczynski! Mi fai ritornare alla mia adolescenza e al periodo in cui vivevo solo per etichette come la Rephlex e la Warp. Il mio background pre (e) adolescenziale è stato prettamente rock, fino a che, appunto, non ho scoperto l'elettronica inglese. Quando ripensi alla tua adolescenza cosa ti viene in mente?

Clap! Clap!: Minor Threat, Fugazi, Husker Du, The Fall, Refused, Botch, Breach, Cave In, At The Drive In, ma anche Satanic Surfers, Lag Wagon, Millencolin, Ten Foot Pole, No Use For A Name e tanti altri.. Ho avuto molti cambiamenti in fase adolescenziale, dopo l'inevitabile periodo hc punk mi sono immerso dentro alla cultura hip hop e quindi dovrei dirti Fu Schnickens, Black Moon, A Tribe Called Quest, Pharcyde, Wu Tang, Nas, Notorious Big, Jay Z, Big Punisher e sai quanti altri dovrei elencartene… Da sassofonista ho ascoltato ed ascolto ancora molto jazz, in particolare il periodo hard bop post parkeriano, vedi Coltrane, Rollins etc. Anche molto funk, da Roy Ayers fino ai The Ramp passando dagli Stylistics... Non esiste un primo nome che mi viene in mente pensando all'adolescenza, ho ascoltato molto anche la scena no wave tipo Slits, Pop Group, Pigbag, M.a.r.s. quindi la prima cosa che mi viene in mente pensando a quegli anni è il chilum! :) Tu che album hai letteralmente consumato in quegli anni?

Populous: Il disco che ho ascoltato di più credo sia stato "Siamese Dream" degli Smashing Pumpkins, perché ero un ragazzino emo turbato e un po' ambiguo. Anch'io come te ho avuto varie fasi che hanno abbracciato i generi più distanti. Proprio mentre stavo per toccare vertici di follia pura (rappresentati nel mio caso dal black-metal e dal noise nipponico) ho scoperto l'elettronica inglese: dal trip-hop dei Portishead all'ambient colta degli Orbital. Da lì alla Warp è stato un attimo. Quanto pensi sia fondamentale per un musicista il proprio background? Che importanza ha l'apertura mentale per un produttore di musica elettronica e come ti rapporti con i "puristi"? Ti faccio un esempio: io non mi fido MAI di chi dice "ascolto solo techno" (o jazz, o peggio ancora hip-hop). Io la trovo una cosa altamente limitativa e interagire con queste persone quasi mi spaventa.

Clap! Clap!: Il background è molto importante per me, è fondamentale. Determina la costituzione delle proprie ossa. Nel background si immagazzina una serie infinita di ispirazioni inconsce che si riflettono su quello che si farà in futuro. Essere fissati su di un solo genere musicale penso che sia oltre che una enorme chiusura mentale, un segnale di repressione. Tra l'altro, la maggior parte dei generi che ascoltano persone "a senso unico" nascono dall'unione di culture e generi differenti, grazie alla sperimentazione e non di certo alla chiusura e all'intransigenza musicale. Idem per i "feticisti" del vinile. Ci sarebbe da considerare ciò che éèprogresso e ciò che non lo è. Io sono il primo a stampare solo vinile, non stampo neanche su cd, ma sono anche il primo a supportare e ad eseguire dei set utilizzando software come Ableton, Traktor, Cdj Nexus, etc. Senza dubbio dipende anche dalla musica che si suona! Ad esempio per un set deep house con traccione da 7 minuti e passaggi lentissimi preferisco un set col vinile come per un set di classiconi hip hop. Mentre per altri generi preferisco altri supporti che danno la possibilità a chi suona di sbizzarrirsi in miriadi di maniere diverse, tipo suonando 4 tracce insieme, creando dei mash up dal vivo, improvvisando dei remix etc, tutte cose che col vinile difficilmente potrebbero essere effettuate da una sola persona. Idem per l'archivio, utilizzando il laptop si ha una vastissima scelta nei propri hard disk che porta ad un miglior feeling con la dancefloor in selecta, coi dischi hai una scelta limitata, a meno che non ti porti moltissime borse di dischi dietro. Tu come preferisci suonare nei dj set?

Clap Clap

Populous: Mi capita spessissimo di fare dj-set pur non considerandomi un dj. Forse il termine più adatto sarebbe "selector". Adoro il mondo della club-culture, ma quando vedo dj che si prendono un po' troppo sul serio mi scappa da ridere. Devo dire che questa è una cosa che succede più spesso in ambienti techno o hip-hop e grazie al cielo non mi capita spesso di dover interagire con queste categorie di persone. A me non frega veramente un cazzo di come uno suona. M'importa solo di COSA si suona. Poi se lo fa egregiamente coi vinili spendo qualche minuto in più per incensarlo, ma se la musica fa schifo puoi suonare anche coi grammofoni ma sempre schifo fa. Proprio in questo periodo stavo pensando di passare ai vinili perchè ero un po' stufo dei set fatti col laptop: sono troppo perfetti e l'errore non è una cosa contemplata. Ma non ho idea di quando lo farò perché non ho molto tempo per dedicarmi a sta roba e sono sicuro che bene o male fare i dj set è e rimarrà sempre l'opzione b. Mi sto molto concentrando sul live e non posso permettermi altro tempo. Una cosa che ho sempre voluto chiederti riguarda l'energia e la carica che ci metti quando suoni dal vivo. Lo sanno tutti che sei una molla quando suoni. Ci metti il cuore e la cosa è evidente. Ma ti capita magari la serata in cui proprio non hai voglia? E quali potrebbero essere i fattori che scaturiscono un mood negativo? L'impianto inadeguato? La stanchezza? Una line up sbagliata?

Clap! Clap!: Sì a volte capita. Serate in cui vorresti solo collassare sul divano e invece devi prenderti aerei, treni e gestirti una dancefloor, ma tanto accade sempre che, proprio nel momento in cui salgo in consolle, vengo travolto da una carica di energia positiva che mi fa ogni volta performare al meglio. Penso che l'unico motivo che possa fare andare le cose storte sia il mood che si instaura con la dancefloor, qualsiasi la line up o impianto che sia. Penso che sia molto importante capire sempre dove si è e chi si ha di fronte per creare al meglio la situazione per un'ottima performance, cosa che quando si è da soli è più difficile che quando si è in un gruppo o in una crew. Tu il live set lo dividi insieme ad un altra persona, parlami un po' della differenza tra suonare da soli e non.

Populous: Sono stato sempre un po' nemico dei laptop-set. Tant'è che ad un certo punto ho proprio smesso e mi sono dedicato a fare il dj. Quando mi son trovato costretto a mettere su il live di "Night Safari" non ho avuto dubbi: volevo che fosse rhythm-oriented e la scelta di chiamare con me un batterista/percussionista era ovvia. Ho chiamato Andrea Rizzo, che oltre ad essere un musicista molto preparato è anche uno dei miei migliori amici. Sai cosa? Ti dico la verità: io mi annoiavo ad andare in giro da solo con la MIA musica. Capisci? Mi sembrava sempre di essere lì nel mio studio, da solo, a fare beat. Mentre quando mettevo dischi tutto era diverso perché ero in compagnia (della musica) dei miei eroi! Ora è diverso perchè giro con una persona amica, non sono mai solo e sul palco ci divertiamo. L'errore umano è sempre dietro l'angolo ed è una cosa fondamentale per rendere tutto molto più vivo, più vero. E a te viene mai voglia di ritornare a suonare strumenti "reali" oppure escludi definitivamente la cosa?



Clap! Clap!: Mi manca molto l'atmosfera del gruppo, le giornate in sala prove, i viaggi infiniti in furgone, il feeling che si instaura condividendo lo stage! Il sassofono continuo a suonarlo spesso e non escludo di tirar su un progetto strumentale nuovamente. Però non mi piace molto suonarlo insieme a synths, drum machines e samplers, preferisco il calore del trio contrabbasso e batteria. In questo periodo mi sto affezionando tantissimo alla mbira e la sanza, e infatti le sto registrando spesso nelle nuove produzioni. Gli strumenti che preferisco suonare nei progetti che ho restano sempre l’Sh101 e l’Esx1! Tu suoni qualche strumento acustico?

Populous: Quando ero ragazzino ho provato a suonare la chitarra, il basso, le tastiere, senza mai raggiungere successo. :) Ricordo che per un paio d'anni un mio amico parcheggiò la sua batteria nel mio studio e io la suonavo spesso. Ero arrivato a raggiungere una discreta padronanza dei mie arti, tutti e 4, perché suonavo addirittura il charleston usando il pedale! Ahahaha!! Fa tanto jazz ora che ci penso. No comunque no, non so suonare un cazzo. Ma nella mia casa dei sogni ci dovrà essere per forza un pianoforte a coda. Ecco, il piano rimane il mio strumento preferito. Gli unici dischi registrati usando un solo strumento che io riesca ad ascoltare sono quelli fatti col piano. Anche se poi centra poco con quello che faccio ora. Però mi emoziona sempre. Brian Eno ci leggi? Ci sei? Sappi che sei tu il pianista designato alla sonorizzazione della mia casa dei sogni! Scherzi a parte, se tu non avessi fatto il musicista? Io lo dico sempre: avrei un ristorante, anzi una trattoria. Te?

Clap! Clap!: Il giardiniere! Oppure il coltivatore. Anche se dai 14 ai 25 ho fatto tutt’altro: magazziniere, operaio in catena di montaggio, facchino, cameriere, barman, commesso, cassiere, e miriadi di altri lavoracci che fan concorrenza a quelli di Bukowski! Tu ce l'hai sempre fatta a sopravvivere con la musica o hai fatto lavori simili in passato?

Populous: Prima di laurearmi mi son preso degli anni (svariati) sabbatici, dove ho fatto il cameriere, volantinaggio, commesso e altre robe simili. La mia famiglia mi ha rinnegato. Per mia madre sarebbe stato meglio avere un figlio camorrista. Poi ho ripreso a studiare e mi sono laureato in Beni Culturali con specializzazione in musicologia. Mi avevano anche proposto di rimanere all'interno dell'università, con l'infinita trafila assistente>>professore. Ma è lì che ho capito che preferivo fare il camorrista. Ecco, uno dei miei rimpianti è quello di non aver mai avuto il coraggio (o la reale necessità) di trasferirmi all'estero. Ti ricordi quel giorno che abbiamo chattato per ore dove tu mi dicevi che volevi trasferirti ad Harleem (Olanda) e io avevo capito Harlem (NY)? Siamo stati 2 ore a parlare tu dell'Olanda ed io a raccontarti di quanto mi piacesse New York. Poi ho capito che non avevamo capito un cazzo quando ho incontrato Kae e io gli ho chiesto: "Be', ti trasferisci anche tu in USA come Digi?". E lei mi ha guardato tipo: "Ma che cazzo stai dicendo?!?".

Clap! Clap!: Ahahahahah! Pensa che una volta stetti tutta la notte a parlare con una mia amica sulle caratteristiche dei propri segni zodiacali, le classiche conversazioni lunghe ore di pippe astrali. Ecco il giorno dopo aveva capito che ero vergine sessualmente e che era colpa degli astri. Ottimo no? Comunque in Olanda si sta tanto bene! Vorrei tornarci il prima possibile e rimanerci per un bel po'! Tu se dovessi andar via in che paese ameresti vivere?

Populous: Londra, perché sono un fighetto hipster di merda e lì ci sono tutti gli shop più cool. Lì sì che diventerei povero nel giro di 20 giorni. Una delle frasi che mia madre ripete sempre è: "Morirai povero sotto un ponte!". A Londra farei il miglior shopping del mondo e i ponti dove andare a morire non mancano. È perfetta!

Tag: intervista

Pagine: Populous Clap! Clap!

Commenti (2)

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  • Ra Taibi 13/11/2014 ore 15:43 @iamraimondo

    che matty

  • Solko Djsolko 14/11/2014 ore 18:27 @djsolko

    Questa intevista fa troppo scompisciare! :D

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