Salmo - Questo è hip hop hardcore, 09-05-2011 Intervista

09/05/2011 di

Il segreto, in questi anni Dieci, è la versatilità. Il purismo non ha portato a un cazzo, essere trasversali sì. Se poi vivi su un'isola come la Sardegna, che non è propriamente la capitale musicale europea, il discorso vale ancora di più. Salmo viene da lì, e ha cominciato negli anni Novanta facendo hip hop. Poi ha tentato la strada del crossover con gli Skasico, ha cantato in un gruppo stoner e ha girato i palchi europei con la formazione hardcore dei Toedgein. E alla fine ha fatto un album tutto suo, "The Island Chiansaw Massacre", che è un concentrato di tutte le sue esperienze e porta una ventata di aria fresca nel rap italiano. Di Enrico Piazza.



Ma a vivere a Olbia si diventa per forza così incazzati?
Sì, stiamo tutti incazzatissimi qua!

E perchè? Avete il mare...
[Ride] Sì ma conta che ci godiamo il mare solo 3 mesi l'anno. Gli altri nove mesi sono così pesanti che hai due possibilità: o ti droghi e te la cavi con il SerT a 30 anni, o fai musica e aspetti che qualcuno ti porti via.

Quindi spazi fra i generi per aumentare le possibilità che qualcuno ti porti via?
No, non è solo questo il motivo. Ho sempre avuto il bisogno di vedere chiaramente varie sfumature. Ascolto un sacco di immondizia, e non smetterò mai di rovistare nel cestino. Qualcuno diceva "Siamo barboni che riciclano rumori".

Tipo? che "rifiuti" hai tirato fuori dal cestino per registrare "The Island Chainsaw Massacre"?
Tutto quello che ho assimilato in questi anni dai vari generi: punk rock, metal, hardcore, drum and bass, dubstep.

Il filo conduttore sembra essere, in tutti i tuoi progetti e a prescindere dal genere, il concetto di "hardcore". Tu che significato gli dai?
Umh, gran bella domanda. Credo che l'hardcore sia semplicemente l'estremizzazione di un genere. Qualsiasi genere musicale, volendo può essere hardcore. Anche il fottutissimo pop può essere estremizzato. Immagina se Laura Pausini cantasse su un paio di batterie acide e dei synth brutali. Sarei subito suo fan!

Sì, ma anche con le batterie acide la Pausini non avrebbe probabilmente delle liriche hardcore. Non è solamente una questione musicale...
No, c'è tutta una manovra dietro. Spesso, purtroppo, è anche l'immagine che comanda, mentre hardcore è qualcosa che viene da dentro, un'attitudine.

Quali sono gli artisti o i suoni fondamentali che ti hanno influenzato?
Ne ho così tanti che verrebbe fuori un elenco tipo lista della spesa di Pasqua.

Ne suggerisco qualcuno io: Kaos?
Sicuro, tra gli artisti italiani è quello che mi ha influenzato più di tutti, lo ascolto da quando ero un ragazzino. Anche personaggi come Deda e il buon vecchio Neffa hanno contribuito a mostrare la via giusta. Diciamo che rappresentano un passaggio fondamentale. Chi non ha seguito con attenzione le loro lezioni, sfortunatamente, non riesce a chiudere una barra in modo decente.

Foreign Beggars?
In realtà loro li ho scoperti da pochissimo...

Dici che appartenere necessariamente a una specifica sottocultura musicale oggi non è più necessario?
Umh, a dire la verità, per quanto mi riguarda, non è mai stato necessario. Le subculture ti spingono a diventare un gran rompi coglioni!

Per quanto riguarda il pubblico sei riuscito a farti un'idea di chi ti segue? Sei passato dallo stoner all'hardcore e al rap sperimentale. A chi può piacere il disco di Salmo?
Io comunque sono partito dal rap, il resto è venuto dopo. Il target principale di "Chainsaw Massacre" è quello hip hop.

L'album però sta avendo un buon successo, tanto che la domanda ha superato l'offerta. Questo non vuol dire che c'è un target che non era inizialmente preventivato e che invece sta apprezzando il disco?
Ho notato con piacere che ci sono più richieste di distribuzione meccanica ( sarebbe la distribuzione del disco fisico ) che web. A parte la versione digitale negli store, avevo stampato 500 copie sotto banco diciamo, grazie a due amici che mi hanno prodotto il disco in principio. Poi la Kick Off Recordz si è interessata al prodotto, e ora stanno ristampando le copie.

Quindi potrebbero venirti a prenderti a breve sull'isola?
No, ormai ho perso le speranze. Diciamo che questo è il piano B. Ora sono io che mi muovo, non aspetto più nessuno.

Come va a livello di live? È difficile esportare il progetto sul "continente"?
Molto difficile. Quel misero guadagno che spetta a i musicisti di quest'isola per suonare fuori è dimezzato perché i voli costano troppo, per cui tolte tutte le spese sei fortunato se riesci a pagarti il viaggio. Ma, per ora, è questo il gioco.

Commenti (2)

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  • Filippo Papetti 09/05/2011 ore 19:03 @9filippopapetti9

    grande salmo!!

  • Tatranky P 19/05/2011 ore 16:57 @luigitrattafunky

    bella salmo...

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